CineKing #48 - CineFatti

Ci sono altri mondi oltre a questo – CineKing #48

Un riepilogo senza pietà sul mondo di Stephen King

Riepilogare: per farlo al meglio, bisogna avere la pazienza di raccogliere tutti i pezzi e radunarli assieme. Questa rubrica in particolare si impegnerà a farlo ogni 19 del mese, in omaggio a quel Ka che per Stephen King ha rappresentato il fil rouge dei libri e della vita. E lo farà per aggiornarsi ed aggiornarvi su tutto ciò che si muove su uno schermo e che abbia a che fare con quelle stesse storie che King ci ha regalato.
Francesca Fichera

È l’incipit del CineKing #1, risalente al 19 settembre del 2014. Il #47 fu pubblicato il 2 dicembre del 2018 e si concluse con uno “spero di tornare a raccontarvelo presto!” e ormai sappiamo fin troppo bene che la speranza non ha trovato un accordo con la realtà. Circa 90 pagine dentro L’istituto e un grande amore immortale per Stephen King, tanto grande da non poterlo interrompere.

Sin dai primi vagiti di CineFatti il Re ha occupato un posto di rilievo, erano del resto i tempi in cui Francesca scriveva la sua tesi triennale sugli adattamenti cinematografici di King e un appassionato argomento di conversazione tra me e lei. Può quindi sparire dal nostro sito? Mai, motivo per cui questo 19 dicembre riprendiamo da dove ci eravamo lasciati.

Il King alle nostre spalle

Il semestre pronto a essere seppellito è stato denso come pochi altri. I cinema hanno visto il ritorno del Pennywise di Bill Skarsgård con IT: Chapter Two – e le lacrime nostre alla lettera di Stanley sul suo finale – e soprattutto l’arrivo del grande Mike Flanagan col suo adattamento di Doctor Sleep.

Sottovalutato ma non da Quentin Tarantino che lo considera uno dei migliori film dell’anno fianco a fianco con Crawl di Alexandre Aja e The Irishman di Martin Scorsese. Magari un eccesso, però Flanagan è sul serio uno dei migliori in circolazione negli USA, Hill House lo dimostra.

È in Tv che l’esplosione kinghiana si è fatta particolarmente notare. Mr. Mercedes il 12 novembre ha concluso la sua terza stagione e tagliato i ponti con Chi perde paga, il secondo romanzo della serie di Bill Hodges lasciando quindi aperte le possibilità per il futuro.

Sarà il momento di Fine turno se dovesse esserci una quarta stagione, ancora non annunciata dal network Audience, ma visto il successo critico – è candidata ai Satellite Awards come miglior drama e miglior attore per Brendan Gleeson – sembra assai probabile che l’avremo.

Il 26 settembre su Shudder la serie antologica ispirata al cult di George A. Romero Creepshow ha avuto il suo debutto col pilota Materia grigia tratto dall’omonimo racconto incluso in A volte ritornano e ha portato fortuna: Creepshow tornerà per una seconda stagione.

E chissà se non avremo modo di vedere altri adattamenti kinghiani.

Last but not least la numero due di Castle Rock su Hulu, chiusa lo scorso 11 dicembre, ha fuso Salem’s Lot e Misery, ma questa è una storia di cui vi parlerò meglio prossimamente. Giuro!

Il vettore s’inspessisce

Immediatamente davanti a noi torna l’investagtrice privata Holly Gibney da Mr. Mercedes ad aiutante del detective Anderson in The Outsider ma col volto di Cynthia Erivo. È la miniserie HBO pronta ad andare in onda il prossimo 12 gennaio 2020 con Jason Bateman e Ben Mendelsohn alla guida.

Dieci puntate su cui la HBO scommette alla grande, affidando a Bateman gran parte della regia con rinforzi del calibro di Karyn Kusama e dello scrittore Dennis Lehane alla sceneggiatura.

Le aspettative sono alte, ma non certo per la sorgente, niente affatto uno dei migliori lavori del Re. È il successo recente dei suoi adattamenti a farci intendere quanto sia ormai scontato vedere qualsiasi cosa tocchi arrivare sul piccolo e grande schermo. Dalla pubblicazione il 22 maggio 2018 alla miniserie questo 12 gennaio 2020 non saranno passati nemmeno due anni.

La lunga ombra dello spilungo

È sempre la tivù a esigere un ruolo da protagonista l’anno venturo. Navighiamo ancora nella nebbia eppure qualche anticipazione online sembra lasciare ben sperare l’arrivo quest’anno di due pezzi da novanta, stavolta grandiosi anche sulla carta: L’ombra dello scorpione e La storia di Lisey.

La prima ha iniziato le riprese a settembre e CBS All Access potrebbe essere intenzionata a salire sul carro kinghiano entro la fine del 2020 col suo colossal in 10 episodi diretto e curato da Josh Boone, un progetto dalla lunghissima gestazione ormai pronto a vedere la luce.

La storia ancora ricorda il quartetto di episodi di Mick Garris – un favorito di Stephen King – ma coi budget e la qualità della serialità odierna possiamo alimentare il fuoco delle nostre speranze. Anche il cast promette benissimo, pur non avendo Matthew McConaughey a interpretare Randall Flagg.

Quella carta ce la siamo giocata con La torre nera. Malissimo, peraltro. A questo giro toccherà ad Alexander Skarsgård, fratello di Bill. Essere ingaggiati per interpretare villain negli adattamenti kinghiani potrebbe diventare una bellissima tradizione di famiglia!

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Nessuno ha detto ancora nulla sulla Storia di Lisey invece, il progetto d’autore diretto da Pablo Larraín con Julianne Moore e Clive Owen, a cui si sono aggiunti Dane DeHaan, Joan Allen e proprio di recente Sung Kang, direttamente dal Fast and Furious Universe.

Apple Tv+ ha aperto da poco i battenti con un discreto successo, in particolare per The Morning Show e per il 2020 ha finora annunciato solo due serie e chissà… ancora non si sa se le riprese siano iniziate. Sappiamo invece che King ha scritto la sceneggiatura di ogni episodio.

Chi vivrà vedrà, abbiamo tempo e anche se il progetto solletica più il 2021 piuttosto che il 2020, desidero una volta tanto sperare in tempi rapidi. Parliamo di uno dei romanzi preferiti del Re e talvolta, quando si impegno, scrive meravigliosamente anche per la Tv.

Lo sanno gli abitanti di Little Tall Island.

Il Ka-tet nella sfera

Il guaio creato da La torre nera di Nikolaj Arcel è talmente grande dall’aver costretto (?) Amazon a non pubblicizzare con forza la produzione del pilota The Dark Tower ispirato al quarto romanzo/prequel della saga di Stephen King La sfera del buio eppure abbiamo anche lei.

È chiaro come con Il signore degli anelli per le mani gli occhi siano tutti per Tolkien, ma fino a prova contraria nel giugno 2019 dovrebbero essersi concluse le riprese del pilota – ben due mesi per realizzarlo – con Sam Strike nei panni del giovane Roland Deschain.

Potremmo immaginare una distribuzione questo 2020, ma l’assenza totale di immagini lascia l’amaro in bocca e nutre il cattivo presentimento. La torre nera potrebbe essere caduta faccia a terra una seconda volta, ma l’importante è provare e riprovare, perché la vogliamo raggiungere.

Se ci riusciremo mai, chissà.

Roland ne sa qualcosa.

Mucchio d’ossa e adattamenti

Ulteriori certezze ne abbiamo, L’incendiaria è caduta nelle mani della Blumhouse e della Weed Road Productions, entrambi convinti di avere in Keith Thomas un valido regista. Se lo sia davvero non ci è dato saperlo, il suo debutto The Vigil è stato proiettato esclusivamente per la platea del Toronto International Film Festival e lì sembra abbia incontrato i gusti del pubblico.

Rivedremo dunque Firestarter dopo oltre 35 anni dal suo primo adattamento di Mark L. Lester e già che ci troviamo tra annunci importanti val la pena segnalare che da Her Smell arriva Alex Ross Perry per un altro remake/ri-adattamento. Stavolta però non vi è un Lester qualsiasi da scacciare, Perry avrà a che fare col ricordo di La metà oscura di George A. Romero.

Ancora nessun regista invece per Buick 8, esordio alla produzione per la Renegade Entertainment di Courtney Lauren Penn e Thomas Jane – già kinghiano ne L’acchiappasogni, The Mist e 1922 – annunciato il 4 di questo mese. From a Buick 8 in passato era stato adocchiato da due titani del genere, Romero prima e Tobe Hooper dopo. Entrambi lontani dal poterlo mai dirigere.

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Potrebbe pensarci lo stesso Jane avendo fatto pratica sul set di The Expanse ma sembra un salto in avanti assai azzardato. Novità freschissima è anche l’ingaggio di David E. Kelley e Jack Bender – autori di Mr. Mercedes – per trasporre in formato miniserie l’ultimissimo romanzo di King, L’istituto. Come potrete immaginare è presto anche solo per farsi un’idea…

Inizio invece a fremere per Il talismano acquistato dai tipi della Amblin di Steven Spielberg, ma ci hanno riservato la punizione del silenzio. Sleeping Beauties che avrei lasciato sulla carta sarà scritto per la AMC dal suo co-autore Owen King e anche in questo caso sembrano non esserci importanti notizie. Per quest’ultimo potremmo anche chiuderla qui, eh.

Desaparecidos?

James Wan come produttore sembrava aver messo le mani su The Tommyknockers, uno dei pochi adattamenti destinati al grande schermo, Cujo: Canine Unit Joint Operation dovrebbe essere ormai già uscito e sia Revival che La bambina che amava Tom Gordon sono rientrati nell’ombra. Lo stesso dicasi per L’occhio del drago mentre per Duma Key erano solo voci di corridoio…

Sono anni invece che aspettiamo la serie prequel The Overlook Hotel di Mark Romanek e nulla. Potremmo vederla resuscitare ora che Doctor Sleep ha rinfrescato la memoria sull’hotel di Shining ma è anche vero che Flanagan ha dimostrato quanto sia difficile abbandonare l’immaginario creato da Kubrick. Una serie intera che si distanzi dal capolavoro horror è una sfida incredibile.

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All’orizzonte non si vede altro, posso quindi concentrarmi sul pensiero che esistano altri mondi oltre a questo, come La torre nera ha insegnato. Ne esisteranno maree con la firma di Francesca qui in fondo. Sognando altri mondi, CineFatti non può che continuare il suo lavoro su queste pagine e altrove. Perché in futuro, come questa foto sgangherata può farvi intuire, avremo novità.

E quelle sì, porteranno il suo nome.

Il CineKing #50 si avvicina.

Fausto Vernazzani

3 pensieri su “Ci sono altri mondi oltre a questo – CineKing #48

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