The Expanse - CineFatti

The Expanse, gloria alla protomolecola!

La fantascienza torna all’epica con la serie SyFy (e Prime Video)

Qual è la migliore serie di fantascienza attualmente in onda? Non vi aspettate che la mia risposta sia The Expanse, un pugno di anni fa sarebbe stato senz’altro possibile individuarla, ma oggi sono aumentate esponenzialmente e diventate (in)degne di una nomination agli Emmy. Detto ciò con certezza assoluta posso scrivere che la creatura di Mark Fergus e Hawk Ostby, tratta dai romanzi di James S.A. Corey, è una delle migliori oggi in circolazione.

Inutile ripetere curiosità ultranote, Corey è lo pseudonimo di Daniel Abraham e Ty Franck, qual è la loro storia editoriale e bla bla…

Al momento son fatti conosciuti e a noi interessa non la serie di romanzi – la letteratura ne sforna di saghe spaziali (ah!) – bensì la produzione televisiva andata in onda su SyFy dal 14 dicembre 2015 fino al 27 giugno 2018, ultima trasmissione prima della cancellazione e successivo acquisto e salvataggio da parte di Prime Video.

L’universo espanso

Se vi state chiedendo da cosa derivi il titolo, non c’è riassunto più adatto della Galaxy Song dei Mony Python, strappata via da Il senso della vita!

Ora che siamo sulla stessa lunghezza d’onda andiamo un paio di secoli avanti al nostro in The Expanse.

L’umanità ha conquistato il viaggio interplanetario e a seguire la superficie di Marte, la fascia di asteroidi che sfreccia tra il pianeta rosso e Giove e tanto altro. Sono queste le tre civiltà umane in esistenza nel futuro prossimo: Terrestri, Marziani e belters.

Le distinzioni sono le solite della tremenda e sanguinosa storia dell’umanità. Chi vive sulla Terra gode di condizioni favorevoli rispetto ai nati sulla fascia – belters in originale – senza aver mai respirato aria pulita o visto qualcosa di diverso da un soffitto sulla propria testa.

Stesso dicasi per i marziani impegnati nella terraformazione e guidati da un governo militare.

Tre fazioni dalle relazioni tese, tre storyline da seguire alla prima stagione.
Se le informazioni specifiche su trama/personaggi non vi interessano, passate avanti!

Il noir…

La prima vede Miller (Thomas Jane in gran forma), un agente di polizia su Cerere nella e della Fascia, impegnato nel caso della scomparsa di Juliette Mao (Florence Faivre), figlia di una potente famiglia terrestre immersa nelle attività terroristiche dei belters fino al collo.

Miller col suo pork pie sempre in testa è un richiamo forte al noir.

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… l’avventuroso…

Destinato a essere il numero uno è James Holden (Steven Strait).

Terrestre a capo di un manipolo di sopravvissuti – Alex, marziano (Cas Anvar), Naomi, belter (Dominique Tipper) e Amos, terrestre (Wes Chatham) – catapultati al centro di un conflitto superiore a qualsiasi questione politica immaginabile.

Siamo in pieno genere avventuroso insieme al quartetto della Rocinante.

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… e il thriller politico.

Ultima ma non per importanza è invece la vice-segretaria delle Nazioni Unite Avasarala (Shohreh Aghdashloo, l’immagine dell’eleganza) protagonista di un intrigo politico.

La guerra contro Marte e la Fascia è inevitabile oppure è meglio guardare alle questioni da affrontare all’orizzonte prima che sia troppo tardi per la Terra e l’umanità nell’espanso?

Tre le alte cariche delle UN viviamo un thriller politico, quasi alla John Grisham.

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Grandi speranze, grandi ambizioni

Si tende spesso a giudicare un prodotto audivisivo in relazione all’oggetto principale della sua categoria, quello con sette medaglie appuntate. Alcuni potrebbero essere tentati di scrivere che The Expanse è bella se circoscritta nella categoria dei pesi piuma e non dei Westworld.

Sapete quanto la HBO punti in alto, investono decine di milioni di dollari e The Expanse non è affatto paragonabile e… basta. SyFy quando iniziò la pre-produzione di The Expanse era in piena ristrutturazione dopo anni di fallimenti. Fece parte di un piano eccellente!

Vedemmo due ottime miniserie come Ascension e Childhood’s End, risposero a The Walking Dead con quello spasso di Z Nation e sul lato fantascientifico spararono fuori Dark Matter (cancellata), Killjoys e quello che vendettero come il loro fiore all’occhiello, The Expanse.

Insomma, è il Westworld di SyFy.

Perché viaggiare nell’expanse

Una differenza però c’è ed è nel rapporto con le proprie ambizioni. Westworld, ma anche Black Mirror (versione Netflix) altro cavallo di battaglia della science fiction contemporanea, sfoggiano il desiderio di avanzare discorsi classici del genere restando però immobili.

Piede schiacciato sull’acceleratore e il freno a mano alzato al massimo.

Sfidano il cinema da un punto di vista tecnico e artistico, Westworld in primis con la sua parentela col genere che ha praticamente stabilito le dimensioni del grande schermo, ma sul fronte narrativo offrono reiterazioni di quanto già stradetto, usate però in prima linea.

Al contrario The Expanse sa di giocare su un tabellone usurato e i dadi li tira dando alla storia degli elementi di interesse che non siano solo misteri già risolti alla prima puntata – e questo è merito di chi l’ha scritta, ovvero Franck e Abraham – o dialoghi farraginosi, pomposi che non aggiungono né tanto meno tolgono. Altrove si galleggia e basta.

Le dinamiche del gioco

Il parallelo con un gioco da tavolo non è una metafora a casaccio, The Expanse nacque infatti come gioco di ruolo nella testa di Frank e Abraham e questa sua genesi nel mondo dei GdR è palpabile nel lavoro di worldbuilding svolto attorno ai protagonisti.

Tante serie sviluppano il mondo circostante attorno allo sviluppo della trama orizzontale, The Expanse – forte dei romanzi alle spalle – lancia i personaggi come pedine all’interno di un sistema ampiamente collaudato, col proprio set di regole e un background storico solidissimo.

È un viaggio non alla scoperta dell’espanso ma dentro corridoi già battuti, uffici vissuti, cieli tagliati da innumerevoli astronavi. Universo all’alba del cambiamento, tuttavia non nello spazio ma negli uomini ed è lì che entra in gioco il motore: la protomolecola.

Gloria alla protomolecola!

Non posso dire di cosa si tratta, ma è la nota su cui vorrei chiudere, il macguffin iniziale e mega-cliffhanger con cui la terza stagione si è conclusa. Il passo avanti nell’evoluzione? Nell’esplorazione dello spazio? Sono tante le possibilità inespresse alla prima stagione che lanceranno sempre più in là nell’espanso la serie.

Non vediamo l’ora di scoprire cosa porterà sul piccolo (?) schermo la quarta stagione, prossimamente su Prime Video.



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Un pensiero su “The Expanse, gloria alla protomolecola!

  1. Non ti leggo fino in fondo perché proprio questo mese mi sto gustando, durante i miei spostamenti in auto da pendolare, l’audiolibro di The Expanse, l’ottima lettura – davvero complimenti all’attore! – del romanzo, e mi sta piacendo davvero tanto: non vedo l’ora di uscire la mattina per ritrovare in auto quel musone di Miller e quell’idealista di Holden ^_^
    Quindi non ti leggo per paura di spoiler – ho da poco superato la metà – ma è davvero un ottimo prodotto e una bella scoperta. Sai che invece il telefilm l’ho mollato dopo tre o quattro puntate? L’uso eccessivo di pseudo-lingue e la secchiata di personaggi non sempre ben spiegati – anzi, diciamo mai! – ha richiesto una dose così elevata di attenzione che proprio non mi andava di impiegare in un prodotto di intrattenimento. Avevo paura che un formato così “etereo” come l’audiolibro aumentasse questo problema, invece l’autore sa prenderti e trascinarti con sé con estrema facilità. (E non ci sono lingue strane, finora!)
    Per fortuna ho altri due (audio)libri, perché la storia mi piace parecchio ;-)

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