Ascension - CineFatti

Ascension: Orfani del cielo

Un thriller a bordo della nave generazionale Ascension.

Abbiamo scelto di andare sulla Luna. Abbiamo scelto di andare sulla Luna in questo decennio non perché fosse facile, ma perché era difficile.
John Fitzgerald Kennedy

Fianco a fianco, le avrete forse viste quelle foto, l’’ex scienziato nazista Werner Von Braun e il Presidente degli Stati Uniti d’America, John Fitzgerald Kennedy. Insieme sono l’’immagine della corsa allo spazio avviata dal fronte occidentale, contrapposta all’’URSS, prima a raggiungere l’’orbita terrestre nel 1957 con lo Sputnik e prima a inviare un uomo nello spazio il 12 Aprile del 1961 col piccolo Jurij Gagarin. La NASA fu però la prima e unica agenzia a metter piede sulla Luna.

Lo volle Kennedy e Von Braun fu uno degli uomini a renderlo possibile.

Il resto sono storie

Dopo la storia arriva la finzione, arrivano i se. SyFy è un canale televisivo specializzato, capace di riciclare eventi storici e racconti già collaudati – o adattabili da altri media– trasformandoli in opere rispettabili, una su tutte Battlestar Galactica.

Lo scorso Dicembre, nel 2014, uno di questi se si è trasformato in una miniserie in 3 episodi (oppure 6 , a seconda della piattaforma) Ascension: e se durante la presidenza Kennedy fosse stato avviato un programma spaziale segreto?

Nel 1963 la U.S. Ascension è lanciata nello spazio: la prima astronave generazionale, destinata ad atterrare su un pianeta abitabile nell’’orbita del sistema stellare di Alpha Centauri, il più vicino al nostro Sole.

Da spettatori arriviamo a bordo al 51° anno di viaggio, nell’’anno 2014, a metà del percorso, in una micro-civiltà con una cultura ferma agli anni Sessanta, mai evolutasi realmente, dove differenze tra classi e intrighi di potere la fanno da padrone.

Omicidio sull’Arca

Sulla U.S. Ascension sta per succedere qualcosa di nuovo: la giovane Lorelei è assassinata. Il primo omicidio a bordo dell’’astronave.

Il panico è dietro l’’angolo e spetta al capitano William Denninger/Brian Van Holt mantenere il controllo, insieme a sua moglie Viondra/Tricia Helfer, a capo delle hostess, e all’’Ufficiale Aaron Gault/Brandon P. Bell. Come comportarsi col rischio di avere tra i propri compagni di viaggio un assassino? Come contenerlo?

Intanto sulla Terra Harris Enzmann/Gil Bellows, il figlio di Abraham Enzmann, progettista della U.S. Ascension, fa di tutto per tenere segreto il progetto agli occhi della comunità. Questo è solo il primo dei tre episodi del serial creato da Philip Levens e Adrian A. Cruz e di colpi di scena ce ne saranno  a bordo della Ascension.

Per chi l’’ha letto, è facile immaginare che si tratti di un libero adattamento del racconto di J.G. Ballard, Tredici verso Centauri.

Un capolavoro non lo è, mettiamo le mani avanti. Però è dannatamente divertente. Il look è quello di un film di fantascienza anni Cinquanta/Sessanta, ispirato alle idee e ai design dell’’epoca, riflessi nella fotografia patinata e nella regia frettolosa, con l’’ansia di poter tornare ai suoi “originali” spazi, dando ai luoghi un ruolo da protagonista importante quanto lo furono la Enterprise per Star Trek e la Serenity per Firefly. Fuori e dentro.

Tutto per l’intrattenimento

Tenere il pubblico inchiodato sulla trama è imperativo, rinunciando al talento di alcuni registi come Vincenzo Natali e Stephen Williams. L’’immagine in Ascension è pura narrazione, un esempio di vecchia televisione – scopo del tracciato scelto dal nuovo direttore di SyFy, visibile anche in show successivi come Killjoys e Dark Matter – dove il rimando al passato non ha una connotazione negativa, ma i tratti di un richiamo a un sistema ben oliato con ancora qualche carta da giocare.

Ascension va avvicinato sotto quest’’ottica: non ha alcuna intenzione di essere un serial rivoluzionario sul piano della forma, nessun desiderio di competere con i pezzi grossi della AMC, HBO o Showtime (tale scopo è in parte assegnato alla futura The Expanse il prossimo 14 Dicembre, segnatevelo). Tre episodi per tre notti, quanto basta per convincere anche i meno interessati a rimanere fino in fondo per la conclusione dei giochi e più di un nudo è usato per mantenere alta l’’attenzione di tanto in tanto.

La brevità aiuta a reggere alcune scelte narrative che possono sembrare discutibili o dare l’’idea di aver messo troppa carne al fuoco. L’’errore commesso da un’altra serie prodotta da SyFy, Helix, conclusasi alla seconda stagione –- per fortuna, altrimenti chissà dove potevano arrivare. In verità con Ascension le sottotrame, le innumerevoli citazioni, sono un ottimo biglietto da visita per il futuro prossimo del canale, ma anche un gustoso passatempo per gli amanti della science-fiction.

Omaggi a perdita d’occhio

Grandi classici, sottilissime anticipazioni sui nuovi show in arrivo, uno studio di mercato e al contempo un prodotto d’’intrattenimento di livello medio-alto per chi desidera veder realizzata sul piccolo (o grande) schermo la produzione letteraria degli autori più celebrati come Robert A. Heinlein, Arthur C. Clarke, J.G. Ballard e così via.

Ma su questo aspetto ci passeremo in futuro, chissà, per sfuggire adesso ai pericolosi spoiler. Ascension sarebbe rovinato se i colpi di scena sparissero, ma una seconda visione la vorrete lo stesso. Ve lo assicuro.

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Un ultimo discorso lo merita il cast: Tricia Helfer è ovviamente il volto più riconoscibile di tutti, il Cylone sexy di Battlestar Galactica, leader femminile di Ascension e proprio qui dimostra di essere anche un’’attrice e non solo 180 centimetri di bellezza.

Gli unici altri meritevoli di una menzione sono Bellows, l’’inquietante manager terrestre, e Bell, l’’immagine della diversità a bordo della U.S. Ascension (ricordiamolo, in un’epoca pre-lotta per i diritti civili), un protagonista con un futuro decisamente inatteso.

Ci sono poi decine di comprimari di minore o maggiore importanza, da Al Sapienza ad Andrea Roth sulla U.S. Ascension e Lauren Lee Smith e Brad Carter sulla Terra. Ma si è detto già troppo e la parte più interessante arriva quando Ascension la si è vista.

Un ottimo esempio di fantascienza sociologica, un sottogenere poco sviluppato in televisione, con cui si potrebbero fare grandi cose. SyFy sembra avere numerosi progetti in serbo per noi su questo stesso filone, non ci resta che aspettare.

Fausto Vernazzani

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