CineKing: il cinema e Stephen King, oggi (#1/Settembre)

di Francesca Fichera.

Riepilogare: per farlo al meglio, bisogna avere la pazienza di raccogliere tutti i pezzi e radunarli assieme. Questa rubrica in particolare si impegnerà a farlo ogni 19 del mese, in omaggio a quel Ka che per Stephen King ha rappresentato il fil rouge dei libri e della vita. E lo farà per aggiornarsi ed aggiornarvi su tutto ciò che si muove su uno schermo e che abbia a che fare con quelle stesse storie che King ci ha regalato.

Ma da dove si comincia a fare ordine?
Prima di tutto, mettendo da parte le cose vecchie.

Stephen King e il cinema: i progetti bloccati (per un po’ o forse per sempre)

Ne avevamo già parlato proprio qui, su questi schermi, ma è bene togliere ogni speranza di un ripensamento in chi credeva di poter vedere al cinema la trasposizione del fantastorico 22/11/63 nientedimeno che per mano del regista Jonathan Demme. Un paio di anni fa era stato proprio quest’ultimo a dire: “Preferivo alcune parti che Stephen non amava. […] Le nostre visioni erano troppo distanti riguardo a cosa dovesse essere o no nella sceneggiatura”, segnando la definitiva cancellazione del progetto cinematografico. In compenso, e in tempi relativamente recenti, se n’è ipotizzata una versione televisiva, per il momento non ancora in produzione, ma su cui hanno messo le mani un certo J. J. Abrams e la sua Bad Robot (familiare, no?)

Siano lunghissimi i giorni e piacevolissime le notti dei fan della Torre Nera, invece, perché è ben lontana dall’orizzonte (e dal sentiero del Vettore): prima la Universal e poi la Warner – che qualche mese fa si è occupata anche IT, di cui si parlerà più avanti – hanno infatti dato uno stop granitico all’ambizioso progetto di Ron Howard, in principio addirittura basato su tre lungometraggi inframezzati da altrettante mini-serie tv. Chi troppo vuole nulla stringe? Forse sì, perché dall’altisonante prospettiva di quintali di girato e una pari quantità di investimenti ne abbiamo ricavato un niente così assoluto che neanche i pozzi neri (qualcuno di voi saprà sicuramente afferrare il riferimento). E sì, quella su Aaron Paul nel ruolo di Eddie Dean era soltanto una voce.

Stephen King's Dark Tower

E forse era soltanto una voce anche il coinvolgimento di Mark L. Smith, sceneggiatore di Vacancy, per la riscrittura di The Firestarter (L’incendiaria), di cui per il momento ci rimane esclusivamente la versione del 1984 con una piccolissima Drew Barrymore. Il reboot sarebbe voluto e prodotto dalla Universal insieme con Dino De Laurentiis, e aspirerebbe a una trattazione più complessa, e meno aderente alla trama, rispetto al film precedente.

Dal sì al no il passo è breve, e per The Breathing Method (Il metodo di respirazione), unico racconto rimasto finora fuori dalla selezione cinematografica di Stagioni diverse, il futuro coincide con il presente, che a sua volta non vuol dire niente. Il regista designato per l’adattamento, Scott Derrickson (Sinister), è infatti attualmente impegnato sul set di Sinister 2, e nel frattempo ha già annunciato un nuovo film dal titolo Two Eyes Staring. Per il progetto kinghiano, di cui si sarebbe dovuto vedere qualcosa addirittura entro quest’anno, pare non sia rimasto alcuno spazio.

Più volte smentita è stata anche la realizzazione di un remake di The Children Of The Corn (in Italia Grano rosso sangue, o anche I figli del grano, secondo la traduzione letteraria) per mano di Darren Lynn Bousman – autore, fra gli altri, degli episodi più splatter della saga di Saw. Non è che ci avrebbe dato tutto questo dispiacere, sia ben chiaro: ciò che abbiamo a disposizione – ovvero il film di Fritz Kiersch – è molto più che dimenticabile.

E la Syfy avrà dimenticato Gli occhi del drago, dopo averne acquisito i diritti nel non lontano 2012? Ignoto il possibile regista, per un eventuale film televisivo si sarebbero occupati dello script Michael Taylor, di Battlestar Galactica, e Jeff Vintar di Io, Robot. Tuttavia, il vuoto di notizie che circonda l’iniziativa fa pensare a una mancanza sostanziale. Dunque all’oblio.

Infine, in un vero e proprio buco nero sembra essere finito anche l’adattamento de Il Talismano, che avrebbe significato il ritorno, dopo lo stupefacente The Mistdel regista kinghiano per eccellenza Frank Darabont. Ma l’acquisizione dei diritti, avvenuta in seguito al fallimento del progetto di miniserie ideato dalla TV Network TNT, risale all’oramai lontanissimo 2008. Se in sei anni le rose non sono fiorite, evidentemente non erano rose.

Incubi nel cassetto: i film in cantiere

Il più agognato e chiacchierato progetto cinematografico tratto da un libro di King resta, per ora, quello di The Stand, ovvero L’ombra dello scorpione. Il prescelto del caso, salutato con non troppo ottimismo al suo esordio, è Josh Boone, regista del gran successo di botteghino Colpa delle stelle. La brevità della sua filmografia da regista ha suscitato subito grande diffidenza nel fandom dello scrittore. D’altra parte, la prospettiva di un film di tre ore, r-rated (cioè con contenuti sconsigliati ai minori non accompagnati) e dal ricco cast, che potrebbe annoverare il pluripremiato Matthew McConaughey nel ruolo del supervillain Randall Flagg, oltre al bravo e simpatico Nat Wolff (già visto proprio nel recente successo diretto da Boone, e finora l’unico attore ufficialmente confermato); una prospettiva del genere non fa certo rimpiangere la pessima mini-serie tv del ’94 firmata da Mick Garris, amico e collaboratore storico di King, nonché autore (diciamocelo) bel lontano dall’essere talentuoso, sebbene al suo collega del Maine piaccia proprio tanto. E d’altronde è lo stesso autore de L’ombra dello scorpione ad avere dato l’ok per questa nuova versione, collocandola fra quelle poche trasposizioni che vedranno effettivamente la luce nei prossimi mesi.

Sempre di Boone ma quasi sicuramente successivo a The Stand – come confermato da un tweet del regista in persona – sarà la versione per il cinema di Lisey’s Story, la struggente storia d’amore e morte dai contorni weird che ha regalato ai fan di King fiumi di lacrime ed emozioni. Del secondo progetto kinghiano fra le grinfie di Boone non si sa molto, a parte che i diritti sono già stati acquistati – nel settembre del 2013, quindi esattamente un anno fa – e che l’idea di partenza avrebbe disposto un piano di lavorazione in vista di una possibile uscita nel 2015. Ma con all’attivo l’impegno di The Stand il sogno è destinato a sfumare, salvo sorprese (che sarebbero bellissime) dell’ultimo minuto. Non resta quindi che appuntarci La storia di Lisey su un post-it per tenerne a mente il destino.

Segue un altro attesissimo remake di una serie tv tratta a sua volta da un libro kinghiano: IT, la storia del pagliaccio assassino che, nel film televisivo a episodi di Tommy Lee Wallace, classe 1990, consacrò Tim Curry a peggiore incubo cinematografico per bambini e adolescenti di mezzo mondo. A ben pensarci, esagerando un po’. Ma per fortuna il progetto messo in cantiere dalla New Line Cinema, divisione indipendente della Warner, per la regia di Cary Fukunaga (Jane Eyre e True Detective) e la co-sceneggiatura di Chase Palmer Dave Kajdanich, lascia presagire cose ben diverse: innanzitutto, una netta divisione fra quelli che nel libro rappresentano rispettivamente il tempo dell’infanzia e quello dell’età adulta, in un esperimento un po’ azzardato (e salutato, anche qui, con un certo sconcerto da parte dei fan) che vedrebbe il film tranciato in due sezioni distinte. In compenso, anche in tal caso si parla di contenuti espliciti – teoricamente v.m.18 – e di un periodo d’attesa non breve: il lavoro di adattamento dell’immensa mole del romanzo sembra essersi rivelato più difficile del previsto.

Mentre merita un rullo di tamburi la genialata commessa da Media Rights Capital e Temple Hill, in collaborazione con Marty Bowen e Wyck Godfrey (produzione) e il regista televisivo Jack Bender (Under The Dome): prima che Mr. Mercedes, capitolo iniziale di una trilogia thriller nonché romanzo kinghiano di prossima uscita qui in Italia (30 Settembre!), facesse il giro degli scaffali d’America, le suddette compagnie ne avevano già acquistato i diritti per trasformarlo in una serie tv di 10 episodi.  Il fatto che Bender faccia parte del team di registi di certo non depone a favore – alzi la mano colui a cui piace la serie ispirata a The Dome! – ma, d’altro canto, se la prima manche riuscisse la trilogia offrirebbe una bella quantità di materiale per le stagioni future. La nostra sete di mondi kinghiani, insomma, verrebbe ampiamente soddisfatta.

Resta segreto, per ora, il futuro di Rose Madder, di cui la Palomar Pictures avrebbe comprato i diritti tre anni fa, nel 2011, assegnando a Naomi Sheridan l’arduo compito di adattare per lo schermo la straordinaria storia di “Rosie vera” e della sua fuga al di là del reale dal folle marito Norman. Imdb indica il progetto in fase di sviluppo e ne concede la visione soltanto a chi è in possesso di un account a pagamento.

Medesima sorte tocca all’adattamento di Joyland, il giallo malinconico donato alle stampe da King nel corso dell’estate 2013.  L’internet database mondiale del cinema non lascia trapelare nulla, a parte un ipotetico anno d’uscita (il 2015), ma fonti accreditate attestano che Tate Taylor, regista di The HelpThe Winter’s Bone, si sarebbe incaricato di riscrivere e dirigere l’opera co-producendola assieme a John Norris della Wyolah Films.

E ancora qualche dubbio vi è pure sulla produzione del remake di Pet Sematary, a cura del regista di 28 settimane dopo Juan Carlos Fresnadillo insieme con Lorenza di Bonaventura e Steven Schneider. Anche qui Imdb svela poco o niente, a parte la situazione di ‘work in progress’ a distanza di quasi un anno dal primo annuncio.

Un annuncio certo viene, al contrario, dalla CBS (Under The Dome), che una manciata di giorni fa ha detto di aver affidato a Greg Berlanti, sceneggiatore e produttore di Arrow, l’adattamento per la tv di The Things They Left Behind (Le cose che hanno lasciato indietro, nella traduzione italiana), drammatica visione sul post-11 Settembre raccolta nell’antologia Al crepuscolo. Al pilota in produzione seguirebbe una serie, sul modello di Haven Cold Case, avente per protagonisti due detective impegnati a risolvere casi di persone morte, vittime degli attentati.

Stephen King's The Things They Left Behind

E fa gioire anche la notizia sicura riguardante The 10 ‘O Clock People, interessante visione narrata del vizio del fumo inserita fra i racconti di Incubi e deliri: il film, infatti, sarà diretto dall’autore horror Tom Holland, anche co-sceneggiatore assieme a King in persona che, in più, farà parte del cast con Jay Baruchel (nel ruolo del protagonista Brandon) e Chris Sarandon (come Lester). Si vocifera sulla possibile, radiosa presenza di Kathy Bates. Allo stato attuale il film è in pre-produzione.

In fase di riscrittura è invece The Gerald’s Game (Il gioco di Gerald), claustrofobica storia dell’orrore affidata alla direzione del regista di Oculus Mike Flanagan. Ancora nient’altro che ipotesi sulle possibili interpreti di Jessie, la donna protagonista rimasta ammanettata al letto durante un gioco erotico con il marito, ucciso da un attacco di cuore, in una casa abitata da troppe ombre. Mentre anche stavolta, per quanto riguarda l’anno d’uscita, si fa riferimento al 2015 (e ci si augura sia vero).

Dulcis in fundo, l’autore dello script di One Hour Photo e regista di Never Let Me Go Mark Romanek rappresenta la scelta della Warner Bros. per dirigere The Overlook Hotel, temutissimo prequel di The Shining. Stando a quanto affermato dal Guardian, il film si baserà sul prologo al romanzo scritto da Stephen King, contenente una “serie di sfortunati eventi” occorsi all’interno dell’albergo, nel suo oscuro passato. Una spiegazione al dispiegarsi delle forze maligne intorno alla fragile e pericolosa figura di Jack Torrance, in pratica: compito ostico – peraltro accolto con fredda curiosità dal Re del Brivido – di cui si occuperà lo showrunner di Walking Dead Glen Mazzara.

Coming Soon: i film in arrivo

Ci sono poi quei film già pronti cui manca soltanto la magica parola: release. Il primo, in ordine cronologico, è A Good Marriage, distribuito per la prima volta in sala e contemporaneamente in VOD (Video On Demand) il prossimo 3 ottobre. Da un racconto della raccolta Notte buia niente stelle di Stephen King, che ha anche collaborato all’adattamento del testo, il lavoro porterà la firma del regista Peter Askin, e avrà per protagonisti Anthony LaPaglia nel ruolo di Bob e Joan Allen in quello di sua moglie Darcy. Per quel poco che si evince dal trailer, un thriller dalle atmosfere ben caratterizzate. Staremo letteralmente a vedere.

Pochi giorni dopo sarà la volta del film televisivo Big Driver (in Italia Maxicamionista), da un altro racconto di Notte buia niente stelle. La premiere è attesa il 18 ottobre su Lifetime, e protagonista sarà Maria Bello, che vestirà i panni della scrittrice Tess, vittima di una terribile aggressione e decisa a far subire al suo aguzzino – interpretato da Will Harris – un’altrettanto tremenda vendetta. Nel cast anche Joan Jett Olympia Dukakis; alla regia Mikael Salomon. Aspettative? Non alte, ma mai dire mai.

Risale a qualche mese fa, invece, l’ultimo aggiornamento riguardante Cell, adattamento cinematografico di uno dei (pochi) flop letterari di King. Il film, diretto dal regista di serie B Tod Williams (e se non siete d’accordo vi basti solo un titolo: Paranormal Activity 2) e attualmente in post-produzione, non ha ancora una data d’uscita ufficiale, ma c’è da tenersi pronti in attesa del suo arrivo. Come in parecchi di voi sapranno, però è sempre bene rinfrescarsi la memoria, a condurre lo sparuto gruppetto di eroi nell’Apocalisse zombie provocata dai cellulari, saranno John CusackSamuel L. Jackson, di nuovo insieme per King dopo 1408.

Completato, ma anch’esso in attesa di una data d’uscita ufficiale, è Mercy, dal racconto La nonna contenuto nella raccolta Scheletri, e che riunisce parte del cast di The Walking Dead (il giovanissimo Chandler Riggs) e di American Horror Story (Dylan McDermott), assieme alla star televisiva-e-non-solo Francis O’Connor e a Joel Courtney di Super 8. A raccontare sullo schermo la vicenda dell’anziana donna dai poteri oscuri sarà il semi-sconosciuto Peter Cornwell (il più noto dei suoi è l’horror minore Il messaggero, ossia A Haunting in Connecticut)., mentre l’interprete di Mercy sarà  Shirley Knight. Promette bene la produzione, accanto a quelle da parte di McGMary Viola, di Jason Blum e della sua Blumhouse, che ha mandato avanti progetti del calibro di InsidiousSinister. In questo caso la speranza è di non sbagliare nel puntare troppo in alto.

8 pensieri su “CineKing: il cinema e Stephen King, oggi (#1/Settembre)

    1. Grazie, Vale! Ad aspettarci poco e ad essere comunque curiose siamo in due, lo sai. :) Sinceramente, poi, visti i film precedenti, è davvero difficile che le nuove versioni facciano peggio.
      A parte il caso inverso di Carrie, naturalmente. ;)

      – Fran

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    1. Io invece no! Ho trovato McConaughey sopravvalutato più in Dallas Buyers Club, a dir la verità, ma per quanto riguarda il ‘fukunaghiano’ True Detective mi sa che la pensiamo diversamente! Comunque al regista bisogna riconoscere una certa cura dell’immagine – soprattutto dal punto di vista del taglio, oltre che da quello cromatico – che almeno darebbe quella patina di classe totalmente assente nel film tv di Tommy Lee Wallace!
      Staremo a vedere. Intanto, ci rivediamo e leggiamo nel solito, morettiano bar! :D Grazie come sempre!

      – Fran

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    1. A quanto ci dicono gli aggiornamenti, Lucia, anche se lo vedremo non sarà a breve termine. Però chissà, da qui al prossimo CineKing (il 19 ottobre) potrebbe spuntare fuori qualche novità proprio su Lisey. Non si sa mai. Incrociamo le dita – anche a me piacerebbe da morire un film tratto da quel libro, che reputo uno dei più emozionanti di SK! :)

      – Fran

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