10 volti per la fantascienza

Il cinema e 10 volti per la fantascienza, gli attori chiave di un genere sempre più di successo.

Se diciamo western pensiamo subito a John Wayne, se parliamo di gangster movie non possiamo dimenticare l’apporto di Robert De Niro, lo spaghetti western porta il marchio di Clint Eastwood e chi oserebbe mai togliere il distintivo ad Al Pacino?

Non è affatto raro vedere interpreti incastrati o incastonati all’interno di uno specifico genere cinematografico, ingaggiati spesso dalle produzioni proprio per richiamare ruoli di particolare successo in cui si sono dimostrati capacissimi.

Riesce difficile ad alcuni scollarsi un personaggio dalle spalle, un male e un bene allo stesso tempo se pensiamo alle infinite cavalcate di Wayne ed Eastwood, allo scontro in Insomnia tra Robin Williams e l’ennesimo detective di Pacino o al bellissimo confronto di Martin Scorsese in Casinò tra il meraviglioso Joe Pesci e il grande De Niro.

Altri attori sfuggono invece al genere e restano legati a un tipo, come James Spader, un perverso manipolatore per anni al cinema e in televisione con serie quali Boston Legal e l’attuale The Blacklist sulla NBC, oppure come Kurt Russell, mascella squadrata e ruoli da duro a non finire, questo per citare i due colleghi di Stargate.

Altri generi riescono con difficoltà a trovare il proprio alfiere, il fantasy ad esempio nella sua pur ampia produzione non vanta volti noti di riferimento – eppure Jeremy Irons ci ha provato con Eragon, Dungeons and Dragons e Beautiful Creatures – ma la fantascienza invece sì, eppure spesso non li si vuole riconoscere come tali.

Verrà certamente subito in mente Harrison Ford, ma se contiamo la trilogia originale di Star Wars come un unico film, la sua immersione nella science fiction si riduce ai personaggi cult Han Solo e Rick Deckard accompagnati da Il gioco di Ender e il tremendo Cowboys & Aliens. Volendo essere obiettivi, Ford è stato un simbolo per il thriller, con film bellissimi quali Il fuggitivo, Frantic, Presunto innocente e Witness.

Ecco perché mi sono impegnato a radunare sotto l’egida di CineFatti dieci volti per la fantascienza, per dare a questo fantastico genere degli attori di riferimento e per selezionarli ho deciso di darmi un limite minimo di cinque ruoli interpretati in altrettante storie sui mondi del futuro, orribili distopie e speculazioni varie.

Tom Cruise

L’adepto di Scientology merita di essere in questa lista già grazie alla sua affiliazione religiosa, radicata nelle idee futuristiche di L. Rob Hubbard, ma anche perché gli appartiene un titolo recente di cui abbiamo parlato da pochissimo.

È il buon Edge of Tomorrow di Doug Liman, in cui è protagonista (anti)eroico contro un’invasione aliena, da lui già affrontata ne La guerra dei mondi di Steven Spielberg, per cui aveva già lavorato nel thriller dickiano Minority Report. Un classico.

A completare la cinquina non possono mancare le immagini di Oblivion di Joseph Kosinski, per quanto la qualità della narrazione non corrisponda a quella visiva, e il remake Vanilla Sky di Cameron Crowe grazie a cui in massa scoprimmo i Sigur Ros!

[Dal 2014 a oggi per Tom Cruise è stata un’avanzata dei suoi franchise principali, ma potremmo aggiungere un titolo se lo consideriamo appartenente alla categoria dei scientific romance di fine Ottocento, ed è ovviamente La mummia di Alex Kurtzman]

Dennis Quaid

La storia (oppure io?) lo ricorderà recitare il codice dei cavalieri di Camelot come Bowen nel commovente e avventuroso Dragonheart, ma Quaid è indubbiamente legato alla fantascienza più di molti altri suoi famosi e famosissimi colleghi.

Fu psichico scaccia-incubi nel quasi horror Dreamscape di Joseph Ruben, vittima di un virus nelle profondità dell’universo in Pandorum di Chsitian Alvart, ma le migliori sono le sue partecipazioni ai film pensati per un divertimento “in famiglia”.

Un Salto nel buio lo faremmo ogni giorno in compagnia di Joe Dante, viaggio allucinante divertentissimo, oppure potremmo discutere di amicizia con l’avversario alieno ne Il mio nemico di Wolfgang Petersen, e che dire del Frequency di Gregory Hoblit?

[La carriera di Dennis Quaid offre in realtà altri titoli fantascientifici, un esempio importante è The Day After Tomorrow di Roland Emmerich, in ogni caso da quando pubblicammo l’articolo non si è aggiunto nulla, ma aspettiamo ancora qualche mese del 2018 per vederlo nell’indie Kin di Jonathan e Josh Baker]

Sam Neill

Il mio cuore lega indissolubilmente il kiwi a Il seme della follia e mi guida bene, per Neill le atmosfere horror sono importanti anche nella fantascienza, come il lovecraftiano Event Horizon di Paul W.S. Anderson oppure il distopico mondo controllato dai vampiri di Daybreakers, sottovalutato film degli altalenanti fratelli Spierig.

Ci sto girando attorno vero? Il primo e ultimo dovrebbe essere sempre Jurassic Park di Steven Spielberg (e il 3 di Joe Johnston) coi suoi dinosauri, ma sarebbe ingiusto dimenticare altre due perle meno celebrate, l’asimoviano L’uomo bicentenario di Chris Columbus e le Avventure di un uomo invisibile di John Carpenter.

[Altri due film andrebbero aggiunti alla lista fantascientifica dell’attivissimo Sam Neill. Contiamo in più infatti Escape Plan di Mikael Håfström e il recente indie sci-fi MindGamers di Andrew Goth. Volendo potremmo considerare anche la sua brevissima apparizione in Thor: Ragnarok di Taika Waititi.]

Guy Pearce

Sfortuna vuole che a lui tocchino sempre ruoli marginali, ma quand’è protagonista arriva così in alto da essere irraggiungibile. Oggi però lo celebriamo anche per qualcosa di più trash come The Time Machine di Simon Wells e The Lockout di James Mathers e Stephen St. Leger, per cui dovette mettere su almeno 20kg di muscoli.

Abbiamo poi una doppietta di villain, in Prometheus di Ridley Scott – guardate la clip in basso e provate a dire che non sa recitare – e in Iron Man 3, il peggior film del MCU mai prodotto, ma in cui sa come sempre distinguersi. Ultimo e migliore della cinquina è invece il post-apocalittico The Rover di David Michôd.

[Dal 2014 di The Rover ha preso parte a un solo altro film di fantascienza, Equals di Drake Doremus, una versione young adult abbastanza terribile del 1984 di George Orwell]

Bruce Willis

Una canotta bianca sporca di sangue e una pistola bastano per girare un film con Bruce Willis, una star del cinema d’azione che però si è distinto anche nella fantascienza. Pensiamo ovviamente al capolavoro L’esercito delle 12 scimmie, meraviglia di Terry Gilliam ispirata – o rifacimento, come preferite – a La Jetée di Chris Marker.

Il sassolino nella scarpa è Il mondo dei replicanti di Jonathan Mostow, l’asteroide invece è l’indimenticabile Armageddon di Michael Bay a cui affianco il cult diretto da Luc Besson, Il quinto elemento. Voglio chiudere la cinquina com qualcosa di meglio e questi è Looper di Rian Johnson, un instant cult sui viaggi nel tempo.

[Volendo allargare le nostre vedute anche Unbreakable di M. Night Shyamalan può essere considerato un film di fantascienza e sarebbe senz’altro tra i migliori del nuovo millennio. Importante anche perché col personaggio torna in Split e nel futuro Glass. Un altro titolo degno di essere considerato è il Planet Terror di Robert Rodriguez]

Sigourney Weaver

Se ne incontrano poche di donne nel cinema di fantascienza e forse tra qualche anno potremo aggiungere a questa lista Emily Blunt (The Adjustment Bureau, Looper, Edge of Tomorrow) ma per ora se c’è una sci-fi queen quella è Sigourney Weaver, l’ammazza xenomorphi dell’Alien di Ridley Scott, uno dei massimi capolavori del genere.

Quattro volte al cinema contro l’alieno di Giger e un improvviso cambio di rotta verso un raro esempio di commedia sci-fi: Galaxy Quest di Dean Parisot, una simpatica parodia del fandom di Star Trek. Seguono il colossal Avatar di James Cameron e Paul di Greg Mottola, ma chiude l’horror comedy sci-fi Quella casa nel bosco di Drew Goddard.

[È ritornata alla fantascienza dopo il 2014 nel deludente Humandroid di Neill Blomkamp, ma presto la rivedremo, almeno così pare, anche nei sequel di Avatar, in cui risulta accreditata nonostante… sapete come va a finire il film di James Cameron, no? In Tv invece l’abbiamo vista come villain nella serie The Defenders su Netflix. Per quanto riguarda Emily Blunt ci avviciniamo all’obiettivo grazie ad A Quiet Place di John Krasinski]

Liev Schreiber

Tanti, troppi, faticano persino a riconoscerlo anche se in continuazione si parla del suo debutto alla regia Ogni cosa è illuminata. Un attore che come il succitato Guy Pearce fatica a raggiungere il successo che meriterebbe.

Per il sci-fi lo ricordiamo (male) in X-Men: Le origini nei panni di Sabertooth al fianco di Hugh Jackman e come astrofisico nell’inquietante Sfera di Barry Levinson, ma anche lui come Willis ha detto sì ai viaggi nel tempo con Kate & Leopold di James Mangold.

Si è dato anche da fare su Marte con The Last Days on Mars di Ruari Robinson e con Jonathan Demme ha rivisitato il classico The Manchurian Candidate, come candidato alle presidenziali USA manipolato e monitorato da un mondo poco amichevole.

[Liev Schreiber trovò successo in televisione proprio nel 2014, quando fu candidato per la prima volta agli Emmy con la serie Ray Donovan. In quanto a fantascienza se n’è vista solo un’altra volta, La quinta onda di J Blakeson, mediocre young adult, mentre a fine 2018 arriverà come voce del villain Kingpin in Spider-Man: Into the Spiderverse]

Jude Law

Gigolò Joe, ma guarda un po’ era lo slogan e nome del suo sex-bot in A.I. Intelligenza Artificiale, ennesima presenza di Steven Spielberg in questa lista, uno dei ruoli che lo aiutarono a farsi notare dal pubblico internazionale. Fu però preceduto dal migliore Gattaca di Andrew Niccol, un capolavoro indiscusso del genere.

Si vola poi al fantascientifico 1939 di Sky Captain and the World of Tomorrow di Kerry Conran alla ricerca di Laurence Olivier, mentre in Repo Men di Miguel Sapochnik sono gli organi dentro le persone il suo obiettivo. Possiamo dimenticarci del biotecnologico eXistenZ di David Cronenberg? No, per niente, sarebbe davvero criminale.

[Superato il 2014 nulla si è aggiunto alla lista se non la partecipazione al brevissimo anime Neo Yokio, ma dal passato sicuro possiamo estrarre il tremendo Contagion di Steven Soderbergh. Il futuro però ce lo porta nel MCU con Captain Marvel di Anna Boden]

[Aggiornamento 2018!]

Keanu Reeves

Fu una grave dimenticanza quando quest’articolo fu pubblicato, lo snello e umile Keanu fu icona sci-fi ben prima dell’uscita del primo Matrix delle sorelle Wachowski, a partire dal cult Bill & Ted’s Excellent Adventure di Stephen Herek del lontano 1989.

Seguì il cyberpunk Johnny Mnemonic di Robert Longo e i sequel di Matrix, ma vanno ricordati anche il remake La casa sul lago del tempo di Alejandro Agresti e il meraviglioso adattamento da Philip K. Dick A Scanner Darkly di Richard Linklater.

Altri esempi sono l’orribile Ultimatum alla Terra di Scott Derrickson, regista per fortuna fattosi perdonare, e il più piccolo e meno significativo Reazione a catena di Andrew Davis. Lo vedremo poi in Replicas di Jeffrey Nachmanoss.

Charlize Theron

Si è sempre fatta in quattro per sfondare lo schermo non solo con la sua bellezza e va ammesso che negli anni è riuscita a raggiungere il suo obiettivo. La fantascienza oggi può accoglierla tra i suoi adepti, sicuramente per la Furiosa di Mad Max: Fury Road di George Miller, ma anche col Prometheus già citato di Ridley Scott.

Tre parti come moglie si aggiungono con The Road di John Hillcoat e Hancock di Peter Berg, uno memorabile, l’altro assai meno. Il terzo è il sci-fi horror da rivaluare The Astronaut’s Wife di Rand Ravich. Storico, almeno per chi considera anche l’aspetto produttivo di Hollywood, è invece Æon Flux di Karyn Kusama.

La caccia continua…

Quando lo scrissi nel 2014 dimenticai e lasciai fuori volutamente altri grandi nomi, ma in ogni caso la regola resta: almeno cinque film di fantascienza per potersi considerare un rappresentante del genere. Altri andrebbero aggiunti, come ad esempio Milla Jovovich, non solo per la saga di Resident Evil, il carissimo Arnold Schwarzenegger, persino Laurence Fishburne, anche se troppo spesso con piccoli ruoli. Che dire poi di Peter Weller, anche se a cinque non ci arriva, ma come escludere Buckaroo Banzai?

Fausto Vernazzani

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