5 traumi televisivi (per Fran)

di Francesca Fichera.

Inutile stare a ripetersi: c’è un vero e proprio universo di serie tv – esplorato e accennato in una sua minima parte anche qui – e non ci è possibile abbracciarlo tutto e sempre. È necessario selezionare, sfruttando un po’ quell’archivista incorporato che possediamo e che è la memoria. Quella della sottoscritta, poi, ha un modo tutto suo di funzionare, tanto da far convivere nello stesso posto momenti drammatici presi da show come Lost E.R. accanto al Dawson piangente di Dawson’s Creek.

L’alta letteratura e gli Harmony, insomma.

Questa top 5 dunque rappresenta un’archiviazione random dei traumi dell’immaginario (subiti dalla qui scrivente, nda) ottenuti per mezzo delle serie televisive, al di là del tempo e dei generi.

E senza ferite da video (perché non esistono, CHIARO?)

Di conseguenza, ma è cosa buona e giusta specificarlo comunque, da questo punto in poi ci potrebbe essere un bel po’ di SPOILER, soprattutto per chi segue Il trono di spade (Game Of Thrones) e per chi s’è lasciato indietro serie come Breaking Bad LostEd è

proprio da quest’ultimo che cominciamo, e dal modo in cui sono culminate le sue 6 stagioni di intrecci, salti e sovrapposizioni. C’è chi l’ha definito un finale banale, chi un finale ‘di comodo’; altri ancora invece lo hanno capito e apprezzato, mentre ci sono quelli (a cui va tutta la mia stima) che se lo sono fatti bastare pur non capendone un benemerito. Aperto o no – alle interpretazioni come alle fantasticazioni – l’ultimo episodio della serie ideata da J. J. Abrams ha generato bisogni compulsivi di camomilla e due giorni di interrogazioni peripatetiche per i corridoi di casa. Un meritatissimo 5° posto (se guardate il video da totali ignoranti in materia non fa niente, tanto non capirete comunque):

4, e siamo già al trash (più o meno), con una serie che ha appassionato milioni di adolescenti sistemando per un lungo periodo Sarah Michelle Gellar sull’onda d’oro del successo. Trattasi di Buffy – L’ammazzavampiri, nata dalla creatività di Josh Whedon e con una grande abbondanza di grugni (i vampiri) e palestrati (sempre i vampiri). Fra questi spicca(va) l’allora biondo ossigenato James Marsters nel ruolo del cattivone redento Spike. I prodromi di Twilight? Ci piace pensare di no. Buffy manteneva un suo stile perché sapeva stare al posto suo, e cioè: entro i limiti del non prendersi sul serio. Di seguito [SPOILER] un montaggio dell’episodio conclusivo, in cui è inutile sperare che il cattivo pentito venga del tutto perdonato (e quindi salvato) dagli sceneggiatori. Lacrime.

Il 3° posto se l’aggiudica invece un capolavoro mondiale della scrittura televisiva. La serie in questione è Dawson’s Creek, purtroppo o per fortuna passata attraverso l’adolescenza di una buonissima fetta della nostra generazione. Il momento? Be’, è noto ai più come la morte del padre di Dawson. Che si chiamava Mitch, era interpretato da John Wesley Shipp e recitava accanto a una moglie ninfomane e amante del sesso sulla lavatrice che però sembrava presa uguale uguale da Il pianeta delle scimmie.
Detto questo, guardando il video (anche gli inesperti possono permetterselo) capirete il senso della mia ironia iniziale riguardante il termine ‘capolavoro’ (Girava molta bamba ai tempi, fra gli scrittori, eh?):

2. Ma rialziamoci subito, di tono e di posizione. Quando scrive Vince Gilligan, altro che bamba: cristalli! E anche un bel tappeto rosso per la serie assolutamente superlativa nata dalla sua penna: Breaking Bad. Presa tutta, senza distinzioni di sorta, rappresenterebbe già un bel trauma da mettere in lista. Però qui, come s’è già detto, è necessario scegliere: e allora, al di là di Felina, devastante puntata di chiusura, e fra le tante morti a portata di selezione, i nostri occhi (corredati di grossi e caldi lacrimoni) cadono [SPOILER] su Mike, memorabile figura di sicario magistralmente interpretata da Jonathan Banks. È il caso di dire: fino al suo ultimo istante.

http://www.dailymotion.com/video/x12ewd0_breaking-bad-the-death-of-mike-ehrmantraut-hd_shortfilms

E per finire, rullo di tamburi (da guerra): il 1° posto della top 5 dedicata ai traumi televisivi [di Fran] se l’aggiudica – ma forse un po’ era scontato – Il trono di spade. Del resto, lo dice anche l’ honest trailer: non importa quanto faccia male, lo si continua a guardare a prescindere. Un ritorno (ennesimo) della “sindrome del rallenta-e-guarda-l’incidente”? Probabilmente sì. E anche a Westeros, come nell’Albuquerque contemporanea di Breaking Bad, si contano morti a palate, direttamente proporzionali al vostro livello di gradimento dei personaggi. Grazie davvero, George Martin, per essere a tutti gli effetti il più grande serial killer della letteratura, e per averci (avermi!) regalato, fra i tanti, il trauma epico dell’episodio 4×08. Altro che “Red Wedding” (e chi segue GoT capirà).

Ah, SPOILER! (forse quello è il trauma più grande)

3 pensieri su “5 traumi televisivi (per Fran)

  1. valentina mi ha proibito di leggere o vedere spoiler su lost. E tu me lo metti al 5 posto…Azz, forte la tentazione per veder se la mia teoria sia giusta o no .
    Comunque non ho guardato,va!
    Le altre non le ho mai seguite, a parte trono di spade

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  2. Bravo, non ha sempre ragione Wilde riguardo alle tentazioni ;) Comunque fra tutte – sia Buffy che Dawson’s Creek sono scampoli di adolescenza, il primo un po’ più dignitoso del secondo – ti suggerirei Breaking Bad. Ma forse l’ho già fatto. Veramente, veramente magistrale, sotto ogni punto di vista.

    – Fran

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