CineKing 2.0 - CineFatti

Siamo arrivati alla Torre – CineKing 2.0 #1

Un nuovo cammino con Stephen King

Il titolo lo lascio oscuro per chiunque dovesse ancora intraprendere la lettura verso la Torre Nera. Sappiate solo che arrivati al numero #50 del CineKing non potevo andare avanti con la medesima numerazione, perché questa è una rubrica di Francesca e doveva arrivare all’apice prima di interrompersi e ora ricominciare.

Il Re sarà sempre onorato, ma senza la Regina Francesca è tempo di inaugurare un nuovo corso, che in nulla differirà rispetto al precedente eccetto il rispetto di non associarli. Sarà 2.0 solo questo mese e per una immediata distinzione nel titolo, tornerà poi a essere un CineKing come gli altri. Dal numero due a seguire.

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Cambia di conseguenza la categoria sul sito: questa sarà Cin2King e la precedente rimarrà fissata nel menù sotto alla pagina dedicata a Francesca per poter avere sempre sotto mano il suo enorme lavoro andato avanti per ben 47 mensilità prima di lasciarci con vuoti ben più grandi dei tre mancanti per arrivare al cinquantesimo.

Finiti gli annunci, inseguiamo l’uomo in nero

… ma l’uomo in nero è stato fermato dall’attuale emergenza globale. La nuova the Stand sotto gli occhi di tutti per le frettolose similitudini col tema del romanzo – una pandemia stermina la popolazione mondiale – non è ancora inclusa tra le serie in produzione bloccate, né mi è chiaro quanto manchi alla fine delle riprese. Presumo poco.

Intanto anche senza l’aiuto del virus le vicende legali di Amber Heard hanno creato non poco scompiglio, addirittura portando alcuni fan a chiedere che il personaggio di Nadine avesse un sostituto e le scene rigirate per intero. Dovremmo provare con Christopher Plummer, casomai fosse libero potrebbe essere interessato.

È certa invece la pausa per Lisey’s Story, al momento conosciuta anche come Faces (forse). Set chiuso come qualsiasi altra produzione di Apple Tv+ lasciandoci con l’amaro in bocca e la sempre più vicina conferma che l’adattamento potrebbe non riuscire a essere distribuito in tempo per il 2020… e non è sola in questo.

Il timbro d’approvazione

Su Epix in autunno era previsto l’arrivo di Chapelwaite, serie televisiva con Adrien Brody tratta dal racconto Jerusalem’s Lot – che ricordo non essere Salem’s Lot, per cui dovrebbe essere previsto un film – ma questo se la produzione fosse iniziata ad aprile 2020 come programmato e non credo sarà così semplice.

Nelle condizioni attuali, iniziare le riprese tra due settimane è una speranza e al contempo un rischio: aprire il set per chiuderlo immediatamente sarebbe fin troppo dispendioso. Intanto però sappiamo che Emily Hampshire (12 Monkeys) sarà la controparte femminile di Adrien Brody nella serie in costume.

Lo straniero venuto da fuori

Mentre Westworld al debutto della terza stagione crolla del 57% rispetto alla seconda, the Outsider raccoglie gli onori alla HBO. A diario concluso ho detto la mia sulla serie in toto e tre giorni fa si è conclusa anche in Italia su Sky Atlantic, ma la notizie sono i 2,2 milioni di telespettatori sintonizzati sul finale, uno in più rispetto al pilota. Un aumento del genere è faccenda assai rara e dimostra l’immenso potere del passaparola.

È una notizia non da poco se come fa giustamente notare Will Thorne su variety the Outsider non ha goduto di particolare attenzione dai media rispetto ad altri prodotti della HBO quali Watchmen e True Detective. Non c’è però da stupirsi, escludendo il discorso legato alla qualità su cui potremmo scontrarci con le nostre opinioni soggettive, in the Outsider succede davvero poco su cui scrivere o costruire delle ipotesi.

Ce n’è però una ormai sulla bocca della stampa, del pubblico e dell’autore Richard Price: potrebbe esserci una seconda stagione e il finale “aperto” – per modo di dire – lascia intendere l’esistenza di una possibilità. In fin dei conti Holly Gibney è un personaggio del multiverso kinghiano ed è noto che sarà protagonista di uno dei racconti della raccolta If It Bleeds in uscita a maggio. Potrebbero averne già acquistato i diritti in anticipo.

Comunque, di seguito l’elenco delle pagine di diario su CineFatti:

p.s. ho scoperto Mare Winningham (Jeannie Anderson nella serie) ha letto/interpretato La storia di Lisey per l’audiolibro. Avendola amata in the Outsider ci farò un gran pensiero.

Fuori dagli sche(r)mi

Al volo per chi fosse interessato alla vita del mondo kinghiano in altri luoghi segnalo la pubblicazione del racconto the Fifth Step sul numero di marzo di Harper’s Magazine ed è una piacevole piccola lettura che starebbe davvero bene nel mucchio dei dollar babies. Probabilmente qualcuno ci starà già pensando.

Senza lasciare la carta e il terzo mese abbiamo Linus con un numero interamente dedicato a lui con due articoli di Loredana Lipperini e Giovanni Arduino su temi spesso affrontati, ma che non fa mai male ribadire: il problema dell’incatenamento al genere e, soprattutto, il ruolo delle donne nei romanzi di King.

Oltre questi due abbiamo un racconto di King stesso e diversi contenuti illustrati e pagine di fumetto di autori importanti quali Paolo Bacilieri, anche se solo una pagina. A questo giro mi piace immaginare un mondo alternativo in cui compare il nome di Francesca tra gli autori. Credo si sarebbe trovata a suo agio.

Rage, rage against the dying of the child

In conclusione volo negli states per una nuova produzione teatrale tratta dal Re, si tratta di un caso speciale: Ossessione (eng. Rage). Il romanzo ambientato in una scuola presa in ostaggio da uno studente fu ritirato dal mercato dallo stesso King quando fu anche solo azzardato il collegamento tra la sua storia e uno dei tanti casi di sparatorie fra le mura scolastiche di un istituto nord americano. Pensare di aver dato l’idea fa paura, sì.

https://liljas-library.com/img/other/rage_5.jpg

Ora l’associazione teatrale dell’università di Quinnipiac in Connecticut ne ha voluto trarre uno spettacolo dal vivo, con tanto di musiche originali. Ha una storia interessante che consiglio di leggere in questo articolo, in particolare perché proprio in Connecticut alla Sandy Hook vi fu una tragica sparatoria – l’unica big post-2000 che ricordo prima dei fatti di Parkland – e vedere la comunità rispondere favorevolmente a queste operazioni è un piacere.

Vi traduco un breve estratto dall’articolo:

Thomas Pruzinsky, professore di psicologia alla Quinnipiac, e Scarlett Lewis, madre di una delle vittime della sparatoria alla Sandy Hook, hanno entrambi incoraggiato il programma teatrale a sviluppare e produrre il progetto. Inoltre hanno voluto che l’università introducesse e contestualizzasse Ossessione impostando uno sguardo multi-disciplinare nel campus e attraverso l’intera comunità. I tanti dibattiti organizzati hanno portato alla conclusione che l’empatia è l’antidoto alla Rabbia e che il teatro è il luogo ottimale per insegnare e condividere l’empatia.

Sulla scelta di includere la musica come protagonista la regista Elizabeth Dinkova, a un panel ha dichiarato di essersi ispirata a un detto bulgaro: “Chiunque canti non può pensare al male.” Forse naive come lei stessa ammette, ma trovo sia bello quanto basta per farmi desiderare di condividerlo con voi.

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