Star Trek III – Alla ricerca di Spock (Leonard Nimoy, 1984)

di Fausto Vernazzani.

Una era la condizione affinché Leonard Nimoy tornasse in Star Trek: The Wrath of Khan: Spock doveva morire. La scena è divenuta famosa, fu ripetuta più in là all’interno del franchise originale con un equipaggio nuovo, ricopiata da Abrams nel suo ultimo Star Trek: Into Darkness e sarà per sempre ricordata negli annali. Leonard Nimoy la pensava come il produttore Harve Bennett, Star Trek: The Motion Picture era un mattone – pensiero condiviso da molti nonostante non si trattasse affatto di un fallimento – e privo di un cast di personaggi interessanti come la serie prevedeva. Un’idea traslata anche sul sequel, di maggior successo sotto ogni punto di vista, ma ancora non concentrato sugli uomini e le donne dell’Enterprise, spesso messi in secondo piano per trasmettere un concetto ben più vasto.

Tornare alla serie sarebbe stato allo stesso tempo un passo avanti e uno indietro, un’opera cinematografica ha un più vasto pubblico da accontentare, ma Bennett e Nimoy erano sicuri che in qualche modo la saga doveva ricongiungersi con la sua famiglia d’origine. Nessun contratto legava Nimoy alla Paramount, detentrice dei diritti della creatura di Gene Roddenberry, l’accordo era anzi che non ci sarebbe stato più alcun contatto a tema Star Trek, ma gli executives pensarono bene di contattare proprio lui quando il cantiere per Star Trek III si aprì: Bennett aveva un soggetto e una sceneggiatura quasi completa ed ora c’era da chiedersi in che modo Nimoy avrebbe voluto relazionarsi all’opera.

Star Trek III - Alla ricerca di Spock

All’epoca Nimoy era un personaggio televisivo di successo, era il conduttore del serial In Search Of…, una sorta di Voyager di tempi lontani, dove il telespettatore era guidato all’interno di fatti e fatterelli concernenti la sfera del paranormale e del fantascientifico (si può dire che aprì la strada a serie come X-Files e, di conseguenza, a Fringe) che molti di noi ricorderanno solo per la parodia de I Simpson. Allo stesso tempo aveva iniziato una carriera da regista, dando ordini persino al suo “capitano” William Shatner nella serie in cui Kirk divenne protagonista, T. J. Hooker, un poliziesco dimenticato da tempo. Allora perché non chiedere la possibilità di dirigere Star Trek III? Con sua somma sorpresa, furono più che contenti di accettare senza preoccuparsi troppo della sua inesperienza in materia di regia cinematografica.

Ma c’era un motivo ulteriore per cui la gioia guidò gli animi dei produttori: il titolo di lavorazione era Star Trek: The Search for Spock. In molti erano convinti che fosse anche una sorta di parodia del serial documentaristico di Nimoy, prendendo in giro il terzo capitolo e chiamandolo In Search Of Spock (che poi si dimostra più vicino alla traduzione italiana, Star Trek III – Alla ricerca di Spock). Chi meglio dello stesso Spock poteva dirigere un film ad alto contenuto vulcaniano, dove misticismo, religione e culture antiche incontrano un equipaggio costituito in primis da amici. Il suo curriculum, tra studi paranormali e televisione di intrattenimento, oltre che co-protagonista a tutti gli effetti della serie originale, faceva di Leonard Nimoy l’uomo giusto al posto giusto e nel momento giusto.

L’ammiraglio Kirk è di ritorno alla base immediatamente dopo la battaglia contro Khan, Spock è morto e l’intera truppa della USS Enterprise è depressa per la perdita di un caro amico e dei tanti caduti in battaglia. Eppure qualcosa di Spock è rimasto, una voce che parla attraverso McCoy/DeForest Kelley, una vaga sensazione che permetterà a Kirk e ai suoi di capire che in realtà c’è una speranza. La conferma non poteva tardare ad arrivare e l’equipaggio nell’appartamento dell’ammiraglio festeggia il ritorno a casa, brinda all’amico scomparso, piange per la decisione della Federazione di mandare in pensione l’Enterprise ed è costretta a uscire fuori di casa: l’ambasciatore Sarek/Mark Lenard, nonché padre di Spock, redarguisce Kirk per aver spedito il corpo di suo figlio su Genesis, il pianeta terraformato grazie all’invenzione di David/Merritt Butrick e Carol Marcus, rispettivamente figlio e compagna dell’ammiraglio.

Star Trek III - Alla ricerca di Spock

Ha così inizio una nuova avventura – contro il regolamento – per cercare Spock su Genesis e allo stesso tempo battersi contro una nave Klingon, comandata dal temibile Kruge/Christopher Lloyd, decisa a derubare David Marcus della sua invenzione, “la più potente arma di distruzione”. Una corsa contro il tempo, perché la scienza da un lato fallisce, la famiglia subisce colpi sempre più duri e ciò che abbiamo di più caro potrebbe subire danni irreparabili, ma avere fede e credere nell’amicizia è tutto ciò che conta: “I have been, and always shall be, your friend”, queste furono le ultime parole di Spock in Star Trek: The Wrath of Khan e sono l’immagine perfetta di Star Trek: The Search for Spock. Tutto è racchiuso in quella frase.

In effetti Nimoy aveva ragione, The Motion Picture e The Wrath of Khan avevano messo da parte il resto dell’equipaggio, non c’erano grandi opportunità di farsi valere per tutti gli altri membri dell’Enterprise e il buon vecchio Spock riesce a dar loro l’occasione di dimostrare come non si tratti solo di personaggi di contorno, ma parte di una famiglia. Il cinico McCoy diventa il tramite con Spock, Sulu/George Takei è più temibile di quanto si immagini (il suo don’t call me tiny quando abbatte una guardia due volte la sua stazza è da antologia), Uhura/Nichelle Nichols parla tante lingue, tra cui quella della persuasione violenta e Scotty/James Doohan è tanto bravo come ingegnere, ma anche come sabotatore. Insomma, una famigliola dove ora è raggiunto un peso comune da condividere sotto una regia sorprendente vista l’origine, votata al personaggio anziché la storia. Un successo che, appunto, porterà Leonard Nimoy a sedere in veste di regista anche nel quarto film della saga.

Il ciclo di focus sulle opere cinematografiche di Star Trek prosegue in concomitanza con la loro messa in onda estiva su Rai4 ogni venerdì alle 21:10. Qui ai link trovate tutti i titoli precedenti già affrontati su CineFatti da Fausto Vernazzani:
Star Trek: Nemesis, di Stuart Baird (it. Star Trek – La nemesi).
Star Trek: Insurrection, di Jonathan Frakes (it. Star Trek – L’insurrezione).
Star Trek: First Contact, di Jonathan Frakes (it. Star Trek: Primo contatto).
– Star Trek Generations, di David Carson (it. Star Trek VII: Generazioni).
– Star Trek VI: The Undiscovered Country, di Nicholas Meyer (it. Rotta verso l’ignoto).
 Star Trek V: The Final Frontier, di William Shatner (it. L’ultima frontiera).
– Star Trek IV: The Voyage Home, di Leonard Nimoy (it. Rotta verso la Terra).
– Star Trek III: The Search for Spock, di Leonard Nimoy (it. Star Trek III – Alla ricerca di Spock).
– Star Trek II: The Wrath of Khan, di Nicholas Meyer (it. Star Trek II – L’ira di Khan).
– Star Trek: The Motion Picture, di Robert Wise (it. Star Trek).

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