Star Trek: Primo Contatto (Jonathan Frakes, 1996)

Il Primo contatto secondo al box office.

To be, or not to be: that is the question;
Whether ‘tis nobler in the mind to suffer

The slings and arrows of outrageous fortune,
Or to take arms against a sea of troubles,
And by opposing end to them?
– Amleto, Atto III, Scena I
William Shakespeare

Il lavoro dell’attore non è percepibile attraverso il grande schermo. Vediamo i nostri beniamini sempre lì presenti, a volte neanche ci rendiamo conto quanto pochi siano in realtà i minuti di presenza rispetto alla nostra percezione.

Su un set la loro esperienza è richiesta a tempi alterni e tra un ciak e l’altro possono passare anche ore se la regia lo richiede. Cosa fare in questo tempo libero?

C’è chi come James Franco ha pensato di farsi una cultura e chi invece ha scelto di imparare un secondo mestiere: è il caso di Jonathan Frakes, il Primo Ufficiale William Riker della USS Enterprise sotto il comando di Jean-Luc Picard/Patrick Stewart.

Verso la plancia

Pensare che stando alle prime bozze avrebbe dovuto essere Riker il protagonista della serie (guardatelo, è un clone di James T. Kirk) se solo non fosse stato per l’incredibile charme di Stewart e del suo immancabile Earl Grey e accento british.

Col permesso del produttore della serie Star Trek: The Next Generation, Rick Berman, Frakes iniziò a frequentare le salette di post-produzione, a seguire i direttori della fotografia e i registi che si succedevano alla direzione dei singoli episodi della serie di fantascienza creata dal defunto Gene Roddenberry.

Ne scoprì i lati più interessanti e poco ci volle perché il Numero Uno della plancia divenisse il Numero Uno anche dietro la macchina da presa.

Nuove frontiere da esplorare

Da lì iniziò una carriera collaterale come regista per la televisione, inizialmente sempre e solo per Star Trek con la TNG e le due nuove creature Star Trek Voyager e Star Trek: Deep Space Nine.

Il salto al cinema fu naturale, avvenne senza lotte né insistenze, un po’ come accadde nel 1984 quando Leonard Nimoy si aggiudicò la regia di Star Trek III: The Search for Spock.

Star Trek Generations, come si suol dire, era un prodotto senza infamia e senza lode, godibile, ma non memorabile. Ma nessuno credeva che il franchise della Paramount sarebbe morto così; Star Trek al cinema era sopravvissuto a fallimenti come Star Trek V: The Final Frontier e alla delusione generale di Star Trek: The Motion Picture.

Frakes si aggiudicò senza proteste dallo studio, la regia dell’ottavo film della saga Star Trek: First Contact (in italiano Star Trek: Primo Contatto, e prima traduzione felice) su sceneggiatura ancora una volta dei nuovi guru di Star Trek dell’era post-Roddenberry, Ronald D. Moore e Brannon Braga.

Stavolta non ci sarebbe stato nessuno della TOS (The Original Series) a intralciare i piani della nuova generazione di trekkies. A ben pensarci proprio nulla intralciò Star Trek VIII, tutto filò liscio come l’olio, da questo momento in poi ogni cosa strisciò avanti per inerzia.

Storia del primo contatto

La Federazione nella sua storia ha avuto tanti nemici, i Klingon sono stati un pericolo enorme per molti anni, ma la pace infine è arrivata. Con i Romulani è stata stipulata, ma piccoli scontri non hanno cessato di esistere. I Borg sono la vera minaccia.

Apparsi nelle prime stagioni di The Next Generation, si ricollegano a Star Trek: First Contact attraverso il finale della terza stagione e inizio della quarta: The Best of Both Worlds.

Il cubo Borg è in viaggio verso la Terra, il suo obiettivo è assimilare l’intera razza umana e, come ormai sappiamo recitare a memoria, Resistance is futile (trad. Resistere è vano).

Picard viene rapito e trasformato in Locutus of Borg, portavoce dell’Io collettivo. Quanto sarebbe stato meraviglioso se la televisione degli anni Novanta avesse potuto vivere le innovazioni dei Duemila, con regie più audaci e meno statiche, così da rendere ancor più toccante l’esperienza del Capitano sotto il controllo Borg e il successivo e struggente secondo episodio della quarta stagione, Family.

Contattare il passato

La violazione del suo essere rimarrà con lui, sino a quando non arriverà un’occasione di riscatto. Il Cubo Borg trova un modo per viaggiare indietro nel tempo ed assimilare gli umani prima ancora che la tecnologia del viaggio interstellare fosse inventata, a dirla tutto proprio la vigilia del giorno in cui Zefram Cochrane/James Cromwell (magnifico) fece il primo salto nello spazio e conobbe i primi alieni (da qui First Contact).

Allontanato dalla flotta perché ritenuto ancora un pericolo per il suo breve passato da Borg, Picard violerà gli ordini e viaggerà indietro per avviare una controffensiva al Cubo Borg e inviare una spedizione sulla Terra per dare tutto l’aiuto possibile a Cochrane così da evitare uno stravolgimento del futuro e la possibilità della scomparsa totale della Federazione dei Pianeti.

Jonathan Frakes, con un ruolo minore sullo schermo, confeziona il secondo e ultimo grande film della saga dopo Star Trek: The Wrath of Khan.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni

In First Contact il ricordo dei Borg porta Picard lontano da se stesso, vive ancora l’incubo di essere assimilato, è più aggressivo e meno comprensivo con i suoi commilitoni.

Intanto sulla Terra Deanna Troi/Marina Sirtis, William Riker e l’Ingegnere Capo Geordie LaForge/LeVar Burton non perdono tempo e rivelano tutto a Cochrane: come reagirebbe un essere umano, già turbato di suo, genio sregolato, alla notizia di avere una così grande responsabilità verso milioni di vite umane e aliene?

Il conflitto emozionale dei tanti protagonisti è reso in maniera eccellente, compreso Data/Brent Spiner e il suo amletico dubbio, Essere o non Essere, in contatto con la Borg Queen/Alice Krige e i suoi tentativi di convincerlo ad abbracciare il suo lato umano anche sul fronte organico.

Nelle due ore di First Contact tutto scorre senza lasciare la credibilità da parte (fin dov’è possibile ovviamente), a ogni personaggio è concesso il giusto trattamento e nessuno scossone viene dimenticato dopo pochi minuti. La morte della famiglia di Picard in Generations fu a malapena percepita.

Epica trekkie

A differenza del suo predecessore David Carson, il Numero Uno abbandonò l’idea di dirigere con stile televisivo e le vostre casse sonore se ne accorgeranno quando i bassi faranno tremare il soggiorno non appena l’Enterprise otterrà il suo momento sullo schermo.

Ogni cosa è costruita per essere più grande, sensazionale e non solo un dozzinale set costruito appositamente per la giornata.

Aiuta di sicuro il gradito ritorno di Jerry Goldsmith alla composizione della colonna sonora, il cui folgorante inizio con Star Trek: The Motion Picture gli assicurò un lavoro fisso in televisione da The Next Generation in poi: senza di lui non sarebbe stato un film con Jean-Luc Picard.

First Contact è epico senza abbandonare la sua missione primaria di emissario della fantascienza, emoziona il pubblico, crea un collegamento empatico e ne aumenta il tasso di adrenalina con scene d’azione senza precedenti nella saga.

Meno entusiasmante è la storia del film, ma è anche bello sapere che per una volta tutto andò come dovette andare, diventando anche il secondo al box office dell’intera serie (primo Star Trek IV: The Voyage Home) con 92 milioni di dollari di incassi.

Il ciclo di focus sulle opere cinematografiche di Star Trek prosegue in concomitanza con la loro messa in onda estiva su Rai4 ogni venerdì alle 21:10. Qui ai link trovate tutti i titoli precedenti già affrontati su CineFatti da Fausto Vernazzani:
– Star Trek: Nemesis, di Stuart Baird (it. Star Trek – La nemesi).
– Star Trek: Insurrection, di Jonathan Frakes (it. Star Trek – L’insurrezione).
– Star Trek: First Contact, di Jonathan Frakes (it. Star Trek: Primo Contatto).
– 
Star Trek Generations, di David Carson (it. Star Trek VII: Generazioni).
– Star Trek VI: The Undiscovered Country, di Nicholas Meyer (it. Rotta verso l’ignoto).
 Star Trek V: The Final Frontier, di William Shatner (it. L’ultima frontiera).
– Star Trek IV: The Voyage Home, di Leonard Nimoy (it. Rotta verso la Terra).
– Star Trek III: The Search for Spock, di Leonard Nimoy (it. Star Trek III – Alla ricerca di Spock).
– Star Trek II: The Wrath of Khan, di Nicholas Meyer (it. Star Trek II – L’ira di Khan).
– Star Trek: The Motion Picture, di Robert Wise (it. Star Trek).

Fausto Vernazzani

Un pensiero su “Star Trek: Primo Contatto (Jonathan Frakes, 1996)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.