Stephen King 70 - CineFatti

Stephen King al cinema (quasi) 70 anni dopo – CineKing #34

L’autunno 2017 sarà una stagione diversa se amate Stephen King.

Non gli faremo gli auguri in anticipo perché porta male, ma è bene ricordare che il prossimo 21 settembre Sua Maestà Stephen King compirà la bellezza di 70 anni. Un genetliaco festeggiato all’apice della fama, sotto una pioggia (rossa) di tweet anti-Trump, nuove uscite in libreria, adattamenti, adattamenti e ancora adattamenti.

Dalla brutalmente archiviata Torre Nera all’avventura in corso di Mr. Mercedes, passando per il successo strepitoso dell’IT di Andy Muschietti e l’imminente esordio di Mike Flanagan su Netflix, ce n’è veramente per tutti i fedeli lettori/spettatori kinghiani (inclusa l’entusiasta curatrice di questa rubrica, nda).

Il ritorno del Re

Impossibile discuterlo: King è tornato alla ribalta per restarci a lungo. Possiede un profilo Twitter che non manca mai di stupirci, ha recentemente rinnovato la sua passione per i cammei con una brevissima apparizione nel sesto episodio di Mr. Mercedes (vedi foto, senza spoiler ma con molto sugo) e galleggia felice fra i palloncini con la $ che il record assoluto al box office di IT (123 milioni solo nel primo weekend) ha sparato in cielo.

Stephen King in Mr. Mercedes - Audience Property

Nei prossimi giorni è in pubblicazione il suo romanzo scritto a quattro mani con il figlio Owen (Sleeping Beauties, già in odore di trasposizione) e fra due settimane, il 29 settembre, seduti in quel caffè potremo sintonizzarci su Netflix per assistere al debutto di Gerald’s Game, adattamento del suo omonimo e morbosissimo thriller.

In casa del colosso neotelevisivo giocano il regista Flanagan con il supporto degli attori Carla Gugino Bruce Greenwood nei ruoli rispettivi di Jessie e Gerald Burlingame. Fa parte del cast anche Henry Thomas, senza personaggio su Imdb ma facile da collocare se si è a conoscenza degli sviluppi della trama del libro. Ecco il trailer:

Le cose che dobbiamo aspettarci

Ancora grazie a Netflix potremo ammirare, a partire dal 20 ottobre, la trasposizione di un’altra storia kinghiana, contenuta in una delle sue raccolte più riuscite. Da Notte buia niente stelle arriva 1922, per la regia di Zak Hilditch e con Thomas Jane (The Mist) e la star delle passate stagioni di House of Cards Molly Parker. L’entusiasmo di King alle stelle non rappresenta esattamente un punto a favore, specie se consideriamo la complessità del racconto di partenza (ma, come si canta in questi casi, que sera / sera).

Il giorno prima sarà comunque già arrivato in nostro soccorso – per quanto sempre troppo tardi – l’attesissimo Pennywise di Muschietti. Potremo ricordare il 19 ottobre, giorno del 35° CineKing, anche come la fatidica data in cui placare la nostra sete di IT, alimentata dal fiume di elogi che impotenti e tristi abbiamo visto scorrere nell’ultimo scorcio di mese.

Intanto Variety ci informa su un nuovo adattamento kinghiano messo da poco in cantiere: Bambinate. Il racconto, dal titolo originale di Suffer The Little Children, è uno degli Incubi e deliri provenienti dalla rivista Cavalier e ha per protagonista un’insegnante piuttosto sfortunata. Ignoriamo francamente l’identità di Sean Carter, coinvolto per dirigere il progetto, però restiamo curiosi (è il caso di dire) come dei bambini.

IT per ora vi saluta. Ha detto che ci sono Georgie e TOM lì con lui e che manchiamo solo noi.

It e Tom Hanks

Francesca Fichera

13 pensieri su “Stephen King al cinema (quasi) 70 anni dopo – CineKing #34

  1. Ammazza che piatto ricco! Da decenni King è lì a dettare il menu.
    Ricordo quando me tapino all’incirca nel 1991, all’età di 17 anni, in tempi pre-internet cercai di stilare un elenco dei film tratti/ispirati dal Re, usando riviste e fonti dell’epoca: ricordo che grazie alle dritte di “Fangoria” (che all’epoca usciva nelle nostre edicole!) misi insieme decine di titoli prima di capire che non ce l’avrei mai fatta a vederli tutti. Oggi mi sa che viaggiamo sulle centinaia, e sebbene ne abbia visti a secchiate temo di avere la stessa proporzione dell’epoca. Più ne vedo più escono :-P

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    1. In realtà, fatta eccezione per i corti derivati dal progetto Dollar Babies (fra cui rientra anche il discreto esordio del “kinghiano” Darabont, che trovi qui) dovremmo essere sull’ordine della sessantina, serie tv incluse. Ma insomma, stiamo parlando comunque di un ca**o di numero :P Infatti la sensazione di arrancare c’è sempre, anche per quanto riguarda i libri! L’industria kinghiana è veramente inarrestabile.

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      1. Mi riferivo a King, un grande ma da casa leggerò gli altri autori. Ci sono davvero dei genii, o meglio scrivere, ce ne sono stati prendendo anche la fantascienza del 1957 di un noto autore americano che portò avanti non storie su alieni ma una serie tv di cui spesso mi occupo e portava l’esattezza in metafora della realtà che stiamo vivendo oggi. Una serie infinita poi interrotta e ripresa dal 1985 al 2000 (questa a colori) e non è nemmeno questa ultima da sottovalutare benché gli autori fossero cambiati. Ovviamente scrivo de “Ai confini della realtà” (The twilight zone) di cui ho tutte le puntate e nessuna esclusa anche se molto si trova anche in YouTube. Se non ne hai scritto già, potresti occupartene. Io con la batteria a terra credo di morire entro breve ma sicuro lo avrai già menzionato ed anche scritturato ampiamente. Ti abbraccio e a dopo se riesco. Leggerò tutto ma di King già ho letto e può dare già tutto il buon senso del tuo pensiero in merito. Bravissima e ancora grazie 😉😉😘😘

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      2. Bene :-) Attenderò Rod Serling e le notizie dei suoi nipoti da un articolone a lui dedicato e senza tralasciare gli autori successivi che lo hanno seguito e, sebbene non con lo stesso successo, non si sono di molto allontanati. Se noto puntate mancanti in Youtube, non mancherò di inserirle quando posso ma il problema è: “ma quando sarebbe che io potrei”? (risposte sempre nulle) :-( Con affetto Sabry

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