Crimson Peak - CineFatti

Crimson Peak (Guillermo Del Toro, 2015)

Su a Crimson Peak il film più personale di Del Toro.

Ogni film di Guillermo del Toro è un compendio di letteratura, cinema, televisione, arti visive e qualsiasi altra forma espressiva esistente sulla faccia della Terra. Persino nel blockbuster Pacific Rim sono evidenti le numerose influenze, del cinema e la televisione giapponese alle storie dei grandi antichi scritte da Howard Phillips Lovecraft.

Niente però di quanto è stato però diretto o prodotto dal regista di Guadalajara è così denso di riferimenti, ispirazioni come l’’atteso Crimson Peak, un gothic romance innamorato della vecchia Inghilterra e della nuova, il New England, il suo primo film spagnolo in lingua inglese, come lo definisce lui collegandolo ai suoi classici.

Le storie di fantasmi di M.R. James, Charles Dickens e Arthur Conan Doyle ben si addicono al coraggioso mash-up con le opere del succitato H.P. Lovecraft, del bostoniano Edgar Allan Poe, senza escludere le sorelle Charlotte ed Emily Brontë, autrici dei grandi classici del gothic romance Jane Eyre e Cime tempestose.

Ma se dovessimo elencare ogni riferimento letterario rischieremmo solo una brutta figura. Crimson Peak oltre a essere ricca di argilla rossa è anche un’infinita miniera d’oro, un’’opera cinematografica su cui saremo (volentieri) costretti a tornare e ritornare ancora per comprendere ogni minuscolo dettaglio.

“Non so dire come… ma, alla prima occhiata che diedi alla costruzione, un sentimento d’insopportabile tristezza penetrò nel mio animo.”
La caduta della casa degli Usher.
Edgar Allan Poe

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Il crepuscolo della modernità

È il tramondo dell’Ottocento e a Buffalo Edith Cushing (Mia Wasikowska) è una giovane fuori dagli schemi della comunità altolocata di cui fa parte grazie alla fortuna di suo padre (Jim Beaver), un self made man capace di innalzare la propria posizione sociale da muratore a imprenditore edile. In questo mondo chiuso, così diverso dalle origini delle persone del nuovo mondo, Edith scrive una storia di fantasmi, rifiutata dall’’editore, ma ammirata da un nuovo arrivato, il baronetto Sir Thomas Sharpe (Tom Hiddleston).

Giunto dal vecchio continente insieme all’’algida sorella Lucille (Jessica Chastain), Sir Thomas conquista i possidenti americani col suo fascino aristocratico, l’’unica vera ricchezza da lui posseduta, nel disperato tentativo di ottenere fondi per gestire la miniera di argilla rossa sotto la sua dimora, Allerdale Hall. Ma scatta l’imprevisto, si innamora di Edith, passione destinata a sporcarsi del sangue che porterà entrambi nella vecchia Inghilterra dove Edith vivrà come moglie di Sir Thomas.

Cinema da sfogliare

Abbiate pazienza, la pur splendida scenografia di Buffalo non basta a reggere un primo tempo un po’’ arrugginito, ma una volta salpati per il vecchio mondo Guillermo del Toro e il co-sceneggiatore Matthew Robbins costruiscono una ghost story degna di questo nome (non un horror qualsiasi), con innumerevoli momenti di suspense.

Non aspettatevi colpi di scena, Crimson Peak brilla di originalità riflessa, essendo un caloroso omaggio a ciò da cui è ispirato – anche nella regia, l’uso del colore da solo è un ammirevole richiamo all’opera di Terence Fisher – pertanto è un gioco continuo di rimandi in qualsiasi elemento, un invito a partecipare spedito allo spettatore attento.

Capolavoro scenografico

Il pubblico è coinvolto negli eventi, la regia parla attraverso dettagli e con un’’iconografia nota a tutti, non solo agli amanti del cinema di Del Toro, a cui si aggiunge il vero capolavoro di Crimson Peak: una scenografia che non bisogna vergognarsi di definire capolavoro. Allerdale Hall, costruita esclusivamente per girare Crimson Peak, è letteralmente viva, sanguina e respira, dalle sue pareti traspare il passato.

Thomas Sanders, l’’unico talento che ci colpì in After Earth, compie un’irripetibile miracolo tale da lasciare a bocca aperta e Del Toro lo sfrutta con la sua consueta regia devota alla maraviglia, con angoli bassi, carrellate e fluidi movimenti di macchina che assecondano l’’architettura della sensazionale magione della famiglia Sharpe.

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La chiave di volta

Crimson Peak è un’esplosione di gioia per gli occhi in cui rientra il cast, valorizzato come se fosse parte dello scenario e trattati da attori e non Nomi. Charlie Hunnam, nel suo piccolo ma importante ruolo, non brilla come gli altri, ma sarebbe ingiusto non riconoscergli il merito di non aver rotto l’alchimia costruita dai tre protagonisti.

Guillermo del Toro guarda a quel momento storico in cui passato e futuro si guardarono negli occhi per dirsi addio e lì, a cavallo tra Ottocento e Novecento, si è bloccò. Come un sentimento sospeso nel tempo, direbbero in La spina del diavoloCrimson Peak libra nell’’aria in un limbo dove il tempo non scorre e anche gli orrori più insostenibili, nell’’infinito interminabile hanno la loro bellezza.

D’ora in avanti, Crimson Peak sarà la chiave di lettura per sbloccare il codice con cui Guillermo del Toro ha scritto e disegnato ogni film, il mezzo attraverso cui potremo comprenderlo meglio. Un degno compagno del capolavoro Il labirinto del Fauno.

Fausto Vernazzani

Voto: 4.5/5

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