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#VenerdìHorror: Noi

Il mondo ombra di Jordan Peele scelgono la vita: la tua.

We’re all living in America
America is wunderbar
We’re all living in America
Amerika, Amerika

Rammstein

Sì, allo scorso venerdì horror parlando di the Perfection dissi non avrei scritto di Noi però mi è rimasto il tarlo. Non lo posizionerei sullo stesso scaffale di Get Out il secondo film di Jordan Peele però nei giorni degli Oscar mi sento dentro un vaffanculo strisciante che deve uscire fuori dal mio corpo come un caro vecchio xenomorpho.

Io comprendo e condivido tre candidature: Scarlett Johansson è magnifica in Storia di un matrimonio, Saoirse Ronan nelle Piccole donne vorrei ancora abbracciarla per quanto grande è stata la sua Jo March e Charlize Theron in Bombshell devo dire si fa voler bene, si è trasformata secondo me più che in Monster.

Fin qui ci sono, però non mi spiego come si possano preferire Renée Zellweger e Cynthia Erivo a Lupita Nyong’o. In alto leggete il titolo di questo articolo e recita “#VenerdìHorror: Noi” e va bene per rispetto al regista Peele, tuttavia avrei potuto benissimo scrivere al posto di Noi il nome della dea Nyong’o.

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Occhiali da sole

È lei il casus belli di questo #VenerdìHorror flash. Quando la conobbi come la maggioranza del pubblico in 12 anni schiavo non fui impressionato da chissà quale bravura – Ejiofor eclissava chiunque – vinse un Oscar e tra bellezza e un talento comunque niente male la sprecarono negli universi del signor Bob Iger.

Però Noi è stato come indossare gli occhiali di Roddy Piper in Essi vivono. Peele me li ha dati in prestito e ho subito visto un’aura circondare il corpo di questa donna. Tonnellate di doppelgänger si sono scambiati il testimone sullo schermo; credo fermamente Lupita Nyong’o abbia dato una delle migliori interpretazioni del genere.

Un’altra classe

Gli occhi sgranati in un’espressione di eterno stupore e la voce strozzata in gola sono tutto il film di Jordan Peele. È ottima la sua regia e la sceneggiatura è scritta benissimo, la ribellione dell’America nascosta contro le classi alte incapaci di vedere il prossimo, sé stessi e le necessarie attività per mandare avanti gli United States.

La trama titolo e trailer l’avevano chiarita abbastanza, lo Shyamalan twist finale stesso non mi ha sorpreso. Peele mi ha divertito senza dovermi necessariamente sorprendere e l’ha fatto caratterizzando le sue copie carbone rosse, ci è riuscito grazie a Lupita Nyong’o. Non c’è argomentazione che tenga: è lei il pilastro.

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Il messaggio politico anche se meno bruciante del j’accuse al falso progressismo bianco e democratico di Get Out arriva al suo traguardo, gli manca però l’affondo necessario per bruciarlo il bersaglio, anziché solo colpirlo. In ogni caso poco importa perché lo scontro finale Lupita vs Lupita nei sotterranei è di una bellezza allucinante.

È un compendio di recitazione. Nelle scuole di cinema potrebbero affiancare Taxi Driver e Hong Kong Express (yep) a Noi per quanto mi riguarda. Lupita Nyong’o è all’altezza dei grandi ma a quanto pare un filmettino senza arte né parte come Harriet doveva passarle avanti perché Cynthia Erivo deve essere venduta a quanto sembra.

Orrore operaio

Mi ero ripromesso di scrivere anche del film in questo improvviso Venerdì, ma come vedete non riesco. Appena iniziato entro in quei classici labirinti cinematografici dove non si trova alcuna via di uscita: è raro mi capiti innamorarmi di una performance a questo livello, e non è solo per la bellezza di Lupita.

Innanzitutto perché non è la classica interpretazione da horror dozzinale, la malvagità poteva esprimerla con cruda violenza e rabbia nei movimenti, invece in Noi è calma, geometrica: rispetta delle forme dritte e lineari, occhi e bocca formano dei cerchi come se fosse l’unico modo per emettere suoni.

L’assoluta perfezione della postura è il vero orrore di Noi, contrapposto alla naturalezza e alla spontaneità di chi può farsi plasmare dalla comodità abbiamo la rigidità delle regole a cui deve sottostare il popolo operaio – chiamiamolo direttamente col suo nome, avanti – e Lupita Nyong’o lo rappresenta senza una singola sbavatura.

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Volete parlarmi di come Renée Zellweger piange in Judy?

Chiudo così, con Michael Abels.

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

2 pensieri su “#VenerdìHorror: Noi

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