The Lighthouse - CineFatti

#VenerdìHorror: The Lighthouse

La noia fa quadrato coi tentacoli per Robert Eggers

Robert Eggers è un personaggio di Lovecraft, non quelli dei suoi film. Ama la ricerca e la stampa sulle sceneggiature dei suoi attori per far recitare loro la voce dei morti attraverso testi bicentenari e registri d’epoca, solo dopo con lentezza raggiunge quella follia immaginifica degna di un personaggio lovecraftiano.

Immagino casa sua come la modesta ricostruzione di uno studio ottocentesco, da qualche parte nascosto il testo dell’arabo pazzo Abdul Alhazred. Senz’altro conoscete quel libro, in caso contrario vorrà dire che Eggers potrebbe essere la vostra introduzione ai miti di Lovecraft, perché The Lighthouse ne è pro-nipote.

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Se c’è tentacolo c’è Lovecraft

Sorge come lettura dell’omonimo racconto di Poe prima di schiantarsi sulle coste abitate dalle visioni del profondo di Robert Pattinson, boscaiolo in gita al faro col veterano Willem Dafoe per svolgere sotto costrizione i peggiori lavori possibili: svuotare i vasi da notte, lavare i pozzi, spalare carbone e niente luce del faro.

Le lenti sono esclusiva del barbuto Dafoe nudo e “lesto di mano” mentre al baffuto Pattinson resta la statuina di una sirena ereditata dal suo predecessore, impazzito su quelle rocce nel mezzo del mare del New England. Entrambi hanno di che fantasticare, se non fosse che i tentacoli della noia stritolano la mente del giovane.

Il problema è che quei tentacoli ai suoi occhi esistono davvero. Ai suoi e ai nostri, può darsi persino davanti all’anziano superstizioso uomo di mare. Può darsi, forse, chissà. È un dubbio costante quando la noia uccide il tempo e la vita altro non è che un grande stomaco dove digerire un’esistenza fatta di ripetizioni e disgusto.

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La conoscenza è pericolosa

Lì ho trovato la matrice horror di the Lighthouse, fine quanto lo fu in the Witch. Il mostro è dietro l’angolo e il fantastico con lui ma è nelle cronenberghiane secrezioni dove Pattinson piano piano impazzisce. Sempre se non lo fosse già… oppure la pazzia è nell’occhio di chi guarda, come la bellezza.

Entrambe sicuro vivono nella regia di Eggers, scultorea e con due marmi di prima qualità come protagonisti. Ciò non toglie che siano semplice materiale e anche se una bravura fuori dal comune li contraddistingue, sono i testi di lui e suo fratello Max Eggers che mi hanno conquistato, insieme alla stupenda direzione artistica.

Uscirà mai in Italia? Lessi giorni fa qualcuno stava lavorando al doppiaggio. Non so se crederci o meno, sarebbe una buona notizia poter avere uno dei migliori horror del 2019 anche per il pubblico italico, anche se non dovesse essere al cinema ma su Netflix – dove trovate the Witch – oppure Prime Video e parenti. Merita.

Fausto Vernazzani

Voto: 5/5

4 pensieri su “#VenerdìHorror: The Lighthouse

  1. Tutti che parlano benissimo di questo film… Non vedo l’ora di vederlo, e spero che sia in sala perché mi sembra una di quelle pellicole che merita di essere vista al cinema… ma se non fosse ce ne faremo una ragione e va bene anche Netflix…

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