The Predator - CineFatti

The Predator, Shane Black innocuo come i suoi alieni

Tanto tempo fa, in una galassia… ah, no!

L’inizio di The Predator disorienta. Credi di aver sbagliato sala e stai guardando una proiezione di Star Wars con navicelle spaziali che si combattono. Questo senso di smarrimento sparisce quando, improvvisamente, esce il titolo del film.

The Predator, diretto da Shane Black, reduce da un film non riuscitissimo come The Nice Guys e da un pessimo Iron Man 3, non si capisce se sia un remake, un reboot o un sequel, visto che vengono citate invasioni del 1987 e degli anni ’90.

 

Frittatona di cipolla, birra gelata e rutto libero

La nuova opera del regista può essere divertente in compagnia, in presenza di birra e popcorn, ma non aggiunge nulla al cinema se non un Predator più grosso e non se ne sentiva il bisogno.

Se l’originale era una lotta per la sopravvivenza dell’uomo, qui siamo di fronte a una semplicissima invasione aliena che dei militari (completamente pazzi) cercano di combattere, come se ne vedono al cinema da decenni.

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The Predator, infatti, ricorda un po’ film come Fantasmi da Marte, con il gruppo militare tamarro che fa battute ogni due secondi e le prende e le dà ogni minuto, tipici degli anni Ottanta e Novanta. Non a caso Black ha scritto il film con uno sceneggiatore che ha lavorato proprio in quegli anni e poi è sparito,  Fred Dekker (Robocop 3, Verdetto finale, Scuola di mostri).

Quanto chiasso inutile

Sono presenti degli omaggi alla pellicola di John McTiernan come il celebre grido Get to the chopper!, anche se in questo caso i soldati si dirigono verso delle moto, ma ciò non basta a risollevare una pellicola dalla qualità veramente bassa e poco coinvolgente.

La lotta di astronavi iniziale è anche visivamente carina, ma è solo un preludio a scene d’azione numerose e purtroppo confusionarie, dialoghi ridotti allo zero e dei Predator che non vengono temuti come nelle versioni precedenti. Anzi, sembrano quasi un fastidio da eliminare senza troppa fatica.

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Tra scienziati strani e bambini che si possono già laureare

Eppure stanno cercando di evolversi e potenziarsi con il DNA umano. Gli scienziati, con a capo la dottoressa Casey Bracket (Olivia Munn), esaminano i corpi degli alieni, facilmente reperibili grazie al cecchino infallibile Quinn McKenna (Boyd Holbrook), cercando di capire se a qualcuno sia venuto il desiderio di ingravidare una Predator (?????????????).

Una trovata di sceneggiatura degna di un Z movie anni ’90, ma non finisce qui. McKenna ruba la maschera e il polsino dell’alieno ucciso e li spedisce a casa sua dove il suo piccolo figlio con l’intelligenza di Walter O’Brien ne capisce il funzionamento e li utilizza come fossero giocattoli. I Predator sono alla ricerca della merce rubata, e hanno imparato anche la lingua umana.

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Specchietto per le allodole mal riuscito

La noia ci raggiunge a metà film a causa di battute frequenti e poco efficaci e scene d’azione che  dopo un po’ scocciano nonostante ci siano combattimenti tra Predator e alieni potenziati di discreto livello anche splatter.

Troppa action cerca anche di coprire col divertimento le lacune di una sceneggiatura che denota veramente una pochezza imbarazzante, un pretesto per vedere tante mazzate e gente che viene squartata. Se sei ubriaco e in compagnia, può andare anche bene, ma non vale la pena spendere 10 euro per vedere tutto ciò.

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Una delle poche note positive di The Predator è la colonna sonora di Henry Jackman, veramente coinvolgente. Accompagna tutte le scene action, probabilmente l’unico motivo che non porta ad abbassare definitivamente le palpebre e  che ti fa stare seduto per tutti i lunghissimi titoli di coda.

Shane Black è ancora rimandato ma, a questo punto, ci si chiede se fidarsi ancora di un film al quale gli viene accostata la regia.

Roberto Manuel Palo

Voto: 2/5

2 pensieri su “The Predator, Shane Black innocuo come i suoi alieni

  1. Mi piacerebbe difendere a spada tratta il film, da pluridecennale fan del franchise alieno, ma proprio non ci riesco. Da vari particolari posso percepire che Shane Black voleva fare altro, che in questi due anni lui ha lavorato a un film completamente diverso ma vari fattori – sfiga da una parte, Fox/Disney dall’altra – hanno tagliato via tutto. Quel poco che è rimasto del suo film non è più difendibile.
    La Fox/Disney ha dichiaratamente chiesto a Black un filmettone per rilanciare il franchise, ma non un pippone come sta facendo Scott pe Alien, bensì un prodotto più mordi e fuggi, un’occasione per vendere merchandising. Black gliel’ha fatto, ma era troppo “alla Shane Black”, e qui scatta la domanda: perché la Fox contatta un regista che sa benissimo non andrà bene per ciò che ha in mente?
    Quindi mi piacerebbe risponderti che Black è così, che ha uno stile basato in modo preponderante sulle battute – che però qui sono davvero inutili – che ama giocare con i Canoni e stravolgerli e via dicendo, ma il risultato è che “The Predator” è un film spurio, vittima di tagli terribili e di una scenegiatura che si è dovuta cambiare in corso in modo troppo profondo, con attori persi peché Olivia Munn non li voleva sul set, essendo questi in passato denunciati per molestie digitali, con personaggi chiamati e poi tagliati e via dicendo. Non c’era speranza, è un film nato morto, e te lo dice uno che ama il Predator dal 1990, ma ormai non crede più potranno mai esistere buone storie al cinema. (Ecco perché bazzico romanzi e fumetti ^_^)

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  2. Ho letto con molto interesse il tuo commento e concordo su tutto, in special modo la seconda parte. Al di là delle vicissitudini, io ho trovato “The Predator” un film vecchio. Voglio accettare anche una simil giustificazione del tipo è un omaggio agli anni ’80-’90, ma è veramente mal riuscito. E nessuno mi deve prendere in giro Predator (Whoopi Goldberg con le treccine? Ma non ti permettere mai più).

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