L'uomo sul treno - CineFatti

L’uomo sul treno (Jaume Collet-Serra, 2018)

Dall’uomo sull’aereo all’uomo sul treno, Liam Neeson vs mezzi pubblici.

L’uomo innocente, un topos hitchcockiano assai caro al catalano Jaume Collet-Serra e al suo bravissimo feticcio Liam Neeson ritorna sulle loro spalle ancora una volta per L’uomo sul treno (The Commuter), film che dovremmo chiamare, senza storcere troppo il naso o scandalizzarci, remake di un loro precedente lavoro, Non-Stop.

All’epoca Neeson era un air marshall a bordo di un aereo, tenuto in “ostaggio” da un passeggero ricattatore con l’intento di dirottare l’aereo, farsi dare una carretttata di soldi e incastrare il povero protagonista. L’uomo sul treno? Situazione assai simile per il caro Neeson, ma stavolta cambiano mezzo di trasporto e gli alleati.

The Box

Collet-Serra è investito al massimo nel dare a L’uomo sul treno una connotazione sociale. Michael MacAuley, figlio di immigrati irlandesi, è un assicuratore da 10 anni, salvatosi per miracolo insieme alla sua famiglia dalla crisi del 2008, data dell’abbandono della polizia e del partner Murphy (Patrick Wilson) in favore di una posizione solida.

Un montaggio alternato manda in fast forward i suoi anni da pendolare, riprendendo ogni passaggio del rituale mattutino con la prospettiva di un nuovo giorno. È una vita normale, finché non arriva il giorno del licenziamento a 5 anni dalla pensione e una proposta assurda fattale da una donna (Vera Farmiga) sul treno di ritorno.

Se gli chiedessero di fare una piccola cosa, trovare una persona su quel treno con l’ausilio del suo fiuto da ex-poliziotto in cambio di 100’000$? È come il tasto sul box di Richard Matheson dato in mano all’uomo innocente di Hitchcock, ma Liam Neeson sullo schermo, ormai lo sappiamo, rappresenta sempre in qualche modo l’integrità.

Collet-Serra, professionista

Jaume Collet-Serra, invece, mostra come usando materiale (quasi)identico a un suo precedente film possa coinvolgere lo spettatore con gli strumenti del regista. Citando Hitchcock apertamente – che fai, la profondità del treno non la usi in stile Vertigo? – e senza un montaggio serrato consegna al pubblico un plot da Agatha Christie.

Risultato immagine per the commuter liam neeson gif

Il pacchetto include partecipazione attiva dello spettatore nell’individuare L’uomo sul treno sulle cui tracce è costretto Michael e un’azione ripresa a pergamena nella sua interezza. Niente singoli pugni da sfogliare con 7-8 stacchi di montaggio o peggio ancora, qualcosa a cui la saga di Taken ci stava tristemente abituando.

È buon intrattenimento, degno, al contrario di Non-Stop e del magnifico Paradise Beach con Blake Lively, di una poltrona di casa più che del cinema, come dimostra anche il cast di comprimari di fama televisiva. Jonathan Banks da Breaking Bad e Better Call SaulShazad Latif da Star Trek: Discovery in particolare.

Volti noti seduti anche solo per pochi minuti, se consideriamo lo screen time e non la durata reale del viaggio fino a Cold Spring, tra cui figurano anche Florence Pugh a bordo del treno e Sam Neill fuori a dirigere la polizia per sì e no… 5 minuti in totale? Poco importa, Sam Neill è fantastico incontrarlo anche per solo 2 secondi.

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Fausto Vernazzani

Voto: 3/5

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