Better Call Saul - CineFatti

Perché Better Call Saul merita (gli Emmy e una visione)

Better Call Saul: lo spin-off di Breaking Bad è all’altezza del suo genitore – di Francesca Fichera.

Fra i protagonisti del palinsesto Netflix, dei prossimi Emmy e anche del nostro passato giveawayBetter Call Saul, lo spin-off di Breaking Bad, merita il successo che ha avuto per diverse ragioni, e noi proveremo ad illustrarvene alcune.

L’universo di Breaking Bad

È ovvio ma non troppo: per raccontare il dietro le quinte del personaggio di Saul Goodman, sedicente avvocato del Walter White di Breaking BadVince Gilligan ha scelto di non allontanarsi più di tanto da Albuquerque e i suoi abitanti.

I fan di BB ritroveranno perciò più di un volto conosciuto, da Bob Odenkirk (Saul/Jimmy) a Jonathan Banks (Mike), passando per i personaggi secondari, ma comunque indimenticabili, del mondo blu e violento di Walter e Jesse.

E si dice in giro che la terza stagione abbia in serbo sorprese a base di cammei.

La scrittura

Deludere le aspettative, fallire nella ricerca di un nuovo contatto empatico fra gli spettatori della serie “madre” e il pubblico futuro, sono i rischi che qualsiasi spin-off s’impone di correre. Ma, anche in questo caso, il creatore Gilligan – assieme a Peter Gould – ha dimostrato di saperci fare.

Dialoghi e intrecci brillanti si susseguono senza soluzione di continuità, fino ad ammantare la figura di Saul, lieve e quasi comica, di un velo di ineluttabile e profondissima tragedia. Ma senza appesantire niente: borgesianamente, la gioia e il dolore in Better Call Saul coesistono come l’acqua e l’olio.

Gli attori

L’attenzione riservata dagli sceneggiatori tanto ai ruoli primari quanto a quelli secondari si riflette positivamente sull’impegno dell’intero ensemble degli interpreti. In primo piano c’è Odenkirk, un protagonista spaventosamente equilibrato e calato nella parte, seguito a ruota dall’incredibile presenza scenica di Banks – e non è un caso se agli Emmy stanno insieme.

Ma come dimenticare lo sguardo e la voce di Rhea Seehorn, nei vibranti panni dell’avvocatessa Kim Wexler, o gli accessi d’ira e di paranoia che scuotono il corpo di Michael McKean, fratello di Saul? Questa è una di quelle serie dove ciascun singolo attore sa lasciare il segno, e non solo perché ha il modo e lo spazio per farlo.

La bellezza delle immagini

La stessa location, la stessa firma, le stesse facce: era a suo modo giusto che Better Call Saul condividesse con Breaking Bad anche parte del cast tecnico. Come il signor Arthur Albert, per esempio, direttore della fotografia capace di estrarre diamanti di bellezza ed eleganza perfino dallo scenario più desolante.

E poi John Shiban o, ancora, Gilligan in persona: personalità letteralmente divise fra BB e altri prodotti televisivi di livello, giunte a regalarci momenti unici nella storia della televisione quali – solo per citare alcuni episodi della seconda stagione – l’avvincente finale di Klick (2×10) e il montaggio di Rebecca (2×05) che, resistendo un po’ alla pessima qualità video, potete ammirare qui sotto.

Agli Emmy, meglio arrivarci preparati.

 

 

 

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