Il regno dei sogni e della follia (Mami Sunada, 2013)

Uno sguardo dentro il regno dei sogni e della follia, altrimenti noto come Studio Ghibli.

Pacifista, ecologista, il regista giapponese Hayao Miyazaki, classe 1941, lo abbiamo immaginato come un buon nonno dalla barba bianca, con un paio di storie da contar, un paio d’’avventure, per parafrasare il Kirk Douglas di 20’000 leghe sotto i mari.

Al regista Mami Sunada dobbiamo un vero sguardo sulla sua persona, sul suo modo di lavorare, sul suo lavoro, ma più di tutto sullo Studio Ghibli intero, nei suoi ultimi giorni di vita come studio cinematografico.

La baracca, lo sappiamo, è ancora aperta, ma ha smesso di produrre ciò per cui è diventata famosa. Il documentario Il regno dei sogni e della follia ci permette però di tornare indietro nel tempo, quando lo Studio Ghibli lavorava giorno e notte per realizzare gli ultimi due film dei due grandi maestri che hanno reso la casa di produzione una delle più famose e apprezzate al mondo.

Casa Miyazaki

Così conosciamo Hayao Miyazaki, un signore anziano con sempre indosso il suo grembiule e una sigaretta stretta tra le dita, forse più della matita con cui disegna sul suo banchetto. Ha l’’aspetto docile, ma a giudicare dal timore reverenziale dei suoi collaboratori, potrebbe non essere tutta la verità.

Vive in una casa dove possiede un raccoglitore pieno di ritagli di giornale sull’incidente di Fukushima, cosparsa di capre giocattolo salvate dalla distruzione e sembra quasi infastidito dalla macchina da presa.

Non abbastanza da evitare di spendere qualche acido commento sul suo famoso collega, Isao Takahata, anche lui al lavoro. Se Miyazaki son pochi anni che dedica a Si alza il vento, l’’amico di una volta è quasi un decennio che siede sulle tavole de La storia della Principessa Splendente. Lo punzecchia, lo stesso fa il produttore Toshio Suzuki, e così si va avanti: è un comune posto di lavoro.

Dentro la follia

Il regno dei sogni e della follia è un titolo adatto –- traduzione letterale dall’originale -– con i sogni a rappresentare il bellissimo lavoro svolto e la follia, la realtà della situazione, quella stessa che porterà lo Studio Ghibli a chiudere i battenti al proprio futuro nel mondo dei lungometraggi.

In questa stessa follia di tanto in tanto fa la sua apparizione il sogno, sotto forma di un semplice gatto che interrompe la routine con la sua naturalezza, o con le parole dello stesso Miyazaki. Il regno dei sogni e della follia per una buona ora altro non è che un documento sul processo di produzione e la casa Ghibli: il finale, no.

Una scena ci permette di entrare, forse per la prima volta dal vivo e non attraverso i disegni, nella testa di Hayao Miyazaki: lui lì, affacciato fuori da una finestra, chiama a sé il cameraman e punta il dito ai tetti della città esposta lì fuori e inizia a raccontare una storia, di come una persona potrebbe saltare da una casa all’altra, volare.

Il potere dell’’animazione

Lì capiamo di quanto quell’uomo che fuma come una ciminiera è capace: sognare di rompere le leggi della fisica per dare vita a un nuovo mondo, quello immaginato da ognuno di noi quando guardiamo in alto al cielo.

Si alza il vento è stato l’’ultimo film di Miyazaki, almeno così pare, La storia della Principessa Splendente potrebbe chiudere la carriera di Takahata.

Non avremo più film firmati da questi colossi in futuro, ma domani saremo fortunati abbastanza da poter ricordare di averli avuti, di averli visti e di averli sentiti nelle lacrime versate con Una tomba per le lucciole e nelle risate per Ponyo.

Al regista Sunada dobbiamo un ringraziamento extra per averci regalato un biglietto per stare affianco al Maestro e vedere al di là del davanzale con quegli stessi occhi, lo sguardo di un uomo che nel suo campo è secondo solo a Walt Disney, se non, ci permettiamo di aggiungere, alla pari.

Grazie alla Lucky Red per questo regalo!

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...