Pop-corn al cianuro #5 – Game of Thrones

di Ambra Porcedda.

È successo a tutti voi, siate sinceri.

Ci si innamora follemente, non si vede altro. Iniziate a parlare dell’oggetto del vostro desiderio con chiunque, spiegate quanto sia grandioso e sexy. Quanto sia intelligente e perché vi lasci costantemente senza fiato. Non c’è altro, invade ogni pensiero e iniziate a citarlo costantemente fin quando anche vostra nonna non sa di cosa stiate parlando.

Ci siamo tutti innamorati di Game of Thrones come dei ragazzini, come adolescenti ormonalmente sconvolti.

Dura da quattro anni, più di ogni storia del liceo. E in questi quattro anni abbiamo provato ogni possibile sentimento, con sensazioni amplificate dallo sconvolgimento di una crescita rapidissima che ci ha fatto cambiare come la cura per le sopracciglia di Arya Stark.

E poi è successo.

Era primavera e lui è tornato. Non c’è stato giorno che non abbiamo pensato a lui: quando stava arrivando l’inverno, quando abbiamo ricevuto un invito per un matrimonio, ogni volta che qualcuno tagliava una salsiccia, ogni volta che abbiamo visto un essere umano inferiore al metro e sessanta. Tutto ci ricordava GoT e ogni giorno era un sospiro in attesa del suo arrivo.

Era il 12 aprile, riesco a ricordarlo perfettamente.

Eccolo, sta scendendo dall’aereo. Un veloce controllo dei bagagli che solitamente viaggia su compagnie come Fastvideo o Videoweed e c’è poco da fidarsi. È qua, sento già la sigla.

Per i primi tempi abbiamo dato la colpa alla lontananza. Era passato quasi un anno, si sa, è difficile riabituarsi a stare insieme. Anche se ci si ama così tanto. Certo, tutto sembra così strano. Forse ha messo su qualche kilo, magari ha perso qualche capello all’attaccatura.

Quando la nostra amica ci ha chiesto “Beh, come va? Contenta?”, abbiamo solo risposto che era stato un po’ strano all’inizio ma che, in fondo, sarebbe migliorato. Alla fine sono quasi cinque anni che stiamo insieme, è normale che ci sia un po’ di routine. Ma sapevamo, nel preciso istante in cui pronunciavamo quelle parole, che qualcosa si era rotto.

Aveva iniziato, per la prima volta, a raccontare cose noiosissime: di quella volta che Daenerys Targaryen era rimasta a Meeren a non fare una beata mazza e ce ne aveva dato i più piccoli dettagli. E mentre parlava, parlava, parlava e parlava, noi riuscivamo solo a pensare come avessimo fatto per quattro anni a non essere infastiditi da quella parrucca di plastica bianca.

E poi si era esaltato, sputacchiando tutta la pizza della domenica sera per questa roba di Brienne, la sua amica travona. Urlava: “No, una figata pazzesca! In pratica c’è lei con Podrick che camminano in campagna e camminano e camminano. Guarda, incredibile!”. L’avete guardato con un mezzo sorriso, un po’ imbarazzati, aspettando che vi raccontasse qualcos’altro. E invece era finito così.

Avete intuito avesse litigato con Sansa Stark, perché gliene stava facendo passare di ogni colore senza motivo e che si fosse preso una mezza scuffia per tre tipe un po’ fricchettone. Ve ne aveva parlato, annunciando che sarebbero arrivate queste tre sorelle di Dorne (una bomba pazzesca, credimi!) mentre vi eravate ritrovate di fronte tre specie di Tartarughe Ninja alle prime lezioni di capoeira.

Stava iniziando ad accorgersi che qualcosa, tra di voi, si era rotto e quindi –come aveva fatto negli anni precedenti- appena vedeva che abbassavate lo sguardo per controllare le notifiche di myspace pur di distrarvi un attimo, vi lanciava qualche coppia di tette così, a vuoto.

Sta finendo, fa male dirlo ma è così.

Lui prova a raccontarvi cazzate, che Jaime Lannister è a Sunspear o che Jorah Mormont s’è preso il morbo grigio. Sono balle incredibili, che gli sgamate subito perché gli vengono sgraziate e non vanno da nessuna parte.

Iniziate a dirgli di rimanere a casa, gli nascondete i messaggini che avete iniziato a scrivervi con True Detective 2. Si insinua, lentamente, un po’ di imbarazzo: ogni volta che vi dice che i Lannister pagano sempre i loro debiti perché v’ha reso due euro, alzate le spalle come quando qualcuno continua a usare le battute di Gabriele Cirilli.

Tra tre settimane va via.

E per la prima volta non avete già iniziato a frignare. Un po’ è un sollievo, siamo sinceri. Ovvio, lo amerete per sempre. Però, insomma, magari possiamo iniziare a vedere anche qualcun altro. Non è colpa sua, è nostra. Possiamo sempre rimanere amici. Facciamo così, mi scrivi su WhatsApp appena ti ricordi dove hai messo Gendry, ok?

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