Tomorrowland - CineFatti

Tomorrowland (Brad Bird, 2015)

Tomorrowland insegue il futuro sognato negli anni d’oro.

Chi è John Galt? Chiunque abbia letto La rivolta di Atlante di Ayn Rand si sarà sicuramente chiesto dove fosse nascosto il buon J.G.. Il secondo live action di Brad Bird, il genio dietro Il gigante di ferro, Ratatouille e Gli Incredibili, è lontano dall’’apologia del capitalismo della scrittrice russa, ma col suo romanzo ha più di un punto in comune, tanto da lasciar pensare che Tomorrowland altro non sia che un adattamento congiunto dell’attrazione futuristica di Disneyland e l’’Atlas Shrugged della Rand.

È sorprendente come il risultato di questa (immaginaria) fusione rasenti la perfezione. Siamo nel 1964 all’’esibizione universale di New York, dove il punto centrale erano le magnificenti scoperte dell’uomo, in un periodo che vedeva gli USA protagonisti di grandi investimenti scientifici per contrastare l’’URSS.

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Lì un bambino di nome Frank Walker presenta la sua invenzione, un jet pack, a Hugh Laurie, biglietto da visita per un progetto super-segreto: le migliori menti sono in viaggio verso un’’altra dimensione in cui potranno studiare come migliorare la condizione dell’’uomo. Il suo nome è Tomorrowland.

Cosa è accaduto e che ne è di Tomorrowland nel 2015 è forse solo un pallido ricordo, l’’uomo non ne sa nulla, ma sognatrici come Casey Newton/Britt Robertson sono l’’ultima speranza per salvarla da un orribile evento che sta per sconquassare quella dimensione e la nostra.

Per scoprire cosa accadrà dovremo passare per un vero ottovolante d’’avventura e divertimento per tutta la famiglia, nella miglior tradizione Disney, per di più costellata di citazioni fantascientifiche, con nomi quali Jules Verne e Hugo Gernsbeck gettati nella mischia al fianco dei soliti Eiffel, Edison e Tesla.

Bird è passato dall’’animazione al live action con una naturalezza inaspettata, la meccanicità di Stanton con John Carter non la si percepisce, come se il due volte premio Oscar fosse nato per essere dietro la macchina da presa.

Una dimostrazione di forza l’aveva in effetti già data con Mission Impossible: Ghost Protocol, ma trattandosi di un sequel era forse più facile immaginare che molto derivasse da quanto già precedentemente imposto.

Nel caso di Tomorrowland aiuta certamente l’originalità della storia – intesa come nuova e non derivata – co-sceneggiata da Damon Lindelof, più a suo agio con un tema in cui essere precisi non è richiesto (vd. Star Trek Into Darkness), audace a tal punto da lasciare stupiti. In particolare con la sotto-trama che vede l’’ottimo George Clooney (Frank da adulto) coinvolto in una vecchia storia d’’amore con l’’audio-animatronic col corpo di una bambina, Athena (Raffey Cassidy), la reclutatrice di “sognatori” per sviluppare il futuro a Tomorrowland.

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Nonostante la stranezza Bird riesce a rimanere entro i confini della Disney e con Clooney raggiunge lo scopo, scene di profonda tenerezza che trasmettono più amore di romance reali, portando il mondo degli adulti al livello dei bambini, dove l’affetto è un abbraccio o una lacrima per un amico.

In secondo luogo non manca l’’importanza della tematica di base, la rassegnazione dell’’uomo di fronte ai grandi problemi che noi stessi abbiamo creato, citando la teoria della profezia che si auto-avvera di Robert K. Merton e puntando il dito contro un dato terrificante uscito dalle statistiche sulla popolazione USA: una diminuzione della alfabetizzazione scientifica.

Alcuni credono ancora all’’eliocentrismo.

Danneggia il risultato finale lo spiegone del fantastico Hugh Laurie, villain a metà, salvato però da più di una felice intuizioneabbiamo visto l’’apocalisse e l’’abbiamo abbracciata”), adatto in ogni caso per essere digerito da una giovane platea spinta a migliorare e… studiare.

Tomorrowland potrebbe, in futuro, essere un favorito delle scuole, come proiezione per spingere gli studenti a fare di più in materie da troppo tempo bistrattate. È anche un bel regalo alla fantascienza e ai suoi appassionati, nonché un riuscitissimo film d’’avventura come non se ne vedevano da tempo.

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

 

2 pensieri su “Tomorrowland (Brad Bird, 2015)

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