La città incantata - CineFatti

La città incantata (Hayao Miyazaki, 2001)

Immaginazione, fantasia e creatività sono le chiavi per aprire La città incantata di Hayao Miyazaki

Vi dirò la mia: ci sono trasposizioni letterarie perfette. Peter Jackson ha fatto un lavoro divino con la trilogia de Il Signore degli Anelli, Michael Anderson era da baciare con Il giro del mondo in 80 giorni e non fatemi parlare di quanto amo il Crash di David Cronenberg, alla pari con il romanzo di J.G. Ballard.

Però per partecipare alla blogathon sui nostri adattamenti preferiti indetta da Liberi di scrivere il mio occhio è caduto su un libro che colpevolmente ho letto solo un anno fa: La città incantata al di là delle nebbie.

I benefici della distanza

Sfogliando le pagine di Sachiko Kashiwaba ho visto una storia assai diversa dal dolcissimo capolavoro di Hayao Miyazaki, vincitore di un premio Oscar come Miglior Film d’Animazione.

Potremmo persino affermare non ci sia quasi alcuna parentela tra le due opere e proprio per questo la mia stima per il film del co-fondatore dello Studio Ghibli è salita ancor di più.

I migliori adattamenti a volte sono quelli in cui puoi vedere con quanta partecipazione un autore ha letto un romanzo, una favola o un racconto di vita.

Potremmo pensare che Miyazaki deve molte delle sue idee ai libri da cui sforna i suoi tanti adattamenti.

Il gergo cinematografico ci impone di considerare La città incantata e Il castello errante di Howl come storie non originali, eppure andando ad acquistare i racconti da cui sono tratti ci rendiamo conto di come sia un termine oltremodo sbagliato: il cinema di Hayao Miyazaki è, com’è giusto che sia considerato, un’intera vita passata a raccogliere immagini, parole, sensazioni, disegni da restituire poi al cinema.

Il libro è meglio del film?

Provate a dire di sì seduti sotto agli schermi dove noi italiani grazie alla Lucky Red ogni tanto abbiamo la fortuna di vedere un film di Hayao Miyazaki.

Le differenze tra La città incantata libro e film sono innumerevoli, ma la più grande di tutte è la quantità immensa di colori e personaggi presenti nell’opera cinematografica, un insieme infinito di situazioni ed eventi a cui è difficile star dietro tanto quanto è complicata la nuova vita della protagonista, Chihiro (voce di Rumii Hiragi).

Un racconto di formazione con una scintilla in più: la favola di Sachiko Kashiwaba scorre senza inciampi, vola dritta dritta sapendo che l’unica direzione in cui lettore può andare è avanti.

Per Hayao Miyazaki invece la situazione è diversa e lo spiega bene nel bellissimo documentario Il regno dei sogni e della follia:

Vedi quella casa ricoperta d’edera? E se da quel tetto saltasti sul prossimo, ti scagliasti sulla parete blu e poi quella verde, corressi su tutto il tetto e saltasti sul prossimo ancora? Con l’animazione si può.

Quando guardi dall’alto, tante cose si svelano a te. Improvvisamente la tua monotona città è un magico film. Non è divertente vedere le cose in questo modo? È come se potessi andare in qualche lontanissimo posto.

La magia del cinema

Col cinema il regista guida e gli occhi tanto della macchina da presa quanto dei protagonisti possono creare nuove possibilità (pensate a un piano sequenza di Paul Thomas Anderson o Robert Altman) così come guardare fuori da una finestra non vuol dire vedere un singolo paesaggio.

Hayao Miyazaki è un uomo dalla fantasia sconfinata rinchiusa dentro il corpo di un fumatore incallito. Persino con un film biografico come Si alza il vento non ha saputo trattenere la realtà: il sogno prima o poi doveva avere la meglio.

Considerazioni a margine

La città incantata a mio giudizio non è il film migliore di Hayao Miyazaki, a Porco Rosso spetta quel titolo (nonché anche una posizione tra i più belli della storia) ma dopo aver letto il libro sono convinto  vada tenuto in considerazione da chiunque voglia conoscere meglio il regista nipponico.

Incrociate il libro di Kashiwaba con la sua trasposizione e il documentario di Mami Sunada e avrete triangolato la posizione di Miyazaki: sarete entrati nella sua mente creativa e vi riuscirà impossibile uscirne fuori del tutto.

Fausto Vernazzani
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11 pensieri su “La città incantata (Hayao Miyazaki, 2001)

  1. Ho avuto la stessa sensazione, vedendo prima, e poi leggendo Il castello errante di Howl: il libro di Diana Wynne Jones è incantevole, delicato, intenso, ma il film di Miyazaki riesce a dargli davvero tridimensionalità, a rendere i personaggi più tangibili, i colori più vividi e le scene più memorabili.
    Non ho ancora né letto né visto La città incantata, ma penso proprio che sarà una prossima visione e si spera una prossima lettura, dato che dalle tue parole promette di regalare sensazioni simili a quelle che è riuscito a trasmettermi Il castello errante.

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    1. Il castello errante di Howl e La città incantata sono due film molto simili per tanti versi! Sono sicuro che ti piacerà da morire :D Io del primo ancora devo leggere il libro, già pronto sullo scaffale da parecchio tempo e leggere quanto mi dici mi fa ben sperare in una rinnovata passione per un film che già amo tantissimo!

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  2. Hayao Miyazaki è un genio, su questo non si discute. Io credo tuttavia di essere un po’ (passami il termine) sfigata… ogni volta che tento di vedere un suo film ho qualcuno che mi interrompe, o cambia canale o trova una scusa per non farmelo vedere. Il castello errante di Howl non so quante volte l’ho iniziato (e mai finito) e non ti stupirai se ti dico che La città incantata non l’ho vista. Il mio vicino Totoro è l’unico che si salva. Non sapevo ci fosse il libro della Città incantata e credo gli darò una possibilità…

    Ti lascio la mia tappa: http://www.scheggiatralepagine.net/2016/06/blogathon-2016-i-migliori-film-tratti-dai-libri-the-millionaire-le-dodici-domande-di-vikas-swarup/

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    1. Totoro nulla può fermarlo! Consiglio di trovare un modo per riuscire a vedere tutti i suoi film, a partire dai mitici La città incantata, Il castello errante di Howl e Porco Rosso (il mio preferito), se resisterai all’assedio di eventi, incidenti e varie invasioni dal mondo avverso, ne rimarrai felicissima! Il libro è davvero una piacevole lettura, scorre in una giornata essendo lungo sì e no un centinaio di pagine :)

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    1. Leggerò anche quello presto o tardi :D per ora ho capito che Miazaki adatta libri per la sua testa e non per il cinema. Quello è solo il mezzo con cui poi torna a guardare tutto ciò che ha immaginato leggendoli!

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    1. Lo ha pubblicato la Kappa Edizioni, un libricino piccolo piccolo e tanto carino ;) sarebbe stato più sfizioso se però non avessero adattato il titolo del racconto a quello del film di Miyazaki. Vale comunque la pena di leggerlo :D

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  3. La città incantata è uno di quei film che ti rimangono nel cuore dopo aver iniziato a guardare tutti i colori e la vitalità che scaturisce da ogni scena! Non sapevo dell’esistenza di un libro, ma voglio sicuramente recuperare!

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    1. Quoto tutto quello che hai scritto :D se a quei colori e a quella vitalità aggiungi la bellissima colonna sonora di Joe Hisaishi hai per forza un capolavoro!

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