Il segreto dei suoi occhi - CineFatti

Il segreto dei suoi occhi (Juan José Campanella, 2009)

Il segreto dei suoi occhi racconta di eros e thanatos.

Un giorno andremo tutti in pensione e faremo il resoconto della nostra vita. Cose belle, brutte, rimorsi, ricordi divertenti, delusioni amorose e altre cose saranno oggetto delle nostre riflessioni e dei nostri pensieri che avremo il tempo di formulare perché non avremo nulla da fare e daremo un taglio alla vita frenetica e piena di stress che abbiamo vissuto. Può essere doloroso per qualcuno, dolce per un altro.

Ma, prima o poi, il momento di fermarsi arriva per tutti.

Benjamin Esposito (Ricardo Darín), consulente legale in pensione decide che per passare il tempo scriverà un romanzo sulla sua vita non priva di emozioni.

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Amore e morte

Sono due gli eventi che non dimenticherà mai, episodi in cui scavare per capire dove sbagliò e cercare, magari, l’opportunità di un rimedio: l’omicidio di Liliana (Carla Quevedo) e l’amore platonico per il suo capo Irene Hastings (Soledad Villamil).

Il suo libro darà voce a tanti personaggi secondari, ma fondamentali, come Pablo Sandoval (Guillermo Francella), suo collega e grandissimo amico con un’intelligenza acuta e tanta esperienza rovinate dall’alcol che la sera va a consumare in un pub.

In un uomo ciò che non puoi togliere è la passione. Io amo questo posto, amo prendermi una sbronza e fare a botte. È la mia passione!

Così dice Pablo a Benjamin in una delle tante meravigliose scene de Il segreto dei suoi occhi. Conosceremo anche Ricardo Morales (Pablo Rago), marito di Liliana e Isidoro Gomez (Javier Godino) tifoso del Racing Avellaneda, faccia rassicurante.

Proprio Benjamin, Ricardo e Isidoro danno vita a un finale inaspettato, poetico, amaro, lieto, magnifico, da non spoilerare assolutamente perché Il segreto dei suoi occhi va visto tutto, dall’inizio alla fine.

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Senza sbavature

La pellicola di Juan José Campanella è perfetta in ogni sua componente, dalla regia che riesce a regalare momenti meravigliosi e inaspettati, alla colonna sonora di Federico Jusid e Emilio Kauderer, fino alla sceneggiatura dove i dialoghi tra i personaggi ti rimangono dentro, difficilmente dimenticabili. Due esempi su tutti sono il monologo sulle passioni di Pablo Sandoval e l’altro sul passato da dimenticare di Ricardo Morales.

Il cast offre interpretazioni mostruose. Prendiamo ad esempio Francella che interpreta uno dei personaggi più riusciti e più divertenti: Pablo Sandoval. Il suo personaggio è irresistibile e Francella è straordinario sia nei momenti di serietà, quando sfoggia le sue perle di saggezza dettate dall’esperienza di vita, sia quando è il momento di fare battute, ed è straordinario nella parte “serale” dell’ubriaco, lo spettatore si immedesima in lui e partecipa alle sue vicende particolari e bizzarre.

Dio Darín

Ricardo Darín è il protagonista della giornata odierna data la sua presenza in concorso al Festival del cinema di Roma, dove è interprete della pellicola di Sebastián Borensztein, Cosa piove dal cielo?. Darín ti rapisce ed è in grado, con la sua presenza scenica, di non farti notare i difetti tecnici di una pellicola. Basta che c’è lui e dimentichi tutto, sorvoli su tutto, il classico attore che ruba la scena.

Magari Michael Bay dovrebbe ingaggiarlo per uno dei suoi film in modo che nessuno dica che il suo film fa schifo, ma solo che c’è Darín. Il fatto che uno o più attori possano mettere a tacere tutto il resto può essere un’arma a doppio taglio.

Nella pellicola di Campanella, invece, è tutto straordinario e la maestosità di attori come Ricardo Darín è solo un tassello in più che serve a rendere praticamente perfetta una pellicola già ineccepibile. Io mi chiedo come faranno gli attori che interpreteranno il remake americano a eguagliare questi dell’originale argentino.

Roberto Manuel Palo

Voto: 5/5

4 pensieri su “Il segreto dei suoi occhi (Juan José Campanella, 2009)

  1. E come darti torto:D. L’Argentina e il cinema del Sud America in generale è poco considerato, eppure ha regalato perle come “Tropa de Elite”, “I diari della motocicletta”, “The burning plain”, “Nove regine” per citare i più famosi (per modo di dire, ovviamente). Dovrebbe essere pubblicizzata un pò di più la cinematografia Sudamericana e non con i remake Nordamericani:D

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