Cherry - CineFatti

Se non Cherry tu, Tom…

La ciliegia senza nocciolo dei fratelli infinity Russo.

È peggio d’un prurito sentire nel proprio cranio rimbalzare la domanda che senso ha dopo aver visto un film. Lo trovo sgradevole perché nessuno ha mai stipulato un contratto con me, stabilendo che in cambio del mio tempo avrei ricevuto un messaggio. Certo, preferirei quelle due ore della mia vita regalate a Cherry servissero a uno scopo che non fosse solo “Tom Holland sa recitare anche un ruolo adulto” senza preoccuparsi di raccontare effettivamente qualcosa, anche senza senso. Il nuovo film dei fratelli Anthony e Joe Russo non ha una direzione, ricorda gli avi senza sapere dove discendere.

Descrivere l’uscita Apple Tv+ con una trama sarebbe già errato, Cherry è legione, l’epopea statunitense di un adolescente timido e dal cuore spezzato che attraversa le molte fasi e contraddizioni della società Nord Americana. Tom Holland ha letteralmente l’occasione di affrancarsi dal ruolo dello friendly neighrbor-hood spiderman passando per le bombe iraqene, oxycontin e furti in banca, tutto in un film che ricorda i war movie critici della guerra in Vietnam e del trattamento subito dai veterani. Un filone noto, longevo e che ancora trova proseliti, come gli ottimi Russo, stavolta caduti in fallo.

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I bravi ragazzi portano gli occhiali e poi… no.
Basta volerlo e di botto ci vedi benissimo.

Li definisco ottimi perché dopo aver visto il loro splendido lavoro in Community sono semplicemente ammirato. Hanno dato luogo a un mega-blockbuster niente male come Avengers: Endgame e in qualità di produttori va detto che si impegnano. Oltre al produrre il prossimo film dei Daniels (Swiss Army Man) hanno dato il nulla osta allo splendido Relic e prodotto due buoni action movie, anch’essi con protagonisti le star del MCU: Extraction (Chris Hemsworth coreografato da dio da Sam Hargrave) e 21 Bridges (thrillerone con Chadwick Boseman e J.K. Simmons in formissima). Insomma, ai Russo non manca la competenza per operare nell’industria cinematografica ed è serio il tentativo di creare un nuovo classico con Cherry.

Oh, l’Holland-a.

La caduta del bravo ragazzo da semplice ometto di provincia senza un’identità a tossicodipendente rapinatore di banche. Nessuno spoiler, Cherry è dotato del consueto prologo-uncino proiettato due ore avanti nel film. Dovremo solo sciogliere la matassa e scoprire com’è arrivato ad avere delle ottime competenze da rapinatore e quell’aspetto malaticcio. Tom Holland? Bravissimo, per carità, ma è un peccato che al di là della rovinosa caduta il suo Cherry non abbia nulla a rendergli la dovuta tridimensionalità. Eppure è un adattamento, Cherry è tratto dall’omonimo libro scritto da Nico Walker. Un biografico che romanza l’esperienza di Walker, peraltro giovanissimo (classe 1985) tra guerra, droghe e rapine.

Quello che manca è evidente – ed è da imputare alla sceneggiatura di Jessica Goldberg – ed è l’assenza di un quid a ogni singolo dettaglio. Ai Russo interessa a tratti rispettare il machismo imposto dai war movie, perdendo di vista l’identità del protagonista trasformato in un maschio qualsiasi; nel mezzo piove qualche facilona sferzata al sistema – i nomi delle banche, signora mia – e se ti concentri eccessivamente sul dipingere gli amici come delle macchiette, ti perderai il frame subliminale. I Russo coltivano l’intenzione di dare uno spessore a Cherry, risultando però incapaci nel definirlo con una chiave visiva. Tant’è che fanno ampio affidamento sulla onnipresente voce narrante, unica finestra su gran parte delle caratterizzazioni

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Shitty Bank, Credit None, Banks Fuck America, fateci caso.

Se cancellassimo il voice over capiremmo il 20% dell’intero film. Sapremmo cosa rattrista Cherry, sì, ma degli altri scelti a fargli da contorno cosa conosceremmo? In conclusione mi sono trovato a chiedermi persino quale fosse il nome del 90% dei secondari. Impresso solo Jimenez perché trampolino di lancio verso un importante passaggio nell’esistenza di Cherry, Emily (Ciara Bravo) perché è la comprimaria ed è tutto ciò che ho da sapere di lei. Ai Russo questa eccellente occasione è sfuggita tra le loro mani, diventata polvere come Spider-Man tra le mani di Tony Stark in calce alla Infinity War. Non l’hanno saputa trattenere, plasmare, chiudere in una forma che potesse essere coinvolgente. È una ciliegia senza nocciolo.

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Amore tossico tra Tom Holland e Ciara Brava

2 pensieri su “Se non Cherry tu, Tom…

  1. Ho già letto più o meno la stessa opinione più o meno ovunque: un film nato vecchio che vale solo per la buona interpretazione di Tom Holland, che giustamente forse sperava in questa occasione per avviarsi verso ruoli più adulti e maturi. Peccato, ma in fin dei conti capita a tutti, anche ai migliori, di sbagliare un film.

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    1. Sì, ai Russo tocca però dare ancora davvero prova del loro talento. All’interno del MCU ci sono riusciti abbastanza bene, meglio di Joss Whedon, per quanto mi riguarda, però è evidente che di strada da fare ne hanno ancora tanta, come registi. Il buon gusto non manca a entrambi invece, visto quanto producono.

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