Stephen King - CineFatti

Listen to the KING – CineKing #4

Via pagine e video, oggi si ascolta Stephen King

Stupidamente ho pensato la situazione si fosse calmata rispetto al 19 dello scorso mese, dimenticando come negli USA la curva del COVID-19 non accenna a scemare e le rivolte popolare seguite all’omicidio di George Floyd hanno travolto il paese. Tuttavia Hollywood si sta pian pianino risvegliando e dopo aver speso le sue energie nel rovistare fra le carte e trovare nuovi emozionanti progetti da realizzare, ora vuole riaccendere i set sparsi nel mondo.

Uno mai realmente interrotto è stato l’australiano di Children of the Corn diretto da Kurt Wimmer, di cui a maggio vedemmo qualche immagine e si notò come nonostante la richiesta di implementare ogni misura di sicurezza possibile in realtà nessuna delle note sembrava essere praticata. Così il produttore Lucas Foster ha parlato con Variety per descrivere le mille difficoltà di un set aperto nel pieno di una pandemia.

In sé racconta poco del film di cui già si sapeva pochissimo, se non che manca del tutto l’intenzione di considerare il primo adattamento diretto da Fritz Kiersch. Stando alle parole di Foster: “[Children of the Corn] non ha nulla a che vedere col film del 1984. Siamo tornati alla storia originale e ci siamo fatti ispirare da quella.” Possiamo insomma aspettarci qualcosa di completamente nuovo, ma dubito rinunceranno all’omaggio.

Children of the Corn

Captain Trips

È senza alcun dubbio il progetto cui sono più interessato: the Stand. Se ho modo di parlarne è grazie alla scrittrice Shirley Jackson e al biopic diretto da Josephine Decker – leggete cosa ne scrive Lucia per farvi un’idea – dove un personaggio fittizio è interpretato da Odessa Young, la nostra futura e gravida Frannie Goldsmith. Il caso vuole in Shirley interpreti un’altra giovane donna incinta in una situazione… molto particolare.

Vi libero dagli spoiler su Shirley, ma vi costringo invece a promettermi che lo vedrete: il film in sé pur non incontrando i miei gusti ha lasciato una traccia indelebile nella mia memoria grazie alle interpretazioni perfette del cast intero – Elisabeth Moss merita un riadattamento di Dolores Claibourne, fatelo vi prego – fra cui proprio la giovane di nome e di fatto Odessa. Reggere un titano come la Moss è dura, durissima, insostenibile.

https://www.newsreaderweb.com/wp-content/uploads/2020/05/Elisabeth-Moss-and-Odessa-Young-appear-in-Shirley-by-Josephine-Decker-an-official-selection-of-the-US-Dramatic-Competition-at-the-2020-Sundance-Film-Festival-Photo-by-Thatcher-KeatsC.jpg
Elisabeth Moss e Odessa Young in Shirley

Proprio lei in un’intervista è stata com’è logico spinta a dire due o tre cose che sa di the Stand: c’è stato uno “scandalo” circa la notizia di un inizio assai diverso dalla fuga di Charles Campion dalla base militare e dunque la Young ha corretto il tiro annunciando un adattamento molto fedele al romanzo. In particolare Frannie Goldsmith avrà il ruolo centrale che le spetta, dunque non c’è da aver paura se l’attrice scelta è una “ignota”.

Io credo la decisione di partire in medias res sia la migliore. La prima ragione portata dal regista Josh Boone è il non voler proporre un calco di quanto vedemmo in Contagion – e in mille altri prodotti audiovisivi aggiungo – ma col senno di poi (post-pandemico) possiamo affermare all’unanimità di aver già visto con la nostra immaginazione quanto sarebbe accaduto se il COVID-19 fosse stato anche solo un cugino di sesto grado del Captain Trips.

Dimenticate il volto dei vostri padri

Inaspettatamente la Torre Nera è tornata sulla bocca di tutti e lo ha fatto grazie al podcast the Kingcast con un episodio speciale in cui i due conduttori hanno intervistato Glenn Mazzara! L’argomento era proprio il suo adattamento della saga per Prime Video e di cui fu girato in Croazia un pilota mai distribuito se non di recente a un ristretto numero di privilegiati. Risultato? Nessuna reazione negativa, zero. Il pilota è buono.

Lo conferma anche Hans Ake-Lilja, IL blogger kinghiano per eccellenza, fra quei fortunati e unico ad aver scritto un resoconto passo passo dell’episodio. Se volete sapere cosa ci siamo persi andate pure a leggere sulla Lilja’s Library. In ogni caso, bello o brutto che sia, è impossibile sperare Amazon lo ripeschi, poiché il progetto era legato al film di Nikolaj Arcel, ai miei occhi uno dei peggiori adattamenti kinghiani dal 1976 a oggi.

Per amor della brevità vi riporto questo brano dalla Library:

Il pilota è molto fedele alla storia di King e funziona davvero bene anche se all’inizio mescola parti da L’ultimo cavaliere e La sfera nel buio. Abbiamo pure l’occasione di vedere sia Gilead che Hambry e la versione di Mazzara delle due città è un gran bel vedere. Un’altra decisione di Mazzara è lasciare la stessa torre fuori dal pilota. Ascoltando il podcast conosciamo il suo desiderio di avere Roland e gli spettatori uniti nella scoperta della torre e secondo me è una brillante idea. Avrebbe contribuito a rafforzare il legame del pubblico con Roland in un modo unico, lanciandoli insieme nella caccia alla torre.

Sam Strike è il giovane Roland Deschain

DJ King

Podcast è la parola chiave: the Kingcast dovete assolutamente ascoltarlo. La prima puntata con Kumail Nanjiani fu un inizio bizzarro ma i successivi episodi pubblicati il mercoledì negli USA sono stati uno migliore dell’altro.
Qui di fila vi riporto le puntate pubblicate finora ►

  1. The Running Man with Kumail Nanjiani
  2. Cycle of the Werewolf/Silver Bullet with Michael Dougherty
  3. The Dark Tower with Glenn Mazzara
  4. Carrie with Karyn Kusama
  5. Misery with Elijah Wood
  6. The Lawnmower Man with Sarah Beattie

È uscito solo due giorni fa, ma ancora non ho avuto modo di sentire l’ultimo su Il tagliaerbe, il resto sono una chicca. I conduttori Eric Vespe e Scott Wampler non sempre posseggono una gran capacità introspettiva, ma quando ingarrano l’ospite giusto allora esplodono i fuochi d’artificio. Una in particolare è stata sensazionale: la buona Karyn Kusama, regista di the Invitation e soprattutto Jennifer’s Body, nonché del futuro Dracula del Dark Universe.

Visualizza immagine di origine
Karyn Kusama sul set di the Invitation con Michiel Huisman e Tammy Blanchard

Il parallelo fra il mean girls horror di Kusama e Carrie diventa evidente alla stessa regista durante la conversazione, bonus una sua considerazione sulla rappresentazione di genere nel capolavoro di Brian De Palma. Eccellente anche Mike Dougherty e curiosissima invece l’interpretazione di Misery da parte di Elijah Wood, lui stesso protagonista in passato di vicende molto simili a quelle di Paul Sheldon. Meno il rapimento, questo è ovvio.

Prossima puntata mercoledì 24: the Shining. L’ospite si sa solo sarà un regista, chi di preciso è un mistero. Mike Flanagan tornerà invece nel podcast su the Stand di cui esce una puntata al mese con the Company of the Mad, dove insieme a vari autori ed esperti kinghiani rilegge L’ombra dello scorpione a colpi di 200 pagine, dando la loro interpretazione degli eventi raccontati dal nostro buon Re ormai oltre 40 anni fa.

Se come me volete rispolverare tutto il possibile su L’ombra dello scorpione, se ne parla in una vecchia puntata di Post Mortem with Mick Garris del 12 febbraio con un’intervista a Matt Frewer. Attore che adoro e interprete del Trashcan Man nell’adattamento televisivo di Garris. Ha qualche racconto simpatico da condividere!

King on Screen

Ultimo ma non per importanza è King on Screen. L’attrice francese Daphné Baiwir svela la sua anima kinghiana e un progetto già da tempo avviato: intervistare i registi che in passato hanno diretto un adattamento dai romanzi di Stephen King. Definirlo ambizioso sarebbe riduttivo. La pagina del crowdfunding segnala queste conferme dove i grandi assenti sono Rob Reiner, Brian De Palma, Andy Muschietti e Mike Flanagan.

  • Frank Darabont
  • Tom Holland
  • Mick Garris
  • Mikael Salomon
  • Craig R. Baxley
  • John Harrison
  • Taylor Hackford
  • Scott Hicks
  • Vincenzo Natali
  • Zak Hilditch
  • André Øvredal
  • Mikael Håfström
  • Jeff Beesley
  • J.P. Scott
  • Peter Askin

Il potenziale è alto, cosa ne sarà è invece un gran punto di domanda. La campagna di crowdfunding ha quasi raggiunto la somma auspicata da Baiwir. Incrociamo le dita? Ma sì, tanto ci vorranno anni.

Bonus

Sempre lui, bastardo: Joe Hill. Associato in continuazione al padre e dunque eccolo qui: Greg Nicotero annuncia fra gli episodi della seconda stagione del reboot di Creepshow ci sarà un nuovo adattamento dai racconti del Principe. Ancora Joe ha pubblicato negli USA l’edizione del ventesimo anniversario di On Writing con nuovi contributi firmati da lui e dal fratello Owen (co-autore di Sleeping Beauties). Se siete collezionisti sfegatati…

5 pensieri su “Listen to the KING – CineKing #4

    1. Ve ne sono moltissimi in realtà, questo però porta con sé il fattore intervista a celebrità appassionate a renderlo davvero interessante. Consiglio tantissimo anche quello su the Stand, è un book club alla fine, ma è perfetto per una rilettura del romanzo in preparazione per la miniserie in arrivo (forse?) a fine anno!

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  1. Una quantità di informazioni incredibili. Per quanto riguarda Children of the Corn a mio avviso sarebbe perfetto un’ambientazione alla Midsommar. Inquietare attraverso l’atmosfera e farci entrare alla perfezione in questo culto folle e insano.
    Neanch’io sapevo del podcast dedicato a Stephen King e mi sa che cercherò di recuperarli tutti appena mi è possibile.
    Sono molto incuriosito su The Stand (una delle pellicole che aspetto di più) e parlando di Kusama non vedo l’ora di vedere il suo film su Dracula.

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    1. Chissà cosa ne farà Kurt Wimmer, è un “maestro” (molte virgolette) del mash-up. Capace riesca metterci dentro di tutto, magari anche lo stile di Ari Aster. Sarebbe bellissimo. Il Dracula di Kusama interessa moltissimo anche me, L’uomo invisibile di Whannell mi è piaciuto moltissimo e se quello sarà lo stile del nuovo Dark Universe, allora ho tantissima fiducia nel nuovo adattamento da Bram Stoker. Le prime idee che ha esposto, peraltro proprio nel podcast the Kingcast, sono fantastiche. Incrociamo tantissimo le dita!

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