Cobra Kai - CineFatti

Cobra Kai: il ritorno dell’anti-Karate Kid

In fuga dagli stereotipi del Karate Kid nel dojo del nemico.

Metti la cera, togli la cera a dirla tutta credo sia l’unica vera eredità lasciata nel 1984 da The Karate Kid di John G. Avildsen. Una citazione – peraltro errata giacché Pat Morita diceva Dai la cera e non Metti – a sfottò da un film sopravvissuto con un successo che personalmente trovo inspiegabile, ma erano gli anni Ottanta, un periodo magico in cui le storie di formazione uscivano anche fuori dalle fottute pareti.

Ne sono usciti sequel su sequel e il momento migliore lo ha avuto all’interno di How I Met Your Mother quando Barney Stinson rivela di essere sempre stato un fan di Johnny Lawrence. Un bullo privilegiato addestrato in un dojo dove esisteva un solo motto:

Strike First
Strike Hard
No Mercy

Era il Cobra Kai e da lì Johnny ne uscì sconfitto senza alcuna pietà da Daniel Lorusso. Qualcuno guardando How I Met Your Mother e vedendo il ritorno del secondario William Zabka deve essere stato colpito da un fulmine, un lampo di genio, perché – e ne sono sicuro, anche senza prove empiriche – da quell’istante nacque una delle serie più amate negli USA di questo 2018, acclamata in ogni angolo del web. A ragione.

Visualizza immagine di origine

Cobra Kai – La storia continua

Sono passati 34 anni dal fatidico campionato in cui l’outsider Lorusso (Ralph Macchio) con un calcio in faccia distrusse i sogni di conquista di Lawrence (Zabka). Da allora le parti si sono invertite e Daniel vive nel lusso con una bellissima famiglia curata dai profitti della sua immensa concessionaria dove la competizione la prendono a calci.

Per Johnny la situazione nei decenni si è capovolta. Il suo migliore amico vive nel frigo, una scorta infinita di Coors Beer in mezzo al caos del suo sporco e minuscolo appartamento in una zona disagiata della Valley. Una caduta nel buio per chi da ragazzino ha vissuto con una famiglia ricca, ma è qui che Cobra Kai svolta.

YouTube contro il bianco e nero

La serie pubblicata lo scorso 4 maggio su YouTube Red tira un calcio rotante al Karate Kid degli anni Ottanta. A dir la verità spacca l’intero impianto stereotipato di molti bildungsroman del periodo, congelati in una dinamica non sempre fortunata di lotta tra il bene e il male, vuoi tra forze interstellari o tra bulli e ragazzini come Lorusso.

L’eroe di Cobra Kai non è affatto il Daniel adulto, ma è quel Johnny di cui poco a poco scopriamo la storia, le motivazioni, quei demoni con cui ha dovuto convivere e la sua educazione sfortunata che ne fanno un antieroe classico della nostra epoca seriale. È impossibile dipingere il mondo in bianco e nero nel 2018.

Per vincere domani…

… serve essere al passo coi tempi e Cobra Kai armato di un budget risibile concentra la sua forza nella scrittura di Josh Heald, John Hurwitz e Hayden Schlossberg per sconfiggere i datati cliché di cui Karate Kid è infetto. La via scelta per farli a pezzi è usarne di più antichi e riscriverla con una nuova storia di formazione.

Un intreccio di nuove generazioni, ovviamente inclusive col ragazzino protagonista Miguel Gomes (Xolo Maridueña) allievo di Lawrence nel redivivo dojo Cobra Kai e chiaro erede dell’immaginario cui apparteneva Lorusso, dove si mescolano scontri familiari in stile Montecchi e Capuleti, antiche lotte tra uomini fatti e finiti.

È uno scontro fasullo quello tra Daniel e Johnny, entrambi consapevoli delle colpe aggrappate alle proprie spalle, ma ancora troppo legati a un passato che in Cobra Kai ogni tanto irrompe nella forma di flashback dal film di Avildsen. La lotta appassionante avviene con lo spettatore, nel disperato bisogno di una riconciliazione.

Visualizza immagine di origine

Nature vs nurture – Scontro finale

Cobra Kai si risolve come una delle poche serie in cui il conflitto nature vs nurture si svela nelle sue molteplici forme. È l’educazione a plasmare il carattere di una persona oppure dipende dal suo patrimonio genetico? La serie targata YouTube sembra avere le idee chiare in merito e proprio per questo aumentano le sfaccettature.

È in questa visione caledoiscopica dei personaggi che Cobra Kai trova la sua fortuna, la forza per spezzare le catene degli stereotipi antiquati, della scialba immagine del mondo che contraddistingue The Karate Kid, preso di mira da una lunga sequela di piacevoli battutine, autoironia e freddure calcolate al millimetro e persino ben recitate.

Nessuno avrebbe dato 1€ a William Zabka nel 1984, un villain da quattro soldi senza né arte né parte, eppure ritornato oggi in Cobra Kai per riprendere il suo ruolo si rivela perfetto sia negli aspetti drammatici che comici della serie. Lo stesso dicasi di Macchio, una faccia da schiaffi da sempre e finalmente capace anche di interpretarla.

Siamo lontani dal valore produttivo di un capolavoro come The Terror o dalla tensione de Il cacciatore, ma Cobra Kai si incastra alla perfezione in questo 2018 di grandi sorprese, unendo l’elemento nostalgico prominente in questi anni a una trama che sa essere originale, gradevole e perfetta per un binge watching potente. Un successo enorme dato che in meno di sue settimane Cobra Kai è stata subito rinnovata.

Potete cominciare qui, dal primo episodio gratis su YouTube.
Attenti che azzecca, parecchio pure.

Fausto Vernazzani

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.