L'ora più buia

Luci e ombre ne L’ora più buia

Winston Churchill secondo Joe Wright.

Joe Wright torna al cinema per raccontare, ritrarre e forse lusingare troppo la figura di Winston Churchill, interpretato da un ineccepibile Gary Oldman.

Siamo nel 1940 e per Winston Churchill, da poco Primo Ministro, sta per andare in scena l’atto più difficile della sua vita e carriera politica: scendere a patti con Hitler oppure appigliarsi ai grandi ideali che in Inghilterra sembrano assopirsi alle porte della Seconda Guerra Mondiale, scuotendo così un intero Gabinetto di guerra?

Gary Oldman, Il Churchill di ferro

Era molto tempo che Gary Oldman non lo si vedeva così in forma. Tutti infatti saremo d’accordo che quelle duecento ore di trucco e la sua interpretazione magistrale sono sicuramente una delle migliori performance cinematografiche di quest’anno. Un Golden Globe meritatissimo.

Anche Joe Wright è in forma, ma forse non abbastanza se purtroppo lascia calare qualche ombra di troppo sulla sua ora più buia. Perché se gran parte della stampa non fa che concentrarsi sulla bravura di Oldman è anche giusto che si guardi al film nel complesso.

Inconfondibile Wright

Cinematograficamente parlando siamo dinanzi ad uno dei film più belli di Joe Wright, che non mancano mai di quella perfezione stilistica che ricorda tanto la maestosità di un quadro ottocentesco. Non c’è da stupirsi che la maggior parte delle nomination sparse per i vari festival internazionali sono tutte indirizzate a quelle di comparto tecnico.

Joe Wright ha maturato un proprio stile, un perfetto incontro tra la teatralità, che mai abbandona, di Anna Karenina, le atmosfere d’affresco e dall’effetto straniante di Orgoglio e Pregiudizio e la ricerca di una verità, una riflessione universale che connetta sempre i sentimenti umani dal passato al presente. È una cifra costante dei suoi film e ormai un marchio di fabbrica.

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UK as the (un)discovered country

La società inglese nelle sue sfumature sociali e politiche è spesso al centro del suo interesse, anche a livello culturale come ha mostrato in Pan. Ma questa volta Wright vuole spingersi oltre: riuscire a dare un ritratto di Churchill che sia allo stesso tempo umano, completo di vizi e fragilità, senza allontanarsi troppo dal suo ruolo politico. Un obiettivo che purtroppo raggiunge solo per metà.

L’ora più buia è senza dubbio un film che parla al presente guardando al passato, quando nonostante il  buio dei tempi vi era il coraggio di perseguire le proprie idee per combattere il pericolo alle porte. L’ora più buia è quel momento in cui devi ordinare il caos della coscienza, fermare il tempo e risolvere un rebus nella maniera più inaspettata, che tu sia tra le mura di casa o dinanzi ad una platea rilevante di persone.

Un fascino troppo patriottico

La figura che ne esce è un uomo dal piglio romantico e di grande fascino, ma forse anche troppo. Sembra che persino Wright faccia fatica a resistergli, e allo spettator,e con gli enfatici monologhi che costellano il film, questa sensazione arriva.

La pecca è proprio lì e il regista britannico cade nella trappola del patriottismo. Non riesce a prendere le dovute distanze e ad approfondire le sfumature del caso, che va ben oltre una guerra interna tra buoni e cattivi.

Valentina Esposito

                                                                                                                                                Voto: 3.5/5

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