The Devil’s Candy (Sean Byrne, 2015)

Dal lontano 2015 arriva The Devil’s Candy, una graditissima sorpresa nel panorama horror.

The Devil’s Candy, secondo lungometraggio del regista Sean Byrne, ha l’obiettivo di confermare quanto di buono l’australiano aveva fatto vedere al suo esordio nel 2009 con The Loved Ones. Uscito nel 2015, il film è arrivato nelle sale italiane giovedì e ci presenta una nuova storia nel genere case infestate e possessioni demoniache contornata da numerose citazioni e rimandi all’horror anni ’80 così come già avvenuto nel film precedente.

Dopo una lunga attesa della durata di ben sei anni dove Byrne ha vissuto un periodo alquanto difficile dal punto di vista lavorativo con numerosi soggetti scartati dalle case di produzione e frustrazioni varie, il regista ha deciso di riversare tutto questo vissuto nel suo protagonista Jesse Hellman (Ethan Embry).

Metal Rules!

Jesse è un pittore metallaro che ha una moglie paziente (Shiri Appleby) e una figlia adolescente che è riuscito a far appassionare al metal (Kiara Glasco). La famiglia compra una casa con un macabro passato che verrà a bussare subito alla porta sotto forma dell’inquilino precedente (Pruitt Taylor Vince).

Una nota di merito va fatta subito all’intero cast, dove Vince vince (chiedo scusa!) su tutti nel ruolo di Ray Smilie, un inquietante personaggio che ha bisogno di suonare la chitarra elettrica a tutto volume per attenuare il suono della litania macabra nella sua testa e ha delle visioni che lo portano a uccidere dei bambini, chiamati da lui le caramelle di Satana.

Anche Kiara Glasco è bravissima nel ruolo dell’adolescente metallara, impegnata ad andare a scuola senza perdere l’ “educazione” familiare. La Glasco interpreta bene il disagio e la ribellione della sua Zooey, oltre a vestire i panni di una ottima scream queen che davanti alle difficoltà dimostra perfino di avere un discreto cervello – eccezione che conferma la regola in questo genere.

La frenesia non è sinonimo di paura

The Devil’s Candy inizia benissimo con una scena ottimamente congegnata in termini di fotografia, tensione e gore, seguita subito da un momento in auto che ricorda molto da vicino l’inizio di Funny Games di Michael Haneke.

Byrne utilizza un linguaggio diverso da quello frenetico dell’horror contemporaneo. Il suo è un modo di guardare più attinente al passato, più ragionato e attento alle inquadrature, disposte nel modo migliore per creare tensione e paura. Ciò comporta che, nonostante la proposta filmica non sia niente di particolarmente innovativo, Byrne riesce a non renderla banale.

Sono numerose le scene a sostegno di ciò, a partire dal bellissimo incipit per arrivare al pre-epilogo (che evito di raccontare per evitare spoiler) ma saranno tutti gli 80 minuti a tenervi con il fiato sospeso e l’immancabile sottofondo della musica metal.

Carramba, che sorpresa!

In un periodo dove, diciamoci la verità, tutti stiamo aspettando con trepidazione la nuova trasposizione di IT, The Devil’s Candy è una graditissima sorpresa, soprattutto dopo che il cinema horror in sala ci ha consegnato brutture aberranti come Wish Upon e Bedeviled, limitandosi ad alzare l’asticella solo con Annabelle 2.

Roberto Manuel Palo

Voto: 4/5

 

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