The Night Of - CineFatti, Serie Tv

The Night Of – Cos’è successo quella notte?

In The Night Of il dramma della giustizia prende vita in tutte le sue forme – di Francesca Paciulli.

Raffinata e avvincente. Dovendo ideare un claim di lancio di The Night Of è a questa coppia di aggettivi che ricorrerei. Siamo in casa HBO e la serie tv in otto puntate in programmazione su Sky Atlantic è una delle vere sorprese della stagione.

Ispirato alla serie britannica Criminal Justice, il thriller racconta il dramma giudiziario di uno studente universitario di origine pachistane, Nasir Khan (Riz Ahmed, attore e rapper), accusato dell’omicidio di una giovane donna bianca.

Nas è il figlio ideale, il bravo ragazzo della porta accanto. Durante una notte brava, finisce a letto con una misteriosa ragazza che gli serve su un piatto d’argento alcol e pasticche. Nel cuore della notte Nas si risveglia in cucina e quando sale da Andrea per rivestirsi e salutarla, la trova in un lago di sangue.

In preda al panico e immemore di quello che è successo, il giovane  scappa sul taxi preso in prestito prima di uscire al padre (Peyman Moaadi, prezioso come sempre), lasciando sulla scena del crimine una inesorabile infilata di indizi.

Nelle maglie del sistema

La resa del dramma giudiziario è potente: c’è l’uomo comune stritolato dai lenti ingranaggi del sistema della giustizia penale americana e dal pregiudizio razziale e religioso.

Nasir è nato negli Stati Uniti, vive a New York e il Pakistan è per lui solo un puntino su una carta geografica. Ma quando i media amplificano il suo caso, per tutti quel giovane ben inserito nella società diventa un possibile terrorista islamico. Non per lo spettatore, il suo sguardo smarrito potrebbe essere il nostro nelle sue stesse condizioni. O quello di nostro figlio.

Neanche per un attimo dubitiamo della sua innocenza. E questo malgrado non ci venga mai mostrato cosa sia realmente successo quella notte nell’appartamento di Andrea. Sappiamo o crediamo di sapere tutto “solo” perché Nas non ha l’aspetto di un comune criminale, frequenta con profitto il college, alle feste va solo perché invitato da uno studente a cui fa il tutor, le immagini delle sue cene in famiglia sembrano uscire direttamente da una illustrazione di Norman Rockwell per il Reader’s Digest.

Della vittima, invece, crediamo di sapere tutto sin dalla prima inquadratura. Quando con passo incerto e trucco sfatto, sale sul taxi di Nas e gli chiede di portarla alla spiaggia. Lui accetta e da quel momento la sua vita esce dai binari: attratto da tutto quello che non è (e forse vorrebbe essere), la segue nel suo appartamento e si risveglia omicida.

The Night Of

Il volo di The Night Of

Ed è proprio al distretto di polizia, con Nas scortato da un poliziotto poco sveglio e da una collega zelante, che la serie sceneggiata da Richard Price e Steven Zaillian (anche regista) prende il volo.

L’atmosfera di The Night Of si fa sospesa, soffocante, il mondo esterno sparisce lentamente, sembra esistere solo quel distretto sporco, con i poliziotti stanchi e annoiati, il caffè stantio nei bicchieri di carta, i delinquenti di strada che aspettano flemmatici nella panca accanto a Nas.

La macchina da presa stringe sul display del telefonino del protagonista. Papà sta chiamandolo ma lui non risponde. Finché non dovrà rivelargli dove si trova, potrà fingere che quell’incubo non sia reale.

Tutto questo succede in un pilot di grande impatto, a cui seguono sei episodi che virano dal dramma giudiziario – come nel miglior legal thriller alla John Grisham – a quello carcerario con la trasformazione (questa sì, più prevedibile) del protagonista in una versione più dura e coriacea di sé.

The Night Of 2

Benefici del dubbio

La vita è dura al carcere di Rikers Island e Nas capisce in fretta che se ottieni la protezione di qualcuno che conta puoi indossare la tuta blu invece di quella arancione che fa tanto assassino. Così quando ti presenterai in aula, forse la giuria avrà pietà di te.

Quello è il momento esatto in cui iniziamo a pensare di essere stati forse troppo precipitosi nel dare per scontata l’innocenza del ragazzo.

Un errore che di certo non ha fatto John Stone, l’avvocatucolo d’ufficio che si prende a cuore il suo caso. Un uomo scaltro e apparentemente innocuo che se ne va in giro con i piedi incellophanati (convive con un terribile eczema), vestiti stazzonati e una valigetta logora. Una caratterizzazione al limite della caricatura ma che nell’ironia e nelle umane imperfezioni di John Turturro risplende.

The Night Of - 3

I reietti diventano protagonisti

Stone vivacchia grazie alle soffiate dei poliziotti, incassa qualche dollaro con criminali di mezza tacca e prostitute, fino a quando incontra Nas e capisce che potrebbe essere il caso della svolta. Non sono poi così diversi Nas e Stone: entrambi, per motivi diversi, sono due reietti della società.

Per Turturro, attore di culto dei Coen, è una brillante apparizione televisiva: loo ringraziamo perché di meglio non poteva fare. Quando, con sguardo assonato osserva Nas interrogandosi sulla sua innocenza e se a lui importi o no,  non possiamo fare a meno di chiedercelo con lui. Con buona pace di tutte le nostre certezze iniziali.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.