Sicario - CineFatti

Sicario (Denis Villeneuve, 2015)

Sicario e la brutalità dello stato.

Fue el estado. Il grido del popolo messicano, la rabbia per la scomparsa di 43 studenti il 26 Settembre 2014. Uno solo fu ritrovato, col volto scuoiato e gli occhi strappati via. La crudeltà dei cartelli messicani è pari solo alla corruzione dei propri ufficiali e delle istituzioni, brutalità che hanno attratto il cinema statunitense con la propria cattiveria e a causa dell’immediata vicinanza. Sicario del canadese Denis Villeneuve è un titolo definitivo sulla materia.

Missioni senza nome e colore

Kate Macer (Emily Blunt) è un ufficiale della squadra anti-sequestri della FBI, nel pieno di una missione per recuperare delle persone tenute in ostaggio da Manuel Diaz, un boss della malavita messicana.

Un fallimento, con due morti tra i propri agenti e la scoperta di un’immensa tomba tra le mura in cartongesso di una casa nella provincia di Phoenix. Un caso abbastanza clamoroso da attrarre le attenzioni di Matt Graver (Josh Brolin) che l’ingaggia per operazioni più “efficaci”.

Il mistero di Sicario è grande quanto il suo titolo: per chi lavori Matt non è mai chiaro, ancor meno chi sia il suo “segugio”, Alejandro (Benicio Del Toro), da cui Kate dovrebbe prendere ordini insieme al suo collega e amico Reggie (Daniel Kuluuya).

Scopo della nuova missione: trovare il boss di Manuel Diaz, uno dei più potenti signori della droga del Messico, e farlo sparire. Qui Sicario porta una vera novità nel genere: non esiste una linea di separazione tra buoni e cattivi.

L’antenato cinematografico

Dietro lo splendore fotografico del geniale Roger Deakins – per Villeneuve già diede il massimo in Prisoners – si nasconde alla luce del giorno la violazione costante delle leggi, l’abbandono del protocollo e la distruzione dei limiti, siano essi legali o parte dei diritti umani.

Sicario prende a piene mani dalla Bigelow e il suo politicamente schierato Zero Dark Thirty, con la differenza di esporsi nettamente contro entrambe le parti rappresentate, in particolar modo l’agenzia USA.

Violenza fisica o psicologica?

Commette l’errore di mostrare l’efficacia della tortura, commette l’errore di non esser ancor più esplicito di quanto avrebbe potuto essere, Sicario aveva la possibilità di sferzare un duro colpo nel fianco degli Stati Uniti, i cui combattenti della lotta al narco-traffico possono essere tanto crudeli quanto i loro stessi nemici.

Ma non lo è, Sicario sceglie la strada concettuale alla grafica e in un certo senso gli fa onore: da un punto di vista artistico e perché può diventare un apripista.

Il potenziale per gli Oscar c’è e non fa altro che confermare un trend, nell’anno in cui Netflix esce con la serie Narcos e un documentario come Cartel Land mostra la verità delle lotte in Messico.

Il cast è spaventosamente fantastico, la fragilità e tenacia della Blunt sono palpabili come la tensione delle incredibili scene d’azione, mentre Del Toro canalizza in sé tutto il Bardem di Non è un paese per vecchi.

Ciliegina sulla torta la colonna sonora da batticuore di Jóhann Jóhannsson.

Di Sicario se ne parlerà a lungo ed è giusto che sia così.

Fausto Vernazzani


Voto: 4/5

2 pensieri su “Sicario (Denis Villeneuve, 2015)

  1. kate e Maya sono quasi sorelle separate dalla nascita. Simboli di forza e fragilità, di come l’ossessione per il lavoro nel caso di Maya e la perseveranza a rimaner fedeli a un ideale di legge, le porti però a perdersi e a non trovare una soluzione armoniosa alle loro esistenze Potremmo azzardare che rappresentano l’altra america, una vecchia america di regole e diritti, ma forse potremmo scoprire che quella è l’immagine fabbricata per noi europei. L’America ha bisogno di codeste due donne per darsi un alibi, più sottile nel capolavoro della Bigelow, esplicito in Sicario, allorquando Matt informa la donna che lei li segue solo per dar una parvenza di legalità.
    Ma possiamo esser legali contro i sadici torturatori delle mafie? O il male si combatte con un male ancora più terribile?Si, si, condanniamo giustamente Matt e company, ma non avvertiamo anche un brivido di piacere per l’implacabile e feroce condanna a morte che portano a gente terribile, non umana?
    Sicario, e in questo comunque cade ogni paragone con Zero,ci chiede solo questo.
    Io non so cosa rispondere

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    1. Le differenze tra Kate e Maya però sono evidenti: innanzitutto perché Maya accetta di oltrepassare i limiti per raggiungere il suo obiettivo, per lei il fine giustifica i mezzi, nel caso di Kate invece non è così. Fino all’ultimo lotta per il rispetto delle leggi. Purtroppo la mia considerazione per Zero Dark Thirty è molto bassa, un film tecnicamente discreto, ma dalla propaganda molto forte, dimostrata ormai con tonnellate di documenti che collegano la Bigelow e Boal alla CIA. Il caso di Sicario non lo definirei esplicito, ma diretto: Villeneuve si esprime nettamente contro, paragona il bene al male e il male al bene, qualunque sia la sua provenienza. Messico, Colombia, Stati Uniti d’America. Per questo a mio parere Sicario è un film superiore, almeno sul piano politico e umano, ma anche sul tecnico e artistico, per quanto mi riguarda, non ci sono paragoni. Riguardo a quella domanda, la risposta è già stata data, esistono pubblicazioni che dimostrano l’inefficacia di metodi violenti. Indi per cui non c’è bisogno di porsela: è già stato detto che non funzionano :)

      -Faust

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