Consigli Letterari: 10 Registi consigliano libri

Trasposizioni storiche e non si trasformano in consigli letterari da registi acclamati – di Fausto Vernazzani.

Spesso e volentieri alle interviste il povero Stephen King deve sempre sentirsi chiedere cosa ne pensa dello Shining di Stanley Kubrick. Non c’è verso che il giornalismo culturale smetta di importunarlo con una domanda a cui ha dato una risposta la bellezza di trent’anni fa. Il rapporto tra cinema e libri non è mai stato diverso da una coppia di divorziati costretti ad avere a che fare l’uno con l’altro, talvolta rispettandosi e, sotto sotto, amandosi ancora, in altri casi invece odio dichiarato e guerra aperta fino alla fine dei tempi. King decise di organizzare un nuovo adattamento, nettamente inferiore al lavoro di Kubrick. Stanis?aw Lem non ha mai nascosto di preferire il Solaris di Steven Soderbergh al capolavoro filosofico-fantascientifico del leggendario Andreij Tarkovskij.

Ci sono momenti in cui, invece, cinema e letteratura vanno di pari passo e la settima arte prospera solo grazie al potere dei libri su cui il regista/sceneggiatore (un connubio quasi sempre reale in questi casi) si è formato nella sua infanzia e/o adolescenza. Registi da cui bisognerebbe andare per accettare dei consigli letterari, perché la voglia di trarre un film dai loro romanzi preferiti è nata dal rispetto per l’opera cartacea e non solo da un mero interesse verso la trama di base o qualche spunto grafico accattivante. Kubrick non considerava Shining un libro di valore, così come Paul Verhoeven ha sempre disprezzato Fanteria dello spazio di Robert A. Heinlen, da cui uscì fuori uno dei film d’azione di fantascienza più apprezzati di sempre: Starship Troopers. Eccoci dunque con una lista di dieci personaggi del cinema e i loro suggerimenti.

Akira Kurosawa è un regista non solo importante per il cinema giapponese, sappiamo tutti quanto la sua opera ha ispirato centinaia e centinaia di autori del suo tempo e del nostro. A sua volta fu influenzato da grandi personaggi della letteratura mondiale, a partire da William Shakespeare di cui realizzò due adattamenti, oggi ancora considerati tra i migliori mai prodotti, Il trono di sangue e Ran, rispettivamente il Macbeth e Re Lear. Ma più di tutti furono i classici della Russia a dar vita ad alcuni dei suoi grandi capolavori: Vivere è La morte di Ivan Il’ic di Lev Tolstòj, L’idiota e Barbarossa (Umiliati e offesi)sono entrambi tratti dai romanzi di Fëdor Dostoevskij, I bassifondi sono invece opera di Maksim Gor’kij mentre Dersu Uzala è un adattamento dell’omonimo romanzo di Vladimir Asen’ev. Se siete interessati ai russi, allora Kurosawa ha sicuramente qualche suggerimento da darvi.

Akira Kurosawa in Consigli Letterari

Guillermo Del Toro è senza dubbio l’uomo da cui andare se avete necessità di farvi una cultura sulla letteratura del sovrannaturale. In realtà non ha mai adattato direttamente un romanzo, se non i fumetti di Mike Mignola, Hellboy, né si può considerare la futura The Strain un lavoro derivato essendo la serie di libri scritta da lui e Chuck Hogan. Eppure le fonti letterarie trasudano da ogni fotogramma, H.P. Lovecraft è alla base di tutto, ma non manca l’eco di Edgar Allan Poe, per non parlare di Algernon Blackwood, del Frankenstein di Mary Shelley, le fiabe nere di Arthur Machen e le opere di fantasmi di Charles Dickens e Arthur Conan Doyle. La letteratura gotica è il suo forte e le storie di fantasmi anche. Impossibile non trovare un suo film che non abbia almeno un riferimento o un’ombra dei suoi antichi maestri. Considerare Del Toro un illetterato autore di film commerciali è quanto di più sbagliato ci possa essere.

Kenneth Branagh avrà scelto la via del blockbuster in questi ultimi anni, ma se entrerà nella storia del cinema è per la sua grande devozione al teatro elisabettiano – come ogni inglese che si rispetti -, adattando numerosi spettacoli teatrali scritti da William Shakespeare. L’epico Hamlet è il primo che ci viene in mente pensando a Branagh, ma non è da meno lo stupendo Enrico V ed è più che piacevole lasciarsi andare alle Pene d’amor perdute, Come vi piace e Molto rumore per nulla. In qualche caso non ha disdegnato cambiar tono, passando ad Harold Pinter brevemente con Sleuth e a Mary Shelley con il suo Frankenstein, ad oggi la versione cinematografica più fedele del capolavoro dell’orrore. Dimenticare il suo adattamento da Tom Clancy e la sua incursione nel mondo Marvel sarà facile se rimaniamo ad ascoltare Il flauto magico di Wolfgang Amadeus Mozart. Il teatro lo ha saputo portare al cinema per il pubblico come nessun altro nel panorama contemporaneo.

Kenneth Branagh in Consigli Letterari

James Franco risponde al bisogno di una freschezza, un approccio giovanile e allo stesso tempo ragionato sulla letteratura americana. Sin da quando ha iniziato la sua carriera da regista non ha mancato di mettere in risalto i suoi studi letterari all’università che gli hanno guadagnato una bella laurea e i mezzi critici per affrontare adattamenti quasi impossibili. Il successo commerciale non gli ha sorriso nella sua versione registica, ma proprio di recente abbiamo avuto modo di vedere Mentre morivo, fedelissimo adattamento del capolavoro di William Faulkner, a cui tornerà con L’urlo e il furore, ma nel frattempo ha già dedicato le sue doti a Cormac McCarthy e a Child of God, opera presentata al festival di Venezia senza causare grossi dispiaceri. Se volete approfondire la vostra conoscenza della letteratura statunitense allora sappiate che Franco dispensa consigli a destra e manca sul web. Consigli  letterari eccellenti.

David Lean è sinonimo di epico. Lunghissime le sue pellicole, i produttori devono aver pianto ad ogni bobina di girato per quanto saranno costati loro i suoi film, capolavori senza tempo. La sua carriera partì con George Bernard Shaw e Il maggiore Barbara e proseguì legata al drammaturgo Noël Coward con cui collaborò fianco a fianco prima di arrivare a Charles Dickens con Grandi speranze e Le avventure di Oliver Twist. La Bibbia forse non è una lettura da comodino, ma La più grande storia mai raccontata è un film da vedere, dopo essersi seduti con in mano il DVD di Lawrence d’Arabia, ovvero I sette pilastri della saggezza di Thomas E. Lawrence, de Il dottor Zivago, omonimo dell’originale di Boris Pasternak, e del bellissimo e snobbato Passaggio in India di Edward M. Foster. Poi potrebbe capitarvi di fischiettare il motivetto de Il ponte sul fiume Kwai, preso in prestito da Pierre Boulle.

David Lean in Consigli Letterari

Con Luchino Visconti non te l’aspetti, ma Il postino suona sempre due volte (James M. Cain) anche con lui in Ossessione, una delle opere che definì il genere neo-realista. Prese in prestito anche I Malavoglia di Giovanni Verga per il meraviglioso La terra trema e con sommo dispiacere per Tinto Brass adattò anche il malizioso Senso di Camillo Boito prima di cedere anche lui a Le notti bianche di Dostoevskij. I grandi capolavori arrivarono poi con Rocco e i suoi fratelli, ispirato da Giovanni Testori e dal suo Il ponte della Ghisolfa e, soprattutto, con Il Gattopardo, uno dei massimi capolavori della storia del cinema di un certo Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Proseguì la carriera tra Lo straniero di Albert Camus e L’innocente di Gabriele D’Annunzio. Se siete stanchi degli italiani contemporanei, seguite il consiglio di Luchino.

Luchino Visconti in Consigli Letterari

David Cronenberg è un maestro dell’adattamento. Basti pensare a Il pasto nudo, un capolavoro che non solo adatta il romanzo di William S. Burroughs, ma anche la vita dello stesso scrittore. Dopo anni di soggetti originali che hanno segnato la nascita del genere per cui è divenuto famoso, il body-horror, è passato al lato oscuro con Stephen King e La zona morta, non certo il migliore, ma con Crash, meraviglia letteraria di James. G. Ballard e Spider di Patrick McGrath. Perché non segnarsi anche titoli meno noti da cui ha realizzato dei veri e propri capolavori, come Inseparabili e A History of Violence, rispettivamente di Bari Wood e Jack Geasland e il graphic-novel di John Wagner e Vince Locke. Magari preferite qualcosa di più moderno ed allora Cosmopolis di Don DeLillo fa al caso vostro, a meno che non siate appassionati di Jung e Freud e allora Un metodo pericoloso di John Kerr è perfetto.

David Cronenberg in Consigli Letterari

John Carpenter condivide in questo campo delle similitudini con Cronenberg e Del Toro. Una carriera nata sulla base delle proprie idee poi divisasi tra originalità e adattamenti non sempre diretti realizzati con l’aiuto di grandi classici della fantascienza e dell’orrore. Si potrebbe partire con i suoi due remake, La cosa (di Howard Hawks il precedente), nato dalla penna di John W. Campbell, e Villaggio dei dannati (Wolf Rilla nel 1960), ovvero I figli dell’invasione di John Wyndham. Ma non finisce qui e Stephen King torna ancora una volta grazie a Christine – La macchina infernale, mentre la letteratura pulp prende piede con Essi vivono, Ray Nelson e Alle otto del mattino, Avventure di un uomo invisibile, H.F. Saint e Ricordi di un uomo invisibile, e Vampires, John Steakley e Vampire$. Su tutti vince però il capolavoro Il seme della follia, uno dei pochissimi film ad aver saputo dare un’immagine agli orrori di H.P. Lovecraft, senza però prendere direttamente spunto dalle sue pagine.

Conclude Ken Russell, un regista inglese fuori dagli schemi scomparso solo pochi anni fa. Non è famoso per grandi adattamenti, se non forse Tommy, l’opera rock dei Who divenuta cult sia per le splendide musiche che per il film, ma non è impresa facile dimenticare I diavoli, tratto da I diavoli di Loudun dello scrittore Aldous Huxley. Prima di arrivare al suo grande classico passò per D. H. Lawrence e Donne in amore, il cui prequel diresse venti anni dopo, The Rainbow e per non lasciare la sua visione a digiuno di letteratura “oscura” scelse anche Bram Stoker per il suo La tana del serpente bianco e Oscar Wilde per L’ultima Salomè. Il resto è vita romanzata, da Liszt a Mahler, da Valentino a Tchaikovskij e la storia di una notte buia e tempestosa, le lunghe ore che videro una sfida tra scrittori far emergere l’ormai pluri-citata Mary Shelley. Insomma, se non avete letto Frankenstein è venuto il momento di farlo.

Ken Russell in Consigli Letterari

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