The Lego Movie - CineFatti

The Lego Movie (Phil Lord & Christopher Miller, 2014)

di Francesca Fichera.

Alcuni film sono fatti per realizzare i sogni. Film come The Lego Movie, che avverano quel desiderio un po’ pazzesco – ma così splendidamente assurdo e infantile – di diventare così piccoli da riuscire a entrare in una casa tutta fabbricata in Lego, per guardare il mondo enorme da un minuscolo e bellissimo oblò di plastica. In The Lego Movie, però, di fatto non rimpicciolisce nessuno: di quella tanto agognata mutazione è restituita solo l’iperbole di uno sguardo che, fra travelling e zoom impossibili, penetra nei sogni costruiti dall’infanzia per arrivare al cuore di un problema molto più grande, vicino agli adulti tutti e, in particolare, a quelli di questi anni.

Emmett è un omino qualunque che fa un lavoro qualunque: l’operaio. Il suo compito è seguire ed eseguire le istruzioni in giganteschi cantieri di demolizione, dove “tutte le cose strane vengono fatte saltare in aria”. Una delle tante regole di un mondo dove la regola è d’obbligo: il regno di Lord Business – un nome, un programma -, comandato da programmi in tv volgari e ripetitivi, caffè costosissimi, routine e omologazione. Vi sembra di notare qualche somiglianza con la realtà? Se sì, avete appena scoperto uno dei motivi per cui The Lego Movie è da considerarsi un film geniale e niente affatto scontato – certo, anche un’operazione commerciale, ma detta e realizzata così bene da acquisire naturalmente tutto un altro senso.

Listigazione al buonumore è, forse, ciò che sta a monte non solo dei sorrisetti dipinti sulle faccine gialle dei Lego, ma di tutto un modo di vivere atto a provocare distrazione. Non si tratta di #gomblotto, bensì di un tipo di verità perfettamente riscontrabile nel quotidiano. Eliminare la polemica, non nel senso di ‘vocazione’ fine a se stessa ma in quello, ben più calzante, di visione critica, è una forma di neo-fascismo che fa tutt’uno con il sistema di mercato, e che da quest’ultimo viene alimentata di continuo. Phil Lord Christopher Miller sfruttano la preesistente placidità dei pupazzetti Lego per rappresentare al meglio questo aspetto, aggiungendovi il fondamentale contributo dell’ironia: ecco perché, oltre a essere a tutti gli effetti un tormentone, la canzoncina È meraviglioso (Everything Is Awesome) ha tutti crismi del colpo di genio.

E su questo tenore The Lego Movie prosegue, doppiando (e superando) il successo del precedente Piovono polpette, e dimostrando ancora una volta come un’idea unica e originale, per di più realizzata con estrema cura, difficilmente non dia origine a qualcosa di grandioso. Anche se rivolto per la maggior parte a un target di nerd e di nostalgici, il nuovo film di Lord e Miller evita di fossilizzarsi troppo sul meccanismo delle citazioni – sebbene [SPOILER] non trascuri di accontentare tutti i fan di Star Wars con un cammeo plastificato di Han Solo e Lando [fine SPOILER] – e preferisce dare sfogo ad una fantasia autonoma e delirante, che fa il paio con le illimitate possibilità offerte dal micro-universo giocattolo della Lego. Esilarante e scanzonato, The Lego Movie è un lungometraggio che mostra, diverte, racconta e insegna, strafacendo in produzione ma non a conti fatti: la sua ‘morale’ di favola contemporanea è proposta in sordina, viaggia sul filo concettuale di Cloud Atlas – quello dell’oceano costituito da tante gocce – e dell’importanza del singolo – perché Emmett non diventa speciale, lo è sempre stato – per propagarsi definitivamente in un ‘meta-finale’ che ammicca a La storia infinita. Come a dire: la sola regola cui bisogna tener fede è l’immaginazione, la forza delle idee. È quella il mattoncino alla base del nostro mondo, senza il quale tutto crolla, e non c’è colla che tenga.

2 pensieri su “The Lego Movie (Phil Lord & Christopher Miller, 2014)

    1. E fai bene! Naturalmente le trashate/nerdate non mancano, come avrai intuito da recensioni e clip in anteprima, ma c’è un bel discorso sotto che trovo attualissimo e, cosa pregevole, reso in maniera affatto retorica. Poi, quando l’avrai visto, dicci cosa ne pensi! :)

      – Fran

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