Insidious 2 (James Wan, 2013)

Avevamo lasciato Josh (Patrick Wilson) e sua moglie Renai (Rose Byrne), pessima compositrice in menopausa precoce, all’ultimo, devastante viaggio astrale da cui era uscito bene il figlio Dalton e male la versione femminile di Alan Rickman. Ora, in Insidious 2, Renai è tornata a vivere con il marito nonostante questo sia il primo indiziato dell’omicidio di Elise, nell’ennesima casa – tanti soldi quante sono le maledizioni, evidentemente – con una carta da parati che, da sola, basterebbe ad evocare Satana in persona. Per quest’anno non cambiare: stesso arredamento votato allo squallore supremo, stessa scala di legno cigolante, stesso ambiente (in tal caso, una lavanderia) da “viaggio al centro della terra”. In aggiunta, un girello per bambini dalle proprietà musicali demoniache, su cui tutti rischiano di spaccarsi un femore e manco lo spostano. E poi, naturalmente, le simpatiche apparizioni dall’altrove, tornate più cariche (e manesche, pure) di prima.
E Patrick Wilson che ha sbagliato fondotinta.

James Wan doppia così il discreto successo del primo Insidious: bambole e tricicli, culle e cavalli a dondolo, nei suoi film non mancano, e neanche stavolta smettono di dondolare e muoversi da soli. E non sono gli unici luoghi comuni del genere con cui il regista di The Conjuring e Saw ha deciso di giocare: ci sono anche i tour notturni in luoghi bui e abbandonati, fatti da gruppi di persone che arrivati al momento di cacarsi addosso (giustamente?) si separano; i lampadari che cadono; la musica che si alza tutt’a un tratto spingendo a ripetute invocazioni di Pataturco e soci.

Al solito, comunque, Wan tende bene il filo della tensione, cominciando a rilasciarlo, poco a poco, dopo i primi tre quarti d’ora di girato: è allora che è giusto lasciarsi andare alle imprecazioni in serie, non senza aprire un occhio (e anche due, perché il terrore non eccede) sulle numerose e riuscite citazioni horror – Shining su tutte – di cui il malaysiano sembra ormai essere cultore. E i rimandi sono pure interni: basti pensare al divertente cammeo del regista – fotografato su un desktop insieme con Specs e Tucker, i due nerd cacciatori di fantasmi – o anche alla sola presenza dell’attore Leigh Whannell, fra i protagonisti di Saw.
Un intrattenimento minore contro un significato più profondo: questo sembrano rappresentare Insidious 2 e i suoi mirabili incastri temporali, resi (in maniera purtroppo tutt’altro che egregia) attraverso una regia singhiozzante, che moltiplica i punti di vista così tanto da frammentarli. Rifiutandosi, fra le altre cose, di chiudere il discorso – o, per meglio dire, chiudendolo con il più tipico degli elementi appartenenti al genere: il finale aperto. A bocca aperta.

Francesca Fichera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.