Solo Dio perdona - CineFatti

Solo Dio perdona (Nicolas Winding Refn, 2013)

Solo Dio perdona, il Refn che è piaciuto a Jodorowsky.

Grande giorno è stato il 16 Dicembre alla Casa del Cinema di Villa Borghese dove, alla presenza del produttore Fulvio Lucisano e dei registi Nicolas Winding Refn e Alejandro Jodorowsky, si è celebrata l’uscita in blu-ray del dittico refniano Drive/Solo Dio perdona. La giornata è consistita nella visione delle due pellicole su un maxischermo con un audio spaventoso – in senso positivo – e una conferenza in cui i due si sono prodigati in un autentico spettacolo di cabaret con grande sorpresa di tutti, o almeno di chi li vedeva dal vivo per la prima volta.

Avendo parlato già di Drive su CineFatti, ora è l’ora di dire qualcosa anche di Solo Dio perdona, presente nella selezione ufficiale dello scorso Festival di Cannes. Refn ha dedicato il film al cineasta cileno ed è forse per questo che si nota una maggiore vena di autorialità rispetto al passato. Per lo stesso motivo però Solo Dio perdona manca d’anima: la trama è solo un pretesto per mostrare una serie di scene che possono essere considerate tranquillamente dei cortometraggi più o meno in linea con lo svolgimento della storia.

Dal punto di vista tecnico la pellicola di fatto è uno spettacolo visivo, un vero orgasmo per tutti gli appassionati di fotografia grazie al lavoro superbo di Larry Smith che abbonda con il rosso, a riprova dell’enorme quantità di violenza presente, marchio di fabbrica del pensiero refniano. Oltre alla fotografia, la protagonista assoluta di Solo Dio comanda è la colonna sonora di Cliff Martinez, vero e proprio personaggio attivo in qualsiasi scena. Ma saranno tanti i punti in cui lo spettatore perderà il filo del discorso e non  pochi i buchi di sceneggiatura.

La storia di Solo Dio perdona è ambientata a Bangkok: Julian (Ryan Gosling) gestisce un club di boxe thailandese per coprire i suoi traffici di droga. Anche la madre di Julian (Kristin Scott Thomas) è a capo di una grande organizzazione criminale statunitense e va a Bangkok appena saputo della morte del figlio Billy (Tom Burke) per recuperarne le ceneri. La madre vuole vendetta, ma Julian troverà sulla sua strada Chang (Vithaya Pansringarm) un poliziotto molto amato ma soprattutto molto furbo e violento.

Alla sua seconda collaborazione con Refn, Ryan Gosling sembra una copia del protagonista di Drive; le similitudini tra i due personaggi sono palesi. Refn, sotto consiglio di Jodorowsky, ha dichiarato che non lo chiamerà per un prossimo film e Jodorowsky ha replicato con una frase significativa: Di Refn ce n’è uno, di Gosling ce ne sono tanti. Per la serie: il troppo stroppia – e io mi sento di dire di essere d’accordo.

Chi conquista per la sua vena di pazzia e per la sua bravura recitativa invece è Vithaya Pansringrarm che, con il suo volto magnetico, ipnotizza lo spettatore e lo porta spesso a sobbalzare sulla sedia. Molto apprezzabile anche la sensualità di Kristin Scott Thomas.

Grandi complimenti pure all’addetto agli effetti sonori Kristian Eidnes Andersen, autore di un capolavoro di realismo. In Solo Dio perdona le scene Fuck Yeah sono ancora più numerose che in Drive, per la gioia degli appassionati che godranno soprattutto durante un momento tra Chang e la madre di Julian.

Ma, escludendo la quasi perfezione tecnica della confezione di Solo Dio perdona, c’è poco altro e quando arrivano i titoli di coda si rimane con l’amaro in bocca. Allora un pensiero affiora alla mente: Refn non è di certo ancora pronto per un film alla Jodorowsky, nonostante quest’ultimo abbia preferito (ovviamente?) Solo Dio perdona a Drive.

See You Soon.

Roberto Manuel Palo

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