Blade II - CineFatti

Blade II (Guillermo Del Toro, 2002)

Blade II, Wesley Snipes l’ammazzavampiri torna con Del Toro.

Guillermo Del Toro, dopo l’esperienza americana di Mimic del 1997, fu chiamato a dirigere Blade II nel tentativo di cercare di eguagliare l’enorme successo avuto dal predecessore, la storia di un ammazzavampiri mezzo umano e mezzo succhiasangue a causa di un morso ricevuto dalla madre prima di partorirlo, interpretato da Wesley Snipes e nato dalla matita di Mary Wolfman e Gene Colan per la Marvel.

Blade torna all’opera al fianco del fido Whistler/Kris Kristofferson e Scud/Norman Reedus e deve contrastare una nuova minaccia: dei vampiri mutanti che attaccano anche la loro controparte “normale”.

A causa di ciò il vampiro capo Damaskinos/Thomas Kretschmann) propone una tregua a Blade cercando un’alleanza che permetterebbe di contrastare questa nuova schiera di creature della notte. Per riuscirci Blade viene invitato a lavorare con un gruppo di vampiri chiamati Bloodpack.

Tra i vari componenti dei Bloodpack c’è anche la figlia di Damaskinos, Nyssa/Leonor Varela e un Donnie Yen in trasferta americana nel ruolo di Snowman.

Del Toro conosce benissimo i meccanismi dei film del genere, dove i dialoghi non sono sempre il punto forte della confezione e in Blade II, gioca tutto sul dinamismo, l’azione frenetica e lo splatter cercando di non scendere troppo nel ridicolo, a tratti senza riuscirci.

In questo viene aiutato molto dagli ottimi effetti speciali e dalla fotografia di Gabriel Beristain che rende Praga, la location del film, ancor più cupa e misteriosa di quanto sia in realtà.

Per quanto possa sembrare strano da dire per pellicole simili, in Blade II la recitazione – a parte Snipes che non si riesce a non odiare – è ottima, grazie al cast stellare composto da attori come  i succitati Kristofferson e Yen – al quale basta la sola presenza per innalzare una pellicola ad alti livelli – e Ron Perlman.

È chiaro che Blade II ha molte soluzioni forzate: nel primo episodio Whistler era morto e il modo in cui lo si fa resuscitare nel successivo capitolo rasenta il ridicolo – guardare per credere.

Visto l’enorme successo della scena in discoteca di Blade era normale che venisse riproposta anche qui; niente di particolarmente originale dunque, a parte il vampiro mutante che denota la grande creatività di Del Toro. Vampiri che in futuro daranno l’ispirazione per i Crawlers di The Descent e, allo stesso tempo, sono stati ispirati dal Nosferatu di Herzog e Kinski.

Blade II è adatto per una serata all’insegna del divertimento con amici, birra e popcorn o per chi ama gli horror a basso tasso di orrore e ad altissimo tasso di gore. Se amate script elaborati o horror spaventosi, scappate a gambe levate.

Va preso e visto per quello che è: 110 minuti in cui bisogna spegnere il cervello e perdersi nelle sue innumerevoli e spettacolari scene d’azione. Ogni tanto ci vuole anche questo.

Roberto Manuel Palo

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