Dead Snow (Tommy Wirkola, 2009)

Dead Snow è la commedia horror che ci piace

Sin dalla prima scena, dove una spaventata Sara (Ane Dahl Torp) viene inseguita da alcune ombre non ben definite al ritmo dolce ma incalzante di Edvard Grieg e della sua In the Hall of the Mountain King, è possibile rendersi conto dello spirito del progetto low budget di Tommy Wirkola: una commedia horror/splatter col solo intento di far passare novanta minuti in completa assenza di neuroni.

Wirkola in seguito ce lo fa capire ancora più chiaramente, facendo indossare al ciccione nerd esperto di cinema la maglia di Braindead, indimenticabile capolavoro demenziale di Peter Jackson.

Sono tantissime le sottili citazioni ad altre pellicole, come quando Vegard (Lasse Valdal) prova ad accendere una torcia nella grotta e il procedimento riproduce la famosa “sequenza delle dosi” in Requiem for a Dream. Oppure c’è la motosega di Ash da La casa, il finale di Carrie e tante altre piccolissime cose che un appassionato di cinema riuscirà sicuramente a captare.

La trama

Dead Snow segue un gruppo di ragazzi che per le vacanze pasquali si reca in una baita sperduta nelle montagne con la voglia di divertirsi e di non pensare a null’altro.

Nella baita scoprono una scatola contenente enormi tesori, che qualcun altro sta cercando: dei soldati nazisti, vissuti durante la Seconda Guerra Mondiale, non propriamente umani e pronti a massacrare chiunque si frapponga tra loro e il contenuto dello scrigno.

Beata consapevolezza

I cliché dei film horror ci sono tutti, dalla casa isolata fra i monti ai personaggi stereotipati, ma lo stesso Wirkola ne è consapevole. Non a caso all’appassionato di cinema Erlend (Jeppe Laursen) viene fatta pronunciare questa domanda: “Quanti film iniziano con un gruppo di amici che partono per un viaggio senza ricezione telefonica?”

In questo modo Wirkola riesce a gestire un plot non originale senza sbagliare e con l’aggiunta di un’apprezzatissima autoironia che risulta più che funzionale al tono parodistico del suo slasher zombesco.

Sorprendente è anche il fatto che i vari protagonisti non compiano quasi mai azioni stupide (come di solito succede negli horror) portandoci addirittura a pensare:”Anche io avrei fatto così”.

Bad Taste

Non manca neppure il cattivo gusto, come dimostra la scena quasi Tromesca dove Erlend, che ha appena finito di fare i suoi bisogni nel bagno esterno, si ritrova Kris (Jenny Skavlan) sulle parti basse senza capire da dove sia spuntato; per non parlare delle scene alla Happy Tree Friends con intestini usati come corde e facce ricucite con ami da pesca. Tante piccole trovate efficaci che, in molte occasioni, suscitano il sorriso.

Ma questo modesto horror norvegese non è solo risate: non mancano infatti momenti di tensione sostenuti dalla regia e dalla fotografia di Matthew Weston, che oltre a restituire benissimo l’atmosfera rende anche l’idea di una visuale alla Predator da parte degli zombi.

Ci è simpatico?

Il make-up dei mostri, curato da Per Steinar Hoftun, Shino Kotani e Steinar Kaarstein, è più che buono anche se in alcuni casi hanno una faccia quasi troppo simpatica.

Nonostante non manchino difetti, come qualche traballamento di camera qua, e là e non sia un film che faccia gridare al capolavoro come Shaun Of the Dead, Dead Snow è una horror comedy interessante e godibile che raggiunge il suo obiettivo dichiarato sin dal primo frame.

See You Soon.

Roberto Manuel Palo

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