Ichi the Killer (Takashi Miike, 2001)

di Roberto Manuel Palo.

Ichi è un ragazzo complessato, timido, adorabile, ma ha un piccolo problemino: va nelle case dei “cattivi” a farli a pezzetti con le Converse affilate.

Un boss della malavita, Anjo, viene brutalmente assassinato e l’assassino non lascia alcuna traccia. Kakihara, suo vice, è convinto che Anjo sia ancora vivo e abbia inscenato l’assassinio per portarsi via soldi e donne e, tramite torture, Kakihara cerca informazioni da chiunque gli si pari davanti. Queste torture non sono accettate dalla yakuza che espelle la gang di Kakihara dal Sindacato della Yakuza di Shinjuku. Kakihara scopre l’esistenza di Ichi, un killer spietato e sadico al 100%. Essendo un masochista al 100%, Kakihara è ossessionato dalla ricerca di colui che, probabilmente, saprà dargli quel dolore tale da procurargli l’estremo piacere.

Una prova attoriale e registica magistrale per una pellicola non per tutti gli stomaci. Tutto lo splatter presente nella pellicola non è gratuito e fine a se stesso. Gli amanti dei film sulla Yakuza e del thriller devono assolutamente vedere questo film.

Tadanobu Asano è Kakihara, protagonista del film che ruba la scena a Ichi (Nao Omori) anche nella locandina del film.

Un’altra grande prova viene offerta da Shinya Tsukamoto, regista di Tetsuo che interpreta Jijii, un personaggio molto importante ai fini del racconto essendo colui che plagia la mente di Ichi. Infatti Ichi viene preso in adozione da Jijii che lo utilizza per consumare la sua vendetta nei confronti della Yakuza di Shinjuku, rea di averlo emarginato e tolto dal giro. Inventando un episodio secondo cui, al liceo, Ichi venne preso in giro da vari ragazzi e una ragazza corse in suo soccorso subendo uno stupro, Jijii chiede a Ichi di uccidere tutti i “cattivi”, tutti quelli simili a quei ragazzi che hanno stuprato la ragazza davanti ai suoi occhi. Ovviamente gli obiettivi sono tutti i membri della Yakuza, compreso Kakihara, “il più cattivo”.

Questo film è un film sull’amore, un amore diverso. Kakihara ama chiunque sappia infliggergli tanto dolore, uomo o donna che sia e rimane sempre deluso da ciò che trova. Solo Anjo sapeva dargli le emozioni orgasmiche provocate dall’immenso dolore. Ed è per questo che, alla notizia della sua scomparsa, si prodiga in un’ossessiva ricerca del capo che culmina nelle torture a chiunque possa sapere qualcosa di Anjo. Ma anche nel torturare, Kakihara rimane deluso. Perchè la tortura prima o poi finisce. I “partner” di tortura muoiono o vengono liberati per “mancanza di prove” lasciandolo insoddisfatto. Kakihara masochista al 100%, Ichi sadico al 100%. Quale partner potrebbe essere più ideale per raggiungere appieno la concezione di amore di Kakihara. Il dolore assoluto per arrivare al piacere estremo, la Poesia.

Ichi ha un’erezione solo nella visione della violenza. Sono gli stupri, le uccisioni, le deformazioni provocate dalla violenza sul corpo femminile a farlo godere. Ichi era inerte dinanzi alla violenza sessuale subita dalla ragazza nell’episodio che gli inculca nella mente Jijii, ma in cuor suo voleva partecipare anche lui alla violenza. Emblematico quando, durante la visita di Karen, Ichi ha un erezione immaginando la ragazza durante lo stupro.

Il film è tratto dal manga omonimo di Hideo Yamamoto e, in certi punti,  ha qualche cosa anche di Death Note.

See you soon!

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