127 Ore (Danny Boyle, 2010)

di Fausto Vernazzani.

Per noi è solo il titolo di un film, per Aron Ralston furono un incubo: 127 ore è  il tempo in cui rimase intrappolato dentro un canyon. La trama del film di Danny Boyle, seguito al suo enorme successo globale con The Millionaire, finisce qui, non c’è nient’altro da spiegare, tutto ruota attorno al one man show di James Franco, un buon attore che di strada ne sta facendo e il qui presente biopic lo spingerà di sicuro ancor più in alto, dove si spera per lui non ci sarà un burrone come per il personaggio da lui interpretato.

Ovviamente qual è l’elemento più importante quando si parla di un film in cui un unico attore deve reggere tutto sulle proprie spalle? Trovargli qualcuno con cui parlare, altrimenti la pellicola tende ad annoiare, e neanche poco, ammettiamolo senza problemi, e se Will Smith parlava con il cane (Io sono Leggenda), Sam Rockwell col robot Gertie (Moon) e Ryan Reynolds con una manica di incompetenti burocrati (Buried), Franco parla con se stesso mentre si riprende con la sua videocamera. Abitudine da megalomane quella di fotografarsi e registrarsi che gli è valsa la possibilità di salvare almeno la sua sanità mentale, quando rimase incastrato nel Blue Canyon con un braccio schiacciato da un masso contro una parete rocciosa.

Verrebbe spontaneo preoccuparsi per il protagonista, ma per come Danny Boyle ci presenta Ralston a inizio film, non si tratta di una persona per cui fare il tifo, bensì di un ragazzo egocentrico e troppo preso da sé, quasi uno direbbe che meritava una punizione. Una punizione per un carattere non esemplare forse troppo grande e col passare dei minuti per noi e delle 127 ore per lui, Danny Boyle costruisce a tavolino i presupposti per dare adito al pubblico di cambiare il proprio atteggiamento nei suoi confronti. La speranza che qualcuno arrivi e lo tiri fuori, ma l’unico gesto che potrà salvarlo sarà una scena da lasciarvi a bocca aperta, il motivo, l’unico a dir la verità, per cui devono aver pensato fosse una buona idea trarre un film dalla storia di Ralston.

Per quanto 127 ore non sia affatto un brutto film, appare esagerato il chiasso che lo ha accompagnato fino alla notte degli Oscar nonostante Danny Boyle abbia fatto un discreto lavoro, ma dovendo scegliere tra un film ben sceneggiato riguardante un uomo bloccato da qualche parte, era più opportuno votare per Rodrigo Cortés e il suo claustrofobico Buried. Lì la sceneggiatura crea dei giochi divertenti, preoccupanti, stimolanti fino a trasmetterti fisicamente la sensazione di essere chiuso nella bara con il protagonista, molto grazie all’inventiva di un regista in condizioni spaventose e limitanti. Il caso di 127 ore è diverso: un cliché apprezzato dagli statunitensi, una classica storia di redenzione con tanto di morale allegata sul finale.

Non c’è però bisogno di cedere alla severità, 127 ore intrattiene a modo suo e James Franco si cala alla perfezione nei panni di un personaggio affogato nell’egocentrismo – forse perché lui stesso non è lontano dall’identificarsi in una personalità simile -, restituendo un’interpretazione veritiera dal primo all’ultimo minuto. Peccato per Boyle (e Franco stesso) che non ci fossero reali occasioni per rendere la vicenda visivamente ancor più avvincente. Diciamo che a conti fatti riusciamo a farci bastare la bellezza degli scenari, fotografati come vere e proprie cartoline, parte di un tutt’uno perfetto per una serata. Passata la singola visione, 127 ore può anche rimanere a vita sullo scaffale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.