The Secret of Kells (Tomm Moore, Nora Twomey, 2009)

Il secreto dei Kells svela il meraviglioso cuore d’Irlanda

Di solito l’Irlanda vive nella nostra esperience sommersa da stereotipi non sempre sensati. A giudicare dalla rappresentazione che ne fa il cinema, appena atterrati a Dublino dovremmo assistere a flash mob di ballerini con bombette verdi cantare Lannigan’s Ball ubriachi fradici.

Stranamente, per quanto il cinema lo ignori, la cultura irlandese è talmente amata che praticamente mezzo mondo ha un trischele tatuato sulla schiena e un albero celtico con radici là dove non batte il sole. Proprio in virtù di un tanto pavoneggiato affetto, l’animato The Secret of Kells è una visione obbligatoria.

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Mentre attori dell’isola di smeraldo come Michael Fassbender canticchiano saltellando (vedi Jonah Hex, anzi, meglio se non lo fate), altri come Brendan Gleeson danno la voce a personaggi d’un film che probabilmente nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere arrivare agli Oscar con una nomination come Miglior Film d’Animazione nel 2010.

Un traguardo la sola candidatura per un film non realizzato negli o con gli USA e non diretto da Hayao Miyazaki e compagnia cantante.

Il libro di Iona

I registi di The Secret of Kells sono Tomm Moore e Nora Twomey, dal background modesto, ma che meriteranno di essere ricordati per sempre per questo loro meraviglioso capolavoro in due dimensioni, vecchio stile.

La storia ha luogo nel IX secolo, Brendan/Evan McGuire è il nipote dell’’abate Cellach/Gleeson dell’’abazia di Kells, area dove il terrore dell’’invasione sassone è palpabile, spaventati dall’idea di esser rasi al suolo come gran parte del nord della Gran Bretagna. Se da un lato Cellach dimentica l’importanza della cultura, Brendan e gli altri illuminati continuano a riconoscere l’’importanza dei testi scritti, raccontando persino la leggenda del libro di Iona, secondo cui le sue pagine sarebbero capaci di portare la luce nell’oscurità.

Giunge così nella terrorizzata Kells, fratello Aidan/Mick Lally, monaco il cui dovere è proprio quello di proteggere il libro di Iona e sceglierà Brendan come suo apprendista per la futura stesura del libro di Kells. Per imparare Brendan dovrà conoscere tanto la triste realtà del mondo, quanto la vita che va al di là di essa, ed entrare nel mito grazie alla sua spiritica amica Aisling/Christen Mooney.

Lo stupore costante

Vi capiterà raramente di vedere un film con disegni belli come in The Secret of Kells. Un pezzo di storia di un paese dalla grande cultura a cui la cristianità dei protagonisti deve moltissimo, rappresentato con quadri magnifici e capaci di convogliare in ogni singola scultura bidimensionale la forza narrativa che fa da letto al fiume di colori.

Tanti i riferimenti mitologici e culturali, lo stesso spirito Aisling prende il nome da un genere lirico che si diceva ispirato dalle muse, e infatti l’’amica di Brendan lo guida nella sua esplorazione del mondo ed è grazie alla sua conoscenza, tanto quanto agli insegnamenti di fratello Aidan (realmente esistito e oggi ricordato come Sant’’Aidan di Lindisfarne) che comincerà a lasciare la sua firma sul libro di Iona, poi di Kells.

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Libro conservato oggi a Dublino, considerato uno dei più grandi tesori d’Irlanda. C’’è poi il gatto Pangur Bán, nome di un antico poema dello stesso secolo dell’ambientazione e il mostro Crom Cruach il cui occhio sarebbe poi un oggetto posseduto dall’’iniziatore del Libro, l’’occhio di Collum Cille o anche San Columba di Iona. Potremmo andare avanti a lungo, ma non riusciremmo a dirvi quanto The Secret of Kells meriti.

Adatto tanto a bambini quanto agli adulti, Twomey e Moore raccontano con uno stile quasi fumettistisco che giunge al cuore di chiunque abbia occhi e orecchie ben aperti. Film come The Secret of Kells mettono in atto il più grande pregio dell’animazione cinematografica, la possibilità di creare qualsiasi cosa, dar libero sfogo all’’immaginazione. Di oggi e di ieri, come dimostra (ancora) The Secret of Kells.

Si può correre senza mai fermarsi a dover tenere conto della realtà, senza il bisogno di ricercare il realismo nelle forme. Guardare più film d’animazione, guardarne di ogni genere – non solo per famiglie – aiuta ad allargare gli orizzonti.

[Questa recensione era in origine la terza parte di uno speciale dedicato a 10 film d’animazione non Disney da non perdere assolutamente. Cliccando sui link potrete accedere alla prima e alla seconda parte con gli altri nove titoli suggeriti.]

Fausto Vernazzani

Voto: 5/5

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