The Host - CineFatti

The Host (Bong Joon-ho, 2006)

The Host, una commedia mostruosa.

Era legittimo aspettarsi da un regista preciso come Bong Joon-Ho un monster movie rispettoso della curiosità degli spettatori. Da dove viene il mostro? Domanda accompagnata spesso da risposte pigre o inesistenti, a favore di un mistero talvolta insensato. The Host non è Godzilla (1998, ovvio), non è l’ennesima storia di eroi, i protagonisti sono la faccia qualsiasi della Sud Corea, della capitale Seoul.

Chi semina tempesta…

Hie-bong (Byeon Hie-bong) non può sfoggiare la sua progenie con chissà quale orgoglio, ma è un padre normale che ha cresciuto i suoi tre figli con affetto, quello sincero. Sono Gang-du (Song Kang-ho), al chiosco sulla riva del fiume Han col padre, Nam-il (Park Hae-il), giovane laureato disoccupato e alcolizzato, e la campionessa di tiro con l’’arco Nam-joo (Bae Doona) maledetta da un’eccessiva lentezza.

In fondo a questa sgangherata famiglia c’’è la piccola Hyun-seo (Go Ah-sung), figlia dello stupido Gang-du, una sorta di stella in un branco di disperati, l’unico vero motivo di gioia a tenerli ancora uniti nonostante le loro evidenti difficoltà.

Proprio lei sparirà, catturata da un enorme mostro anfibio uscito dalle acque sporche dell’Han, seminando terrore sulla riva. Ma nessuno si arrende, danno tutti un contributo alla ricerca, con la speranza di trovarla viva e lontana dalla bestia.

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Satira e parodia

Un film fuori dagli schemi con una finestra aperta su questi ultimi, The Host è una parodia, un’osservazione e al contempo una critica ai cliché dei monster movie introdotti da molti scadenti kolossal statunitensi.

Bon Joon-Ho li usa prima di tutto per rivoltare il dramma come un calzino, lo smorza prima e lo aumenta dopo, poi come sfottò agli Stati Uniti. The Host non conosce freni quando si tratta di prendere in giro o puntare il dito contro gli USA.

Invece del classico la colpa è soltanto nostra da film americano, prima sparano e poi le scuse, Bong Joon-Ho senza peli sulla lingua se la prende con gli Stati Uniti. Infatti è un disinteressato scienziato statunitense a ordinare a un suo assistente locale di scaricare agenti chimici velenosi nel fiume, l’unico combattimento eroico si in un ridicolo siparietto per un coraggioso turista americano.

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La famiglia prima di tutto

Al di là di questa nota di colore il tema principale è la famiglia, non conta quanto uno sia incapace come Gang-du, pigro come Nam-il, oppure tardo come Nam-joo, a essere importante è il legame che li porta a sacrificarsi andando oltre i propri doveri.

Straordinaria l’’alchimia creatasi tra i vari attori, alcuni dei quali avevano già diviso la scena in altri film, come Song Kang-ho e Park Hie-bong nello stupefacente Memories of Murder, e sempre Song con Doona Bae in Mr. Vendetta di Park Chan-Wook.

Ma è la regia di Bong Joon-ho e l’’originalità con cui ha deciso di parlare di famiglia a stupire. In egual modo ha offerto divertimento e riflessione in un film che è una commistione di generi semplicemente unica e probabilmente irripetibile.

Fausto Vernazzani

Voto: 4/5

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