L'Apprendista Stregone (Jon Turteltaub, 2010)

di Fausto Vernazzani.

Come potevate immaginare anche senza il nostro aiuto, L’apprendista Stregone non brilla affatto di originalità. L’unica scena veramente apprezzabile è esattamente quella ripresa dall’episodio di Fantasia a cui il film prodotto anch’esso dalla Disney è ispirato, in cui Topolino fa un inguacchio invece di pulire lo studio del suo Maestro.

La storia parla di una secolare battaglia tra merliniani e morghiani, ovvero i seguaci di Mago Merlino e della Fata Morgana che combattono gli uni per proteggere l’umanità, i secondi per risvegliare tutti i maghi cattivi e uccidere chiunque senza un perché. Tra i buoni ci sono i 3 apprendisti di Merlino: Veronica (Monica Bellucci), Balthazar (Nicolas Cage) e Horvath (Alfred Molina). Destino vuole che Horvath tradisce e Merlino viene accoppato, Veronica succhia l’anima alla Fata Morgana per salvare il mondo e Balthazar la nasconde in una Matriosca, e pure Horvath, il tutto in attesa di trovare il sommo merliniano, ovvero l’unico capace di sconfiggere la Fata Morgana.

Dopo tanti secoli il sommo merliniano si scopre essere uno sfigato deficiente di New York – mai nella 167 a Napoli – Dave Stutler (Jay Baruchel), innamorato della biondina Becky (Teresa Palmer). Ma ecco che invece di scoprire se lei lo vuole limonare o no, trova Balthazar intento a combattere Horvath a causa della deficienza di Dave, ma ecco che i due stregoni spariscono e tutti pensano che il bambino sia pazzo quando racconta di aver visto un uomo fatto di scarafaggi e un altro con un parrucchino semplicemente orribile. E bla bla bla la vita di Dave cambierà dopo essere stato preso per pazzo ma poi dovrà salvare il mondo e togliere gli slip a Becky.

Qualcuno potrebbe anche dire che non ci si può aspettare chissà che cosa da Jerry Bruckheimer (il regista Jon Turteltaub è più una marionetta) e dalle sue produzioni, ma diciamocelo con franchezza, per quanto siano grezzi e tamarri i suoi film, bene o male sono guardabili, divertenti e c’è spesso Cage da prendere per i fondelli. In questo caso il divertimento dato dal suo essere trappano è totalmente assente tanta è la carenza di impegno messa dagli sceneggiatori nella creazione dello script, dei personaggi e di tutto il resto.

Il film scorre fluido come un fiume che si schianta contro una diga, è solo una serie di eventi messi uno di fila all’altro, costruiti con una tale logica matematica da non lasciare alcuna sorpresa in serbo per il pubblico. Non c’è suspense, non c’è neanche chissà quale divertimento nei combattimenti stessi, né originalità negli incantesimi o nella scelta dei nomi dei maghi. La povera Abigail Williams per aver fatto un po’ di ‘chiasso’ a Salem nel 1692 è stata marchiata morte natural durante al ruolo di strega cattiva per il mondo del cinema.

Gli unici personaggi ad avere un minimo spessore sono i villain, Molina e il suo tirapiedi Toby Kebbell. Il protagonista Jay Baruchel? Penso che ci dimenticheremo di lui in poco tempo. E penso che ci si dimenticherà anche del film in molto poco tempo.

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