The Good Doctor - CineFatti

The Good Doctor, un tenero medical

Non originalità, ma astuzia per il nuovo medical della ABC

È stata la sorpresa dell’estate. E questo malgrado l’assenza di originalità. The Good Doctor, fenomeno degli ascolti estivi di Rai Uno, è infatti tratto da una serie sudcoreana, Good Doctor, che ha per protagonista un giovane chirurgo pediatrico affetto da autismo.

L’artefice del successo dell’adattamento americano – record di ascolti sul network USA ABC, prima di approdare sulla tv generalista italiana – è un volto noto del piccolo schermo, l’attore coreano Daniel Dae Kim, qui nella nuove vesti di produttore.

Visualizza immagine di origine

È stata proprio del protagonista di Hawaii Five-O l’idea di esportare la serie coreana negli Usa, dopo averne acquistato i diritti. Peccato però che inizialmente nessuno sembrasse vedere il potenziale (e le astuzie) di quello che poteva essere scambiato per il solito medical drama. Almeno fino all’entrata in squadra del veterano David Shore che insieme a Daniel ha rimesso mano all’idea rifiutata dalla CBS e ottenuto l’interesse della ABC.

E il botto negli ascolti.

Il medical di Casa

David Shore vi dice qualcosa? Probabilmente sì, se anche voi amate i medical drama. È il creatore di Dr. House – Medical Division che dal 2004 al 2012 ha donato fama e successo a Hugh Laurie alias il disincantato e misantropo dr. Gregory House.

In effetti non è difficile individuare in The Good Doctor il contributo dello showrunner canadese, soprattutto nel modo di tratteggiare il protagonista Shaun Murphy (Freddie Highmore, il giovane Norman Bates in Bates Motel).

House e Murphy condividono un talento cristallino nell’azzeccare le diagnosi più difficili – il secondo, aiutato dalle visioni tridimensionali degli organi interni e dei vasi sanguigni che gli ruotano davanti agli occhi -, la schiettezza brutale nel trattare i pazienti e nel relazionarsi con i colleghi. La mancanza di empatia di House è legata ai tratti spigolosi del carattere, quella del giovane chirurgo Shaun Murphy all’autismo.

A questo punto è impossibile non chiedersi se nel mondo reale, una direzione sanitaria accetterebbe di far muovere in corsia un medico che, senza giri di parole, annuncia al paziente che di lì a poco morirà.

Ma c’è pur sempre da dire che di finzione stiamo parlando e che quello interpretato dall’attore britannico è un personaggio che non può e non vuole essere rappresentativo di tutte le persone autistiche. Ovviamente, perché lo spettro dell’autismo è molto ampio e qui viene mostrato, anche per comprensibili motivi di spettacolarizzazione, quello legato alla sindrome del Savant che controbilancia le difficoltà relazionali e sociali legate all’autismo con doti eccelse, nel caso di Shaun competenze geniali e una folgorante memoria fotografica.

Visualizza immagine di origine

In alto con Freddie

Poi siamo pur sempre in una serie americana e il protagonista è sì un diverso, ma di aspetto piacevole, ispira tenerezza. Perfetto nel ruolo, difficile proprio perché non inesplorato dal grande e piccolo schermo, Highmore e il suo modo affilato e preciso di dare voce al timore del contatto fisico, all’incapacità di mentire.

È la sua prova, calibratissima, a fare la differenza e a far perdonare allo script l’ingenuità di alcuni passaggi, a partire dalla solita entrata in scena spettacolare con tanto di salvataggio di un paziente con strumenti di fortuna.

Succede nel primo episodio, quello che ci introduce al mondo di Shaun, e che ci aiuterà a capire il perché di quel bisturi di plastica stretto nelle sue mani nei momenti difficili. Lo osserviamo lasciarsi alle spalle la campagna e la comunità dove tutti lo conoscono per l’incognita della grande città, San Josè, e del nuovo lavoro nel team ospedaliero del finto burbero dottor Melendez (Nicholas Gonzales).

Naturalmente non sarà semplice e Shaun dovrà scontrarsi contro lo scetticismo del board e dei colleghi, che vedono l’autismo inconciliabile con la pratica medica.

È chiaro sin dal pilot che il giovane specializzando riuscirà a far ricredere tutti, anche grazie all’appoggio dell’amico di sempre Dr. Glassman (Richard Schiff) e al sostegno e alla comprensione della collega Claire (Antonia Thomas), specializzanda dall’animo limpido come i suoi occhi.

Visualizza immagine di origine

Tutto molto prevedibile anche se ben diretto, ma soprattutto ben recitato da Highmore. È praticamente impossibile non affezionarsi al suo Shaun e non chiedersi come proseguirà la sua carriera – dopo l’errore commesso in sala operatoria nel penultimo episodio della prima stagione – nella seconda stagione in cui è già stata annunciata l’uscita di scena dell’idealista Dr. Kalu (Chuku Modu) e l’ingresso di Lisa Edelstein (già Lisa Caddy in Dr. House) nei panni dell’oncologa chiamata al San José St. Bonaventure Hospital per operare il cancro al cervello di Glassman.

Francesca Paciulli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.