Star Wars: Gli ultimi Jedi - CineFatti

Star Wars: Gli ultimi Jedi e l’alba Disney

Gli ultimi Jedi e le prime novità nel nuovo Star Wars.

Nella fabbrica dei sogni l’incubo peggiore è il fan incazzato. Immagino l’eccitazione alla Disney quando riuscirono a mettere le mani su Star Wars, così come posso sentire il terrore nei loro occhi al pensiero di essere sterminati da un’orda di fan incontentabili. Col senno di poi, Star Wars: Il risveglio della forza era la sola risposta.

Negarono, poi arrivò l’inevitabile ammissione di Abrams: l’episodio VII era in effetti una nuova mano di pittura sullo scheletro di Una nuova speranza. La Disney poteva prendere solo due strade, portare nei cinema il fan recitando il motivo di “Montone, pecora, agnello” di Babe oppure riportarlo a casa convincendolo di essere altrove.

Inutile dirlo, funzionò, anche se alla Disney speravano tanto di superare Avatar, segnare un nuovo record di incassi internazionale. Dovettero accontentarsi del domestico. Noi, però, non fummo affatto convinti dall’operazione, che oggi con Rian Johnson alla regia, con talentuosi produttori alle spalle, inizia a mostrare il futuro della saga.

Il Sole sorge dal tramonto

Chiamarle citazioni è un eufemismo, anche Star Wars: Gli ultimi Jedi riprende delle scene pari pari dalla trilogia cosiddetta originale, ma stavolta Johnson lo spettatore non lo tratta come un cane pastore farebbe con le sue pecore, piuttosto, come fece quel maiale coraggioso, parla con lui in uno Star Wars che è quasi un videogioco.

Come il maestro Troll Mark Hamill ci ha divertito coi suoi giochi di parole, fingendo grandi anticipazioni sui chiacchieratissimi sviluppi dell’episodio VIII, Gli ultimi Jedi presenta personaggi insinuando dubbi sulla loro integrità, nasconde momenti chiave nelle relazioni tra i personaggi in dialoghi ermetici o in lingue incomprensibili.

Gamification, al cinema

Solo Chewbacca sa che relazione esiste tra Rey e Finn, solo Kylo Ren e Rey possono sapere nel dettaglio… e non ve lo posso dire, ma è, come tante altre cose, una parte della storia su cui i fan hanno speculato sino a farsi crescere i capelli bianchi. Al pubblico piace discutere, piace immaginare che strada percorrerà Star Wars.

È gamefication, se vogliamo dirla tutta, e quando la Disney col proprio genio produttivo interrompe la catena di sequenze fatte di puro fanservice le soddisfazioni non mancano. Gli ultimi Jedi prende finalmente una nuova piega, insiste con cliché e variazioni sul tema per tagliare di netto col passato (letteralmente) e passare il testimone.

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La Disney onnisciente

Persino la regia ne guadagna, dopo ben 90 minuti, che pochi non sono e pesano sul giudizio complessivo dell’opera, Gli ultimi Jedi si spezza e apre al campo totale dopo un’infinità di primi e primissimi piani (curiosi di sapere cosa c’è nel naso di Adam Driver? Ora lo saprete), spesso coloratissimi e pieni di rimandi simbolici.

Il sale scioglie le nevi di Hoth, il rosso nasconde il segreto che sconvolgerà sul finale. Bisogna ammetterlo, Rian Johnson e la Disney non hanno programmato una singola inquadratura senza pensare al merchandise (porg!) o agli effetti che avrebbero avuto sui fan e i comuni spettatori. Una simile cura è in effetti un gesto niente male.

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Se nel MCU la Disney non si sforza nel far partecipare lo spettatore se non con rimandi ai fumetti e scene post-credits, con lo Star Wars Universe lavora diversamente. Del resto la Marvel, per quanto famosa, non è paragonabile alla pervasività del mito di Guerre Stellari. È un gioco in cui volenti o nolenti possiamo partecipare praticamente tutti.

La staffetta alla regia

Se come noi siete stati delusi da Il risveglio della forza e piacevolmente impressionati da Rogue One: A Star Wars Story, forse forse anche voi potrete essere un po’ più felici ora che la Disney ha finalmente svelato le carte. Sempre che mantengano l’andazzo, al prossimo giro tornerà J.J. Abrams e potrebbe ripetere il suo episodio VII.

Chiudo qui, con due considerazioni più specifiche. Amo Mark Hamill, ed è la prima. La seconda: quella scena da superman… non si poteva guardare, concedetemelo. Non dimenticate di farci sapere la vostra opinione.
Star Wars è discussione.

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Fausto Vernazzani

Voto: 3.5/5

5 pensieri su “Star Wars: Gli ultimi Jedi e l’alba Disney

  1. Incontentabili è la parola chiave, secondo me; a suo tempo, i fan integralisti odiarono la trilogia prequel tanto quanto adesso i film di gestione Disney, per cui la loro è un’opinione che ascolto solo distrattamente dandogli il peso che merita. Io credo che Star Wars sia riuscito a crearsi un mito che va ben al di là del valore effettivo dei film, di cui sono sempre stato un fan piuttosto tiepido: al contrario dell’opinione mainstream ho adorato i prequel e mi ha soddisfatto Episodio VII (anche perché non è che mi aspettassi granché, per cui…).
    Adesso sono molto curioso di vedere questo capitolo!

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    1. Io non so se definirmi un fan, sono cresciuto ANCHE con i film di Star Wars e entrai in sala nei primi 2000 contentissimo dell’arrivo di una nuova trilogia. Non fui tanto felice una volta conclusa, il III mi piace, ma non eccessivamente, è la portata drammatica del personaggio a colpirmi più dell’intera struttura narrativa con cui è stato portato avanti. Il VII non mi è piaciuto, per le stesse ragioni che mi hanno fatto sbuffare davanti a Jurassic World, è fanservice fatto per rientrare nel canone amato da tutti senza correre troppi rischi. Il parallelo tra SWVII e JW lo faccio anche perché siamo in un’altra epoca rispetto agli originali e ai prequel e va tenuto in conto, è un’era di grandi blockbuster con un pubblico immenso, molto più preparato dei precedenti, con un desiderio intenso di partecipare. Secondo me questo VIII sa collocarsi, meglio del VII, nella sua epoca, come fecero in effetti negli anni Settanta/Ottanta. Si parlava di temi importanti comunque, il parallelo col Vietnam viene tirato in ballo troppo poco, così come anche una sorta di deriva ecologista nel VI; adesso col VIII vediamo il superamento dei dogmi, del passato e anche un bel ritocco a tanti temi classici della saga, tutti presentati nel finale. Merita, è un film molto interessante su diversi aspetti. È probabile che se lo lascio crescere con calma dentro di me lo apprezzerò anche più di quanto faccio già oggi ;) pur rimanendo abbastanza colpito dalla bruttezza di certe scene.

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  2. Sono d’accordo con quanto hai scritto e ti rimando se ti va alla recensione che ho postato stamattina. Solo due appunti alla tua recensione, che per il resto sottoscrivo. Hamill lo adoro anch’io, ma secondo me poteva fare di più, anche se c’è da dire che come attore non è una cima, dunque da quel che può. Quanto all’episodio 7 è stato veramente un ponte generazionale, un film che ancor di più alla luce di questo episodio viii rivela la sua funzione transitoria.

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    1. Su Mark Hamill ho delle riserve, come attore non è mai stato grandioso, anche se in tarda età si è saputo riprendere (dai un occhio al suo Corvo in Sushi Girl), però come voice actor è sempre stato eccezionale. Il suo Joker è e resterà il mio preferito. Sul VII non ti do torto, è stato un ponte, ma secondo me un ponte troppo legato ai desideri dei fan e poco al futuro, cosa che invece riesce a fare Rian Johnson!

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      1. Sì concordo, del resto se è vero che già si parla di una nuova trilogia in studio, affidata alla penna di Rian Johnson, non poteva che adottare quell’impostazione (vedi epilogo col bambino)…

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