Leatherface - CineFatti

#VenerdìHorror: Leatherface (Alexandre Bustillo, Julien Maury, 2017)

Due francesi alla corte di Hollywood con il prequel di Leatherface.

Per la rubrica Venerdì Horror noi di CineFatti andiamo sempre sul consiglio sicuro. Lo è anche questa settimana, ma con una percentuale di rischio leggermente maggiore, visto che oggi parliamo dell’ennesimo prequel di Non aprite quella porta: Leatherface.

Film diretto dal duo Alexandre Bustillo e Julien Maury, autori di due capolavori della new wave horror francese che rispondono al nome di A L’interieur (2007) e Livide (2011) con l’inevitabile conseguenza di essere migrati a Hollywood.

Così come Alexandre Aja, chiamato a Hollywood dopo Haute Tension per girare il più che buono remake de Le colline hanno gli occhi, anche il duo francese dà conferma del grande talento di cui dispone con Leatherface – la speranza è che non si perda in questo tipo di produzioni come è accaduto ad Aja.

Staccare il cervello, metaforicamente e letteralmente

Sappiamo tutti che, quando ci si approccia a uno slasher movie, siamo alla ricerca di determinate caratteristiche che non sono la trama, il ragionamento o i colpi di scena, ma sangue, un cattivo all’altezza e originalità nelle morti, oltre che una certa dose di belle presenze che fanno cose. In Leatherface si soddisfano le prime due e odieremo profondamente l’infermiera dell’istituto Gorma.

L’arco narrativo della storia racconta le origini di uno dei villain più famosi del cinema e si incentra soprattutto sulla sua fuga dall’ospedale psichiatrico adolescenziale Gorma in compagnia di quattro detenuti e, appunto, dell’infermiera Lizzie, loro ostaggio. Una delle scene più belle del film è quella iniziale, ambientata nel 1955 con un Leatherface ancora bambino che sta festeggiando il compleanno con la sua famiglia di squilibrati, tra cui mamma Verna, una grandissima Lili Taylor.

Bustillo/Maury 25:17

Le caratteristiche registiche del duo Bustillo/Maury che fanno delle scene disturbanti e morbose il loro marchio di fabbrica, si vede tutto soprattutto nelle scene violente, dove scorre sangue a fiotti e non c’è vergogna a mostrare tutto nei minimi dettagli e con crudezza.

Particolare goduria (per gli appassionati del gore, ovviamente) darà la scena alla locanda in stile Pulp Fiction con finale decisamente poco timorato.

Tra i difetti della pellicola si può segnalare una certa lentezza nelle parti dialogate o dove non ci sono uccisioni, fortunatamente molto poche, e il personaggio di Lizzie che, come detto poco sopra, è odioso all’inverosimile.

Date una possibilità a questo film al cinema, io ne consiglierei anche l’acquisto del DVD o Blu Ray perché i contenuti speciali potrebbero regalare parecchie soddisfazioni, soprattutto nell’ambito Scene Tagliate.

Roberto Manuel Palo

Voto: 3/5

4 pensieri su “#VenerdìHorror: Leatherface (Alexandre Bustillo, Julien Maury, 2017)

    1. Questo #VenerdìHorror era un rischio proprio per la motivazione che hai scritto, chi non ama queste operazioni, può anche leggere che un film è l’opera del secolo, probabilmente non lo andrebbe a vedere comunque :). Però ti consiglio almeno una visione, magari in Home-Video o almeno su eventuale passaggio televisivo alle tre di notte :)

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      1. Adoro l’idea del “venerdì horror” dai tempi del mitico Zio Tibia di Italia1, se penso al venerdì è comunque all’horror che va il mio cuore. Però questi infiniti prequel-reboot-remake e via dicendo hanno davvero intossicato. Se capita lo vedo, per il mio blog vedo film che nessun essere umano dovrebbe vedere, ma dubito che lo cercherò di mia volontà :-P
        Invece mi intriga l’altro film che citi dei due autori, quello del 2011: quello mi manca e devo rimediare…

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  1. Paradossalmente, con questa recensione, sono riuscito a suscitare più interesse per le due opere precedenti di Bustillo-Maury che per il film recensito :). Non sei il solo che ha chiesto informazioni su Livide. Io son contento ugualmente perché sono due registi che vanno scoperti, quindi se ho destato curiosità, va benissimo :). Rimedia al più presto, anzi, ti dirò di più, fammi sapere se ne farai una recensione, sarei molto curioso di avere una tua opinione :)

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