David Lynch

Dialoghi sul cinema – I misteri di David Lynch

David Lynch: il mistero, la paura, il sogno.

25 anni dopo le fronde degli alberi di Twin Peaks sono tornate a circondarci. E l’emozione è così tanta che le nostre parole sembrano sciuparla o non bastare. Così chiamiamo in aiuto il suo autore, quel David Lynch che, quasi in concomitanza con il debutto della terza stagione della serie, ha annunciato il proprio ritiro dall’industria cinematografica.

Per questo estratto dal volume Perdersi è meraviglioso. Interviste sul cinema, recentemente riedito da minimum fax, dobbiamo ringraziare innanzitutto il sito minima&moralia che ha selezionato la conversazione fra Lynch e Kristine McKenna prendendola dalla prima edizione del libro.

Tutto il resto va e appartiene a lui, sovrano dei gufi, dei boschi oscuri e delle visioni e dei segreti che vi abitano e a cui solo i geni e gli artisti come David sanno dare voce.


Amo ciò che riguarda l’infanzia perché quando si è bambini il mondo è così ricco di mistero. Persino una cosa semplice come un albero è inspiegabile. Lo vedi da lontano e sembra piccolo, e invece man mano che ti avvicini pare che cresca – da bambino non riesci ad afferrare le regole. Noi crediamo di capirle quando diventiamo adulti, ma ciò che sperimentiamo in realtà è un restringersi dell’immaginazione.

Come spieghi il fatto di aver mantenuto una comprensione tanto nitida della prospettiva di un bambino?

Credo di aver subito molto l’influsso del mistero, da piccolo. Allora trovavo il mondo totalmente affascinante, era come un sogno. Si dice che chi crede di aver avuto un’infanzia felice in realtà stia reprimendo qualcosa, ma io credo di averla avuta davvero. Ovviamente avevo le solite paure, come quella di andare a scuola – sapevo che lì c’era qualche problema. Ma anche tutti gli altri sembravano percepirlo, per cui le mie paure erano abbastanza normali.

Usi le parole mistero e paura: qual è il collegamento tra le due?

Là dove c’è mistero c’è sempre la paura dell’ignoto. È possibile raggiungere una condizione in cui ci si rende conto della verità della vita e la paura svanisce, e molti hanno raggiunto questo stato, ma quasi nessuno di loro si trova sulla terra. Probabilmente sono in pochi.

Francesca Fichera

L’immagine in evidenza è di Beppe Conti, tutti i diritti sono riservati al suo autore.

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