FEFF19: arriva lo scoop!

…ed è che finora i coreani del Far East Film Festival (almeno quelli che abbiamo visto) sono la selezione peggiore fra tutte. E non siamo i soli a pensarlo, a giudicare da ciò che si dice tra una fila e l’altra.

Vetriolo a parte, c’è anche un titolo (per fortuna bello) che intendiamo segnalarvi e un altro che ha qualcosa da dire… cantando.

Scoop, il City Hunter dei paparazzi

Una sagoma degna del protagonista di un anime – duro fuori ma tenero di cuore, come da copione – affiancata dalla sua più ovvia controparte femminile – una ragazzina pura ma sveglia – ed ecco a voi Scoop!, fra le piccole grandi sorprese dell’ultimo FEFF.

L’impostazione fumettistica e vagamente cartoon è visibile dall’inizio alla fine, titoli di coda compresi, per cui qualsiasi ingenuità – inclusa la comunque troppo lunga scena d’amore romantico – si rivela funzionale all’intreccio e alla sua confezione.

Nel film di Hitoshi One che ha incantato la platea del festival udinese, oltre a un’equilibratissima compresenza di dramma e commedia – notevole il cambio di tono nel passaggio dalla seconda al primo – pulsa la vena di una lucida e non convenzionale riflessione sui limiti dell’etica professionale e sul ruolo della fotografia, da sempre a cavallo fra eros e thanatos.

Voto: 4/5

Una lunga canzone d’amore taiwanese

Presentato come il La La Land di Taipei, questo 52 Hz, I Love You sposta la frequenza per sintonizzarsi sui cuori dei suoi personaggi come su quelli degli spettatori. Spettatori che alla proiezione in sala non sono stati tutti esattamente fiduciosi nei confronti del musical di Wei Te-Sheng, al punto da abbandonare la poltrona poco dopo l’inizio del film.

Eppure la descrizione sul programma parlava chiaro e il lavoro del regista taiwanese non l’ha di certo tradita: le aspettative sono state soddisfatte e perfino superate, grazie a un’opera che offre un buon esempio di rilettura del genere da un punto di vista totalmente inedito ai nostri occhi occidentali.

Anche per questo non sono mancate stramberie e ingenuità, ma in un film cantato come questo è giusto che le parole siano importanti più del resto e le lyrics delle canzoni – oltre settanta minuti di musica! – hanno la meglio, non di rado sfiorando la poesia. Una commedia musicale dolce e leggera come un fiore di cioccolato. 

Voto: 3.5/5

Francesca Fichera

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