Your Name - CineFatti

Your Name. (Makoto Shinkai, 2016)

 Il tempo e l’amore secondo Makoto Shinkai: il ritorno con Your Name.

Dopo 5 centimetri al secondoMakoto Shinkai torna ad ammaliare il mondo con una nuova storia d’amore sospesa nel tempo: Your Name. Un successo globale capace di superare le vette raggiunte dal Miyazaki de La città incantata.

Ma c’è meno malinconia, stavolta, e più dolcezza: quella che lega Mitshua, giovane abitante di provincia, a Taki, un ragazzo di Tokyo. Il loro incontro avviene nei sogni. Letteralmente. I corpi e le vedute si scambiano. Mitshua poggia il suo sguardo sullo skyline della capitale, Taki su quello della piccola cittadina rurale di lei.

Sembra Ranma ma non è, anche se ne riproduce un po’ i toni da commedia, sparsi a ravvivare il racconto per tutta la sua durata. Al punto che bisogna pazientare perché Your Name. riveli la sua natura più intima di romance immersa in atmosfere di genere.

Cambio di prospettiva

Lo switch arriva a metà film, fra un intermezzo musicale e l’altro dei Radwinps, band giapponese scritturata da Shinkai per comporre la colonna sonora. Non a caso Your Name. ha tutti i pregi e difetti del videoclip, come una bella canzone ascoltata troppe volte. Il suo stile, ridondante e rutilante, coinvolge a tratti, assecondando il ritmo di una generale (ma forse necessaria) discontinuità.

Perché l’alternanza fra sguardi diversi va tradotta, secondo Shinkai, anche sul piano dell’atmosfera. E se è vero che in Your Name. persiste una certa leggerezza di fondo, dall’altra parte la storia assume contorni vagamente melodrammatici e, per come sono stati collocati al suo interno, non poco stridenti.

Ma, non c’è che dire, l’avventura di Taki e Mitshua porta con sé una ventata d’aria balsamica, che accontenta i più romantici e prova ad addolcire gli animi dei disillusi. Riuscendoci senza troppe difficoltà. Tutto sta nell’aspettare che Your Name. si prenda il suo tempo per dire ciò che ha da dire, e nel lasciarsi incantare dai suoi paesaggi visti in volo.

Il film, distribuito dalla Nexo Digital, è nelle sale italiane dal 23 al 25 gennaio 2017.

Francesca Fichera

10 pensieri su “Your Name. (Makoto Shinkai, 2016)

  1. Visto anch’io, l’animazione e la tematica trattata in questo film d’animazione le ho trovate ben fatte, tuttavia ci sono dei difetti: condivido anch’io che in molti frangenti il lungometraggio assume i tratti di un videoclip, ma quello che non ho molto gradito è la conclusione che secondo me non rispetta molto l’idea alla base di tutto il film, un finale migliore avrebbe giovato. :)

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    1. Ecco, il finale soprattutto, com’è successo a te, mi ha lasciata perplessa. Forse perché eccessivamente melenso e un po’ forzato rispetto non solo alla logica della storia, ma anche nel contesto della filmografia di Shinkai, solitamente caratterizzata da un’atmosfera malinconica e da un’amarezza di fondo con cui almeno la prima parte di Your Name sembrava coerente. E invece così non è stato. Per me rimane il minore dei lavori di Shinkai che ho visto, sotto anche al Giardino delle Parole (che si trova su Netflix e ritengo molto bello).

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      1. Grazie della risposta, il regista io non lo conoscevo, ho visto questo film incuriosito dalla recensione e dai trailer che mi é capitato di vedere. Il finale non mi é piaciuto proprio perché melenso a scapito di un film in cui dovrebbe prevalere la melancolia. Recupereró senza dubbio altri suoi film per un giudizio pieno sul regista. :-)

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  2. Appena visto 5 cm al secondo, molto bello, sia per animazione che per storia, nonostante io non sia un patito per i film romantici, questo mi é piaciuto molto. Grazie per avermelo consigliato :)

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  3. Rimasi incredibilmente colpito dalla breve recensione che avevi scritto per 5 centimetri al secondo, tanto che mi è sempre rimasta nel cuore e non potrò mai dimenticarla proprio come il film che tratta. Per questo, dopo aver visto your name al cinema ormai ben 5 mesi fa, mi sono subite venute in mente le tue parole di 4 anni fa, talmente limpide nel descrivere quel capolavoro da risultare inscalfibili. Ma che se le riusassi adesso per questo film che non ha quello per cui Shinkai era Shinkai, stonerebbero non poco. Infatti, in Your Name esiste ancora un confine definito tra il sogno ed il reale. Ed il sognare non è più vero del vivere, perchè vivere, adesso, non è soltanto andare avanti.

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    1. A parte il fatto che mi emoziona oltre ogni dire che la mia recensione ti sia rimasta in mente fino a questo punto e che conserverò il tuo commento allo stesso modo… :) Sì, Makoto Shinkai è cambiato. Inevitabilmente. Ed è bello il suo canto di speranza piovuto dal cielo di Your Name, ma allo stesso tempo suggerisce che sia stato scritto in maniera precipitosa, repentina. Tagliando con l’accetta là dove prima le cose sfumavano nell’aria e diventavano clima, atmosfera.
      Per questo 5 cm al secondo rimarrà il mio Shinkai del cuore… a meno che non ne arrivi un altro a smentirmi!

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      1. Si, è uno Shinkai approssimativo per certi versi, ma che forse ha capito come far fruttare le sue caratteristiche peculiari sull’altare della ribalta: grandi scenari ed ottima tensione narrativa. In fondo, 5 centimetri al secondo non può e non deve essere un blockbuster, per come è pensato, per come è strutturato ma anche solo per la sua essenza sfuggente. Per questo, ho paura che la mosca bianca sarà proprio il suo capolavoro, e non il film che più ha incassato. Un vero peccato. Spero che almeno tu continui a scrivere recensioni con questa prosa così evocativa e che tanto tocca le corde del mio cuore: qualcosa dall’esperienza vissuta con quel film dovrà pur rimanere!

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      2. Credo tu abbia centrato il punto. E, come si dice, va bene così: la perla di una carriera non deve necessariamente coincidere con il successo di pubblico.
        Per quanto riguarda le mie recensioni invece io e le mie guance rosse ti ringraziamo e speriamo di non deluderti in futuro :) Senz’altro a rileggerci!

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