The Bad Batch

The Bad Batch (Ana Lily Amirpour, 2016)

The Bad Batch, il western pop di Ama Lily Amirpour – di Victor Musetti.

Altra autrice promossa di grado quest’anno con l’ammissione in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dopo l’amatissimo A Girl Walks Home Alone at Night, Ana Lily Amirpour si gioca il tutto per tutto con The Bad Batch, una mega produzione in larga scala piena di star hollywoodiane.

Il film parte benissimo. Siamo in un futuro distopico nel deserto del Texas, in un’area di confino in cui vengono mandati i cosiddetti “lotti difettosi” (da cui il titolo del film). Arlen (Suki Waterhouse) è la tipica protagonista perfetta per farsi odiare. Bionda, con i suoi shorts rosa, la vediamo camminare in mezzo al deserto come se niente fosse. Sembra l’inizio di un film di exploitation Anni ’70.

Poi, in un attimo, la vediamo letteralmente fatta a pezzi in una scena cruentissima che distrugge tutte le aspettative che ci eravamo fatti nei primi minuti. Da quel momento il film ci immerge in un universo incredibilmente variegato e popolato da personaggi assurdi, come Jason Momoa, qui nel ruolo di macellaio e artista dal cuore sensibile.

Un traguardo sfiorato

Culturisti oliati in mezzo al deserto, cannibali, rave party all’insegna delle droghe sintetiche: Ana Lily Amirpour compie un’impresa folle nel mettere insieme l’estetica di un film come Mad Max con quella di Harmony Korine. Un’impresa rischiosissima e, purtroppo, riuscita solo in parte.

In The Bad Batch ci si diverte tanto, almeno nella prima metà del film, soprattutto grazie alla colonna sonora pop con cui a volte sembra quasi voler emulare Tarantino. Ma ad un certo punto, dopo aver allestito il proprio mondo e dovendo tirare le fila del discorso, la Amirpour fa esattamente lo stesso sbaglio compiuto in A Girl Walks Home Alone at Night: si arena, si perde, innamorata del bellissimo Jason Momoa ma incapace di farlo recitare degnamente.

Così The Bad Batch, credendo di poter diventare un western di attese e di silenzi, rovina tutto ciò che aveva costruito nella prima parte terminando in almeno mezzora di noia totale, con un finale agrodolce abbastanza insopportabile.

C’è da dire che il film ha comunque dei meriti enormi, se non altro per aver creato qualcosa di originale riciclando volti semi dimenticati come quelli di Keanu Reeves e Jim Carrey, entrambi protagonisti di alcune scene simpatiche. Ed è comunque un enorme passo avanti rispetto a A Girl Walks Home Alone at Night, ma resta in ogni caso il sapore in bocca di una mezza delusione. Promosso ma con riserva.

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