Gomorra La Serie 2 - CineFatti

Gomorra – La Serie 2: Dove nasce la morte

L’infinito inferno di Gomorra non lascia speranza di redenzione – di Fausto Vernazzani.

Siamo abituati alla tristezza e al vuoto lasciato da una stagione appena conclusasi. Gomorra – La Serie con la sua seconda stagione però ci ha lasciato col fiatone: è stata una corsa, una guerra valsa a Sky un aumento del 97% di telespettatori. Gli spoiler sono letteralmente usciti fuori dalle fottute pareti, persino membri del cast uscenti si sono prodigati con rapidità a dare il proprio saluto su Facebook, altri crudeli utenti hanno invece optato per la rapida diffusione degli eventi, con inviti a partecipare a funerali d’ogni tipo e qualità. Gomorra – La Serie, seconda stagione, l’abbiamo vista quasi 24 ore su 24.

Spoiler a parte ed effetto sorpresa defunto per ogni singolo episodio trasmesso il martedì sera, Gomorra ha confermato le nostre prime impressioni: “si è inferocita”, come scrivemmo, e a conclusione arrivata possiamo solo ripeterlo.

Iniziata con la morte e arrivata al traguardo con altra morte ancora, contrapposta a una vita appena arrivata che tale non è: se c’è una cosa che la serie ideata da Roberto Saviano ci dice, è che uomini e donne della camorra non vivono, sono esistenze in un processo infinito di sostituzione. La terra nostra inspira ed espira nuovi esseri umani da gettare nel mattatoio. Tutto ciò che toccano muore.

Così supera la crudeltà delle morti de Il trono di spade e di The Walking Dead, perché Gomorra non ha un singolo personaggio con cui empatizzare, ogni elemento di umanità svanisce non appena si è fagocitati dagli ingranaggi della criminalità organizzata.

Il territorio diventa protagonista di una visione meccanica da cui è impossibile sfuggire, dove lo stato non riesce a scalfire le futili lotte di potere tra padri e figli, vecchi amici e nuovi compagni di lotta. Non c’è lealtà, non c’è legame, alla fine nella Gomorra supervisionata da Stefano Sollima c’è solo terra bruciata. Non venite a dirci, perciò, che la serie pone questi personaggi come modelli.

Guardando a Gomorra 2 attraverso quest’ottica non ci stupisce il finale, o almeno non ci avrebbe stupito se gli spoiler non ci avessero aggredito non appena aperti gli occhi. La morte è dietro l’angolo per tutti e poco importa se siete protagonisti o co-protagonisti – tra cui talvolta sono spiccati Fortunato Cerlino e la new entry Patrizia/Cristiana Dell’Anna rispetto al sempre bravo Marco D’Amore.

Salvatore Esposito questa stagione è stato a guardare e da lui ci aspettiamo tantissimo nel terzo capitolo. Quando sarà non ne abbiamo idea, ci auguriamo i tempi di produzione si velocizzino, per non rimanere orfani altri due lunghi anni in attesa dei nuovi episodi.

Intanto, se cercate nuove serie da guardare per riempire il vuoto abbiamo qualche consiglio: il capolavoro seriale Penny Dreadful si sta avvicinando al suo finale di stagione, trasmesso semi-regolarmente su Netflix ogni lunedì mattina, perfetto per tutti gli amanti dell’horror; su Infinity invece dovete e potete regalarvi qualche ora di divertimento splatter spassionato con Ash vs Evil Dead, seguito della trilogia de La Casa di Sam Raimi; altrimenti, sulle stesse note di Gomorra possiamo deciderci a iniziare su Netflix la storia della gang Peaky Blinders, con tanto di costumi d’epoca primo-novecenteschi.

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