Blindspot - CineFatti

Blindspot: un corpo da leggere

Con Blindspot la Blacklist tatuata su Jaimie Alexander approda in Italia

Se una serie vanta dei buoni ascolti negli Stati Uniti possiamo essere certi che presto o tardi arriverà anche in Italia: è stato il caso della doppietta ABC – molto simili tra loro – Le regole del delitto perfetto e Quantico, cui si aggiunge la chiacchierata Blindspot, la novità autunnale della NBC.

Potremmo considerare gli otto mesi di distanza dall’inizio negli USA come un considerevole ritardo, ma ricordando i destini subiti da altre serie possiamo ritenerci assai fortunati.

Perché seguire Blindspot

Questo perché Blindspot è una serie degna di essere seguita. Tutto ha inizio a Times Square con un allarme bomba, qualcuno ha lasciato nel bel mezzo della piazza un borsone senza alcuna informazione allegata.

Svuotata la piazza più famosa del mondo, l’anti-terrorismo troverà un pacco “bomba” diverso dal solito; una donna completamente nuda ma col corpo tatuato dalla testa ai piedi. Le stranezze però non finiscono qui, giacché la donna non ha alcuna memoria della sua identità e/o passato: è una Jane Doe.

Punti d’incontro

Adesso partono le somiglianze con due serie precedenti: la prima è Prison Break, quella a cui tutti pensiamo non appena mettiamo nella stessa frase serie e tatuaggio, perché l’escamotage è lo stesso: sulla pelle di Jane è scritto lo scorrere degli eventi, ogni tatuaggio rimanda a un futuro crimine.

La seconda ci lascia alla NBC, produttrice della fantastica The Blacklist, con cui condivide, appunto, una singola persona proprietaria di tutte le informazioni sui prossimi e remoti pericoli corsi dagli Stati Uniti d’America.

Blindspot si presenta quindi come una serie con parenti molto riconoscibili, alcuni troppo vicini nel tempo, ma funziona proprio perché si rafforza con la formula consolidata del buddy cop movie.

Infatti la bella Jane Doe/Jaimie Alexander sembra avere un passato nelle forze speciali dell’esercito USA, dunque un valido aiuto per il suo collega e guardia del corpo Kurt Weller/Sullivan Stapleton, con cui sembra avere un legame non meglio identificato. The Blacklist è nell’aria, c’è poco da fare – ma le manca James Spader.

Il corpo del reato

Nel complesso si direbbe valga la pena di dare fiducia allo showrunner Martin Gero e alla serie, perfetta per una prima serata su Italia1 – le reti Mediaset gli si addicono.

Alla fine sembra non richieda un grande impegno da parte dello spettatore, a cui basta un mistero in sottofondo e la classica tensione sessuale tra i due protagonisti (sappiamo quanto a lungo possono tirare queste faccende). Intanto negli USA è stata rapidamente rinnovata per una seconda stagione e ha già ripreso con la seconda metà della prima, di corsa verso l’episodio conclusivo.

Fausto Vernazzani
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