Napoli Comicon 2016

Diario di un Comicon con l'ombrello

Comicon bagnato…

…Comicon duramente guadagnato. Alla sua edizione 2016, il Napoli Comicon ha aperto i battenti sotto una pioggia torrenziale, con scene degne di un post-apocalittico (o dell’apertura dei saldi). Ma anche grazie al pronto intervento di uno statuario Robert Baratheon, i vostri cinefatti sono riusciti a farsi largo nella mischia, guadare gli acquitrini e strappare qualche autografo. Ecco cosa hanno visto!

Pomeriggio a Casa Surace

L’incontro promosso e organizzato da Multiplayer.it nel padiglione 6 della mostra, con la moderazione di Antonio Fucito, è stato tutt’altro che tradizionale. Anche se i trentenni (con questa faccia) di Casa Surace, i “Terroni fuori sede” fondatori della società di produzione video che da un anno a questa parte spopola sul web, alla tradizione tengono molto. Ma è il loro modo originale, informale e dissacrante di presentarla che fa la differenza, tanto online quanto dal vivo. E poi, per quanto loro insistano a non darlo troppo a vedere, c’è tantissimo lavoro dietro. Fidatevi di noi che li abbiamo visti “in azione”, oltre che del nostro giudizio sui video che fanno, per noi fra le produzioni comiche migliori in circolazione: quelli di Casa Surace sono la prova ulteriore che le cose serie si fanno non prendendosi troppo sul serio. E divertendosi un sacco.

– post scriptum con curiosità: Casa Surace si chiama così perché la piccola abitazione, situata nel centro storico di Napoli, dove vivono Simone, Daniele, Alessio, Paolo, Luca, Stefano, Bruno, Riccardo, Beppe, Giampiero, Laura, Fernanda, Tommaso (e, a turno, tantissimi altri), porta ancora la targa maiolicata del precedente proprietario, che i nuovi residenti, nonostante svariati e tragicomici tentativi, non sono riusciti a rimuovere. Tanto valeva farne un marchio!

Fran e Andrea Di Maria di Casa Surace al Comicon
Fran di CineFatti con Andrea Di Maria di Casa Surace

Non solo cinema: “Il mio primo dizionario delle serie TV cult”

Poco prima della proiezione dei cartoni animati di Tex Avery – di cui vi diremo a breve – abbiamo avuto modo di assistere alla discussione con Matteo Marino Claudio Gotti, autori, assieme al disegnatore Daniel Cuello, del libro Il mio primo dizionario delle serie TV cultedito da Becco Giallo. Un appuntamento che avrebbe dovuto tenersi in Sala Italia nella mattinata di sabato, ma che per problemi organizzativi è stato rimandato al pomeriggio dello stesso giorno, dando comunque a noi di CineFatti l’opportunità di fare due chiacchiere sull’amato mondo della serialità. Il mio primo dizionario sulle serie TV al Comicon

Si è parlato di Lost, di Twin Peaks, de Il trono di spade (serie, quest’ultima, tra le favorite degli scrittori), come pure del cosiddetto “salto dello squalo“, uno dei parametri presi in esame all’interno delle schede contenute nel volume, simpatica trovata per indicare quel momento in cui perfino le serie migliori si trovano a commettere un grosso errore di sceneggiatura o, più semplicemente, un calo di tono e di qualità.

Punto di vista interessante, che desta non poca curiosità nei confronti di questa pubblicazione, nata dalle menti di Gotti e di Marino, admin e fondatore di www.davidlynch.it.

Visioni di Tex Avery 

Tex Avery Comicon 2016

“Droopy Bullfighter”, uno dei corti animati proiettati al Comicon.

‘Visionario’, quasi come ‘devastante’, è un aggettivo che spesso viene usato a sproposito. Ma non starebbe male a Tex Avery, fra i padri dell’animazione hollywoodiana , creatore di personaggi quali Bugs Bunny, Duffy Duck e Droopy. Ed è stato proprio il “cane triste” (ma felice di nome), assieme al protagonista letteralmente allupato del cartone un po’ osé Red Hot Riding Hood (1943), il centro della proiezione tenutasi in Sala Italia al Comicon, subito dopo l’incontro con Gotti e Marino.

Certo, un minimo di introduzione a voce non avrebbe guastato, ma per fortuna le esilaranti follie visive dell’animatore statunitense, sempre al limite del black humour e del politicamente s-corretto, hanno saputo reggere il gioco anche da sole, parlando per se stesse. Il problema è averlo fatto ad una sala semi-vuota: forse per questo, più che per altro, una breve presentazione avrebbe giovato.

 

Il bello del doppiaggio

Noi di CineFatti possiamo vantare una discreta cultura in fatto di doppiatori, per lo più derivata dalla passione per gli anime che (almeno nel caso di Fran) pulsa sin dagli anni dell’infanzia. E poi, anche se non ci crederete, l’interesse per il doppiaggio non cozza affatto con la nostra predilezione per i film in lingua originale; anzi, da un certo punto di vista possiamo dire che la arricchisce.

Così abbiamo deciso di seguire l’appuntamento domenicale – sempre in Sala Italia – che riuniva i “proprietari” delle voci italiane di Krusty il clown dei Simpson, Jacob Frye di Assassin’s Creed: Syndicate, Phoebe di Streghe, Saitama di One Punch Man: rispettivamente, Fabrizio MazzottaMaurizio MerluzzoMaura Cenciarelli Alessandro Campaiola; completava il quadro Nunziante Valoroso, curatore dei testi dell’edizione italiana Fantasia.

Maurizio Merluzzo al Comicon
Il doppiatore e presentatore Maurizio Merluzzo fra il pubblico del Comicon

Il moderatore Maurizio Nataloni ha lasciato loro ampio, ampissimo spazio affinché potessero descrivere le proprie esperienze personali, fra aneddoti e consigli agli aspiranti del mestiere, senza nascondere opinioni negative, riguardo soprattutto al fenomeno dei talent – cioè dei personaggi famosi, spesso non professionisti, trasformati in doppiatori pro tempore dalle produzioni di richiamo.

“Tanto studio, tanto lavoro” è stato il motto di tutti, per quanto più volte siano volanti candidi riferimenti a parentele illustri – ma è risaputo che, in Italia, il doppiaggio si basi in gran parte su una tradizione “a conduzione familiare”. D’altro lato non sono mancate, com’era anche ovvio che fosse, le richieste dei fan: “Mi fai Seitama?”, “Parli come Krusty?”; ed è stato strano rendersi conto che non si trattava di imitazioni, sebbene venisse spontaneo considerarle tali. Ciliegine sulla torta: Mazzotta in versione Eros di Pollon (il suo personaggio del cuore!) e la session di doppiaggio dal vivo dell’edizione originale di Biancaneve e i sette nani, condotta dalla Cenciarelli. Un peccato non potervele far sentire!

 

 VVVVID, il VOD e l’animazione giapponese

C’era anche il nostro partner, al Napoli Comicon, fra i protagonisti di un’interessantissima tavola rotonda, curata da AnimeClick.it e ospitata dallo spazio Hiroba dell’Asian Village della fiera, sulla situazione attuale dell’animazione giapponese. Moderato da Alessandro Falciatore, e con i contributi di Italo Scanniello (Anime & Manga [ITA]), dei fratelli doppiatori Campaiola (Alessandro e Federico, voci degli anime più in voga del momento) e, per l’appunto, di Paolo Baronci di VVVVID, l’incontro ha approfondito la questione dello streaming e dei cambiamenti di strategia, produttiva e distributiva, che il suo immenso successo sta rendendo necessari.

D’altronde, c’è un dato a monte che rende più difficile il lavoro dei canali di distribuzione per quanto riguarda il solo settore dell’animazione, e riguarda l’iperproduzione recente di anime nipponici: da lì, sottolinea Baronci, risulta difficile trarre più di un paio di prodotti di qualità all’anno, su cui concentrare la più larga fetta dell’utenza (vedi L’attacco dei gigantiOne Punch Man Prison School) non senza il sacrificio della restante parte, ad esempio il pubblico degli sh?jo.

Comicon e animazione giapponese
Un’immagine dall’incontro sull’animazione giapponese curato da AnimeClick.it

Così, se in una prima fase non si è esitato a sentenziare che la tv fosse morta, verso la conclusione lo stesso Scanniello ci ha tenuto a precisare che non è così, che cinema, tv, fumetto e web convivono fino a fondersi in un unico, variegato bacino, e che più che temere il rapporto tra forme e formati diversi c’è da tenere d’occhio l’aspetto qualitativo e contenutistico, l’unico capace di distinguersi davvero assieme all’apporto della rete degli spettatori: ciò che è morto davvero, in sostanza, è la frontalità dell’esperienza di visione, che mai come in questo tempo è migliore quando è condivisa.

Dal Napoli Comicon 2016 è tutto!
Francesca Fichera

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