Lui è tornato - CineFatti

Lui è tornato (David Wnendt, 2015)

Lui è tornato: Adolf Hitler è di nuovo con noi, tra noi e dentro di noi.

Sui social si scatena con facilità la polemica: in molti si chiedono cosa ci sia da festeggiare il 25 Aprile, giorno della liberazione dell’’Italia dal nazi-fascismo. È chiaro il motivo, puramente storico, ma c’’è tanto in questa data a somigliare ai perché dietro il 27 Gennaio, giornate per ricordare pericoli di un passato che può sempre tornare.

Questo è il presupposto di Lui è tornato, la commedia tedesca di David Wnendt tratta dall’omonimo best seller di Timur Vermes: cosa accadrebbe se nella Germania del 2015 dovesse di colpo rispuntare Adolf Hitler, quale sarebbe la risposta della gente?

Il film in sé è un esperimento geniale: in una nube di fumo compare di colpo Hitler, nell’esatta posizione in cui si trovava nel 1945, in quel bunker dove avrebbe dovuto trovare la morte; spaesato e senza comprendere cosa gli è accaduto, Adolf vaga tra le strade di una Berlino contemporanea, ma non è incapace di afferrare la nuova realtà e subito informarsi sullo status del Terzo Reich che fu.

A renderlo un fenomeno mediatico è un disperato operatore televisivo con ambizioni cinematografiche, Fabian Sawatzki, che sfrutta l’’incontro con questo presunto commediante nei panni di Hitler per conquistare una posizione all’emittente MyTV.

 

Nessuno crede si tratti del vero Hitler, pochi sono offesi dall’interpretazione così fedele – ma in verità più reale di quanto essi stessi credano –di quest’uomo apparso dal nulla, tutti invece lo ascoltano: per le strade (con riprese dal vero, fondendo cinema documentario e di finzione), nelle tavole calde, nelle sedi del partito nazista di oggi, ma soprattutto in televisione.

Quello che nasce come un format di satira con un Hitler protagonista, diventa rapidamente uno strumento di propaganda, un mezzo con cui il führer cerca di prendere il pubblico per la pancia e riconquistare la propria posizione di potere.

Oliver Masucci è incredibile nel ruolo di Hitler, regge da solo un primo tempo più buffo che simpatico, sfonda lo schermo nelle sue sferzate politiche e nei brevi stralci razzisti nel secondo e conclude Lui è tornato con un colpo al cuore di notevole impatto.

Lui è tornato, ma perché? La domanda troverà una risposta sul finale, Wnendt distrugge in un sol colpo la facciata da commedia e prosegue nel suo voler documentare la realtà oltre il cinema con immagini di repertorio. Dall’archivio appaiono gli interventi e i volti dei tanti, troppi rappresentanti dell’’estrema destra di numerose nazioni europee.

Lui è tornato, dentro ognuno di noi.

C’’è quindi spazio per la risata –- Hitler nelle pseudo-scene romantiche sulle spiagge con l’’ombrello in volo è impagabile – per tanta, tantissima satira sull’universo mediatico e soprattutto sul popolo, anziché colpire come sempre le classi alte, stavolta ritenute solo in parte responsabili. Lui è tornato è nelle sale da oggi 26 al prossimo 28 Aprile come film evento grazie a Nexo Digital, ma chi volesse può rintracciarlo anche in streaming (e dunque in originale, volendo) su Netflix: andrebbe visto, bisognerebbe organizzare proiezioni nelle scuole. L’’Italia non è raffigurata nello scioccante finale, ma sappiamo tutti benissimo come la nostra situazione non sia affatto diversa.

Fausto Vernazzani

Voto: 3.5/5

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